Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

venerdì 30 giugno 2017

Venerdì 30 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 8.1-4 

Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì.

Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».
Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita.
Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».


Adoro quei giorni quando il brano di Vangelo è breve perché mi permettono di soffermarmi sulle singole parole, su piccole cose dietro alle quali trovi un'immensità.
Da un brano così piccolo oggi il Signore mi ha donato tantissime riflessioni, mi soffermo solo su quella che mi ha "smosso" di più.
"Tese la mano e lo toccò"
La mia domanda è perché?
Il lebbroso era allontanato dalla società perché impuro e contagioso (si credeva che bastasse solo toccarlo), inoltre provocava ribrezzo a causa delle piaghe e dell'odore. Se un lebbroso si avvicinava a persone non infette doveva essere subito ucciso per evitare il contagio, e già in questo brano non avviene nonostante sia lui ad avvicinarsi a Gesù.
Nonostante questo Gesù dopo la sua richiesta ("se vuoi, puoi" altri vogliono ma non possono Lui è l'unico che può fare ciò che vuole) Gesù tende la mano verso di lui e lo tocca!
Follia pura! Bastava la parola, oppure bastava stendere la mano ma non toccare eppure Gesù distrugge tutte le barriere e va dritto sul contatto.
Chi può toccare un malato che contagia con il rischio di ammalarsi (la mentalità del tempo diceva quello)? Solo chi ti ama, se ne frega del rischio e ti tocca.
Gesù tocca le mie ferite, ci mette la mano nonostante possano essere brutte e provocare ribrezzo, Lui vuole il contatto, non ha paura di restare contagiato, anzi vuole esserlo proprio per guarire assieme a me! Pazzesco!
L'immagine del lebbroso richiama me oggi nelle mie fatiche, nei miei dolori; quanti altri fratelli sono nella stessa situazione? Ho la forza di andare dal Signore sapendo che se vuole, può guarirmi? So amare i fratelli tanto da non aver paura di contagiarmi, ma di guarire con loro?

Buona giornata




giovedì 29 giugno 2017

Giovedì 29 Giugno Santi Pietro e Paolo

Dal Vangelo secondo Matteo 16,13-19
 

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».



Oggi voglio resistere alla "tentazione" di soffermarmi a riflettere su quella domanda «Ma voi, chi dite che io sia?» che sempre mi attrae e mi emoziona.
Tutte le volte che medito su questo brano di Vangelo inevitabilmente mi lascio interrogare anche io, come se Gesù rivolgesse a me oggi, qui, la stessa domanda.
Però un altro aspetto mi ha colpito stamattina: io spesso non riesco a rispondere alla sua questione, Lui invece risponde alla mia.
E io a te dico: tu sei...
 Il Signore sa chi sono, è Lui che mi svela e rivela il mio essere, la mia identità più profonda.
Questo è magnifico perché mi svincola da quella tentazione pericolosa del dire "il Signore ci ama"; questo non è male però è superficiale, perché sembra che ami così "a distanza", in maniera un po' generica, mentre invece ama ciascuno, uno per uno, ma con una relazione vera, piena, profonda.
Sa qual è il mio nome, mi conosce nell'intimo e per questo mi ama profondamente.
Forse io non risponderò mai alla sua domanda, ma sapere che Lui risponde alla mia mi libera!

Buona giornata!



mercoledì 28 giugno 2017

Mercoledì 28 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 7,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete.
Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete».

 

 

 

Quante volte anche io mi trasformo in un falso profeta! E' così facile dare cattiva testimonianza, specialmente quando vuoi orientare tutta la tua vita al Signore.
Si, perchè seguirLo non è così facile, richiede di morire un po' a se stessi, e spesso invece il mio io vuole imporsi, vuole dominare e 
la mia testimonianza è debole, a volte diventa addirittura contro-testimonianza.
Alcuni esempi semplici: 
-scelgo di vivere in povertà ma quanto lo faccio? Potrei benissimo rinunciare ad altri beni superflui ai quali sono troppo legato.
- Vorrei vivere l'obbedienza ma troppe volte se qualcuno mi chiede di fare qualcosa che non condivido mi ribello e/o non lo compio
Quanti piccoli esempi potrei fare! Le cose "piccole" poi si rivedono nel grande.
E' fondamentale quindi domandarmi ogni giorno: Che albero sono? i miei frutti sono buoni o cattivi?

