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giovedì 8 giugno 2017

Giovedì 8 Giugno

Dal Vangelo secondo Marco 12,28b-34


   In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».

Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Il secondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Non c’è altro comandamento più grande di questi».

Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».

Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».

E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

 

 

Questo brano, specialmente oggi mi interroga molto.
Ma davvero noi cristiani abbiamo compreso queste parole?  
"...amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici."
So che non dovrei, ma questo brano mi fa pensare ad un episodio fresco capitatomi giusto ieri sera, e siccome sto soffrendo un po' per questa cosa penso che condividerla mi faccia bene.
Come tutti i mercoledì sono andato alla stazione di Rogoredo per incontrare e portare qualcosa da mangiare ai tossicodipendenti che purtroppo vanno la a comprare eroina e cocaina.
Un signore si è molto arrabbiato per questo, dicendo che loro non meritano aiuto in virtù di quello che fanno, e alla mia domanda "cosa possiamo fare per queste persone?" ha risposto dicendo di lasciarli morire, cosi si liberano dai tossicodipendenti nella zona.
Premesso che non voglio condannare la persona perché giustamente stressata dalla situazione che si trova ad affrontare chi vive in quella zona, però mi ha colpito la sua ultima affermazione: "guardate che io non ce l'ho con voi, (frati) perché sono cristiano anche io, vado a messa con mio figlio tutte le domeniche".
come possiamo noi cristiani, che ascoltiamo il Vangelo, questo brano, poi desiderare la morte di alcuni nostri fratelli? Che senso ha pregare, partecipare alle funzioni se questo poi non trasforma la mia vita e quando vedo un fratello nella difficoltà, non so nemmeno riconoscerlo come tale?
Domenica prossima nel Vangelo Gesù ci dirà "Misericordia io voglio non sacrifici".
Pregare e vivere i sacramenti è fondamentale proprio per questo, perché se davvero li vivo poi imparo ad amare. Se non amo invece devo fermarmi a riflettere perché probabilmente non ho pregato Dio, non ho vissuto i sacramenti, ma ho solo incensato me stesso, le mie idee.

Buona giornata.

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