Perchè questo blog?

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Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
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La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

giovedì 15 giugno 2017

Giovedì 15 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,20-26


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

 «Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

 Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

 Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

 Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

 

 

Un altro di quei brani in cui Gesù ci colpisce dritto dritto in faccia e colpisce tutte le nostre ipocrisie.
 Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Eh già, quante volte faccio il pio, il devoto, recito tutte le mie belle preghiere, vado a tutte le funzioni, e poi uscito dalla Chiesa incontro un fratello che mi ha ferito e rispondo al male con il male! Peggio ancora, a volte uscendo dalla Chiesa vedo un fratello che non mi ha fatto nulla, però mi infastidisce ed allora gli rispondo in malo modo, lo evito, lo derido...
Gesù sa di cosa parla, sa quanto è importante la spiritualità, la preghiera, lui stesso si ritirava in preghiera; ma sa anche che essa si verifica con l'azione, con i gesti, con la vita. 
"chi non ama il fratello che vede, non può non amare Dio che non vede" dirà uno degli apostoli in una sua lettera.
Ed io riesco a sintonizzarmi con questo sentire di Gesù? Riesco ad amare il fratello grazie alla mia vita di preghiera?
E' importante quest'aspetto perché mi permette di comprendere quando la mia preghiera è vera, vissuta: se mi trasforma e mi converte all'amore, la mia preghiera è relazione con il Padre, altrimenti è probabile che sto pregando me stesso!

Buona giornata!

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