Buona giornata!

martedì 27 giugno 2017

Martedì 27 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 7,6.12-14

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».



Spesso mi perdo nelle mie associazioni mentali, m a volte queste m aiutano a rendere più vicino, più carnale a me il Vangelo, un po' come saldare la terra con il cielo.
Questa mattina leggendo il Vangelo del giorno la mia mente si è subito sintonizzata su una serie di articoli che sto leggendo in questi giorni, essi parlano della giustizia riparativa ed in particolare presentano l'esperienza di un gruppo di persone composto da familiari delle vittime degli anni di piombo e dai loro carnefici.
Ecco per me questa è la porta stretta perché di fronte ad una situazione di questo tipo rispondere con la rabbia, con l'odio, sarebbe molto più immediato, più semplice, apparirebbe quasi giusto.
La via del perdono è certamente una porta stretta. Perdono, non dimenticanza, non "facciamo finta di niente" ma cerchiamo, pur nella difficoltà, di camminare assieme per affrontare questo male che colpisce entrambi.
Ci sono certamente tanti casi di porte strette, a me oggi ha colpito questo perché mi rendo conto della difficoltà per me di vivere questa dinamica di perdono.
Sono capace di riconoscere le porte strette nella mia vita? Ho il coraggio di sceglierle per dare un sapore nuovo al mio vivere?

Buona giornata!



sabato 24 giugno 2017

Sabato 24 Giugno

Dal Vangelo secondo Luca 1,57-66.80

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.

Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».

Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All'istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.

Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.



Già la nascita inaspettata di un bambino è un miracolo, un motivo di stupore e di gioia; molto di più quando porta con sé circostanze simili.
Una coppia di genitori avanti nell'età, Zaccaria che resta muto e riacquista la parola, il bambino a cui viene dato un nome estraneo alla famiglia...
Dio interviene nella nostra storia, nella  mia storia, vuole sanare le mie ferite, vuole che il mio pianto si trasformi in gioia.
Forse oggi un avvenimento simile dice poco, ma nella cultura ebraica del tempo avere un figlio, una discendenza era segno di benedizione, dell'amore di Dio, mentre invece l'essere sterile era un castigo.
Ecco Dio non vuole essere sterile nella mia vita, vuole generare gioia, e vuole insegnarmi a generare proprio per evitare la mia sterilità.
Quante ferite mi porto nel cuore? quante volte rischio di rinchiudermi e diventare sterile? Il Padre arriva anche li nel punto estremo del dolore provocato dalle mie ferite e con l'olio del suo Amore le vuole curare.
Spesso ho notato come da una fatica, da un dolore, ha poi fatto nascere un miracolo, ha generato vita in me e negli altri.
Ma io sono disposto a guardare le mie ferite senza pregiudizi?

Buona giornata!

venerdì 23 giugno 2017

Venerdì 23 Luglio Sacro Cuore di Gesù

Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-30

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Certo questo Vangelo è molto bello, però oggi sono rimasto folgorato ancora una volta dalla seconda lettura (1Gv 4,7-16).
Penso sia la spiegazione più bella della festa di oggi, il Sacro Cuore di Gesù.
Forse nel 2017 un po' ci infastidisce sentire che celebriamo ancora queste feste, vogliamo tenerle nascoste nel passato perché sembrano distanti dalla spiritualità odierna.
Io credo che i tempi cambiano ed oggi forse ci dicono poco certi rituali e forme del passato, ma il contenuto rimane intatto e può, e deve, essere attualizzato.
Il contenuto del Sacro Cuore che è anche il contenuto della seconda lettura è l'Amore, quello pieno, quello totale.
Avete presente l'immagine del Sacro Cuore, quella con Gesù che ha il suo cuore nella mano? Ecco sarà anche antica ma rende bene il concetto: Lui vuole donarmi il suo cuore, segno dell'amore, lo toglie da sè per donarlo a me!
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi
Non diciamo forse anche noi le stesse cose alle persone che amiamo profondamente? "Vorrei donarti il mio cuore!", "Il mio cuore ora è tuo!"....
Ecco oggi vedo un Gesù innamorato di me così tanto, da lasciarsi andare e dirmi dolci parole d'amore.
Sono antico? Questo è qualcosa d'antico e sdolcinato?
Piuttosto che vivere una vita quadrata e sterile, che ha paura dell'Amore, preferisco essere antico e sdolcinato. Sono certo che il Padre non ne avrà a male.


mercoledì 21 giugno 2017

Mercoledì 21 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18
 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».


L'ipocrisia non la troviamo solo quando ci autogiustifichiamo, o nascondiamo il male compiuto; l'ipocrisia è più subdola si può nascondere anche nel "fare il bene".
Questo è il suo aspetto più pericoloso perché spesso non riesco nemmeno a riconoscerlo, e quindi compio tanti bei gesti ma li distruggo da solo avendo come fine dell'altro che non è l'amore.
Quante buone azioni compio per sentirmi bravo, o per farmi vedere "buono e giusto" dagli altri? Quante persone ho aiutato sapendo poi di riceverne il contraccambio?
Questo nemico (l'ipocrisia) non è poi così distante e lontano come sembra!
L'unica vera ricompensa, l'unico vero obiettivo finale è Dio Padre Nostro, non ci sono tappe intermedie.
Tutto questo è molto importante perché mi rende chiarissima una cosa: se è Padre Nostro, vuole che i miei atti di bene siano rivolti a tutti, non solo a qualcuno, non solo a chi mi sta simpatico.
Ecco un'altra ipocrisia dalla quale mi libera, il pericolo del "Sono cristiano ma .....", purtroppo troppo diffuso tra noi oggi!

Buona giornata!!!

martedì 20 giugno 2017

Martedì 20 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,43-48



In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: "Amerai il tuo prossimo" e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».



Concretamente preferirei restare in silenzio, cosa si può condividere di fronte a questa Parola?
Umanamente è  inconcepibile, devo essere onesto.

amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano
Questa Parola istintivamente non è accettabile, da fastidio, anzi quasi fa arrabbiare se penso a qualche fatto concreto di ferite subite.
Per fortuna è Parola di Dio e questo basta a smuovermi, a provocarmi, a fermarmi e meditare.
Io quasi sempre so amare solo chi mi ama, chi mi dona il contraccambio, mi riesce davvero difficile amare chi mi ferisce.
Però la tensione a vivere questa chiamata del Padre c'è, è viva; forse non riuscirò mai a raggiungere quest'obbiettivo ma qualche passo in avanti posso farlo se tengo fisso lo sguardo su Gesù.
Lui stesso ha vissuto questo amore, il segno più evidente è la croce.
Sarà folle ma è la strada che voglio percorrere anche se so che non arriverò mai alla meta.

Buona giornata!

sabato 17 giugno 2017

Sabato 17 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,33-37


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».

 

Ieri il Signore mi invitava a riflettere sulle mie ipocrisie. Qual'è il miglior modo per sconfiggerle? Essere onesti, soprattutto con se stessi.
Gesù mi invita ad avere onestà e chiarezza nella mia vita così da comprendere meglio, e vivere, quello che Lui mi chiede e quello che io porto nel cuore.
Dalle mie azioni, dai miei gesti, si comprende quello che vivo, quello che sono, quello (anzi Chi) amo.
Non c'è una via di mezzo, o si ama o non si ama, l'Amore vero per sua natura non può essere un amore a metà.
Qui si inserisce il parlare chiaro "sì, sì", o "No,no", parlare chiaro anche a me stesso perché se non è chiaro a me il perché faccio e vivo una cosa, non sarà mai un seme di luce anche per i miei fratelli.

Buona giornata!

venerdì 16 giugno 2017

Venerdì 16 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,27-32


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
 «Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
 Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
 Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».

Sembra un Gesù cattivo quello del brano di Vangelo di oggi, o per lo meno un po' radicale.
In realtà mi piace perché usa questa sua radicalità per contrastare l'ipocrisia degli uomini che ha di fronte che un po' è anche la mia.
Questi uomini cercavano cavilli e stratagemmi per piegare le norme a loro piacimento, per ottenere vantaggi personali, anche a discapito di altri uomini o donne, vedi il caso di ripudio.
Quante volte anche io voglio furbescamente modificare la realtà per compiere qualcosa di negativo e  giustificarlo, o magari farlo diventare addirittura positivo!
Devo essere onesto e non è radicalità, ma a volte anche io sono davvero ipocrita e questo Gesù me lo mostra chiaramente, non per farmi capire che sono cattivo, ma per aiutarmi a crescere, per diventare sempre più umano.

Buona giornata!

giovedì 15 giugno 2017

Giovedì 15 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,20-26


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

 «Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

 Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

 Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

 Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

 

 

Un altro di quei brani in cui Gesù ci colpisce dritto dritto in faccia e colpisce tutte le nostre ipocrisie.
 Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Eh già, quante volte faccio il pio, il devoto, recito tutte le mie belle preghiere, vado a tutte le funzioni, e poi uscito dalla Chiesa incontro un fratello che mi ha ferito e rispondo al male con il male! Peggio ancora, a volte uscendo dalla Chiesa vedo un fratello che non mi ha fatto nulla, però mi infastidisce ed allora gli rispondo in malo modo, lo evito, lo derido...
Gesù sa di cosa parla, sa quanto è importante la spiritualità, la preghiera, lui stesso si ritirava in preghiera; ma sa anche che essa si verifica con l'azione, con i gesti, con la vita. 
"chi non ama il fratello che vede, non può non amare Dio che non vede" dirà uno degli apostoli in una sua lettera.
Ed io riesco a sintonizzarmi con questo sentire di Gesù? Riesco ad amare il fratello grazie alla mia vita di preghiera?
E' importante quest'aspetto perché mi permette di comprendere quando la mia preghiera è vera, vissuta: se mi trasforma e mi converte all'amore, la mia preghiera è relazione con il Padre, altrimenti è probabile che sto pregando me stesso!

Buona giornata!

mercoledì 14 giugno 2017

Mercoledì 14 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,17-19
 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
 In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
 Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Nella società odierna sentire Gesù che dice queste cose ci infastidisce, perché le regole vengono viste come un nemico ed una dichiarazione di questo tipo ci mostra un Gesù legalista che è antipatico.
Ma devo andare oltre, capire bene cosa intende Gesù con queste parole.
Davvero le regole sono un nemico, un pericolo per me? La regola di Gesù è pericolosa?
Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze ed il prossimo tuo come te stesso.
Dov'è il pericolo? C'è un solo pericolo quello di Amare!
Ed Amare con la A maiuscola è pericoloso, perché mi espone, mi mette a nudo, mi chiede di perdermi nell'Altro.
Sono pronto a perdermi per Amore? 

Buona giornata!

PS Al posto della foto oggi condivido una canzone che amo, di un artista straordinaria, segnata dall'amore pieno e profondo per Dio.

martedì 13 giugno 2017

Martedì 13 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5, 13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».



Noi siamo il sale della terra, la luce del mondo. Che affermazione potente, e che incarico!
Ma mi rendo conto di avere questo potenziale? So quanto è grande il rischio di sprecarlo?
Perché troppo spesso per comodità preferisco essere luce nascosta sotto il letto, e non farmi vedere da nessuno.
Oltre a quello della comodità c'è un altro rischio: credere che tutto questo sia merito mio ed in funzione di me. Il Signore invece mi spiega il vero motivo e la giusta modalità per essere luce e dare sapore:

"Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli".

Il merito e la gloria va a Dio Padre, non devo dimenticarlo perché altrimenti rischio di portare qualcosa di sbagliato, qualcosa che inganna invece di salvare!

Buona giornata!

venerdì 9 giugno 2017

Venerdì 9 Giugno

Dal Vangelo secondo Marco 12,35-37

In quel tempo, insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:
“Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi”.
Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?».
E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.


Questo brano non è immediato, o per lo meno devo fermarmi sempre di più per comprendere cosa il Signore vuole dirmi con questa Sua Parola. Mi nasce sempre la solita riflessione, ma credo sia fondamentale riproporsela ogni tanto.
Vogliamo sempre il controllo su tutto, conoscere tutto nel tempo di internet Wikipedia, e la ricerca online, per questo Dio a volte ci sta antipatico perché non si può cogliere fino in fondo, non se ne può entrare in possesso.
Nessuno che sia sano di mente potrebbe mai credere di possedere Dio in tutta la sua pienezza.
Credo che a Lui fa piacere ogni tanto metterci di fronte a questo, per distruggere tutte le immagini false che spesso ci creiamo.
Quello che fa oggi con la gente, non vuole essere una critica o una contestazione ma un invito ad andare oltre: va bene cercare di comprenderlo e conoscerlo, ma non fermatevi a quello, cercate di andare anche oltre.
Quante volte mi fermo su questo e paradossalmente perdo lo sguardo che non rimane più su di Lui ma solo su dei dettagli di poco conto.
Non è il mio dio personale, nato e sviluppato per il mio uso e consumo (per fortuna!!!!), ma è il Padre Nostro che è nei cieli....

Buona giornata!!!

giovedì 8 giugno 2017

Giovedì 8 Giugno

Dal Vangelo secondo Marco 12,28b-34


   In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».

Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Il secondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Non c’è altro comandamento più grande di questi».

Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».

Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».

E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

 

 

Questo brano, specialmente oggi mi interroga molto.
Ma davvero noi cristiani abbiamo compreso queste parole?  
"...amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici."
So che non dovrei, ma questo brano mi fa pensare ad un episodio fresco capitatomi giusto ieri sera, e siccome sto soffrendo un po' per questa cosa penso che condividerla mi faccia bene.
Come tutti i mercoledì sono andato alla stazione di Rogoredo per incontrare e portare qualcosa da mangiare ai tossicodipendenti che purtroppo vanno la a comprare eroina e cocaina.
Un signore si è molto arrabbiato per questo, dicendo che loro non meritano aiuto in virtù di quello che fanno, e alla mia domanda "cosa possiamo fare per queste persone?" ha risposto dicendo di lasciarli morire, cosi si liberano dai tossicodipendenti nella zona.
Premesso che non voglio condannare la persona perché giustamente stressata dalla situazione che si trova ad affrontare chi vive in quella zona, però mi ha colpito la sua ultima affermazione: "guardate che io non ce l'ho con voi, (frati) perché sono cristiano anche io, vado a messa con mio figlio tutte le domeniche".
come possiamo noi cristiani, che ascoltiamo il Vangelo, questo brano, poi desiderare la morte di alcuni nostri fratelli? Che senso ha pregare, partecipare alle funzioni se questo poi non trasforma la mia vita e quando vedo un fratello nella difficoltà, non so nemmeno riconoscerlo come tale?
Domenica prossima nel Vangelo Gesù ci dirà "Misericordia io voglio non sacrifici".
Pregare e vivere i sacramenti è fondamentale proprio per questo, perché se davvero li vivo poi imparo ad amare. Se non amo invece devo fermarmi a riflettere perché probabilmente non ho pregato Dio, non ho vissuto i sacramenti, ma ho solo incensato me stesso, le mie idee.

Buona giornata.

mercoledì 7 giugno 2017

Mercoledì 7 Giugno

Dal Vangelo secondo Marco 12,18-27


In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: "Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe"? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».



Eh già siamo in grande errore!
Perché pur di allontanarci da questo Dio, pur di voler credere in un giudice più che a un Padre, gli abbiamo attribuito qualità ed un immagine che con Lui non hanno nulla a che fare.
Però ci è più comodo perché una richiesta d'amore, che nasce da un offerta d'amore, scomoda molto di più, chiede di entrare nell'intimo, di andare in profondità, chiede sacrificio.
Ed allora ci inventiamo mille storie, preferiamo soffermarci sui cavilli, sulle casistiche assurde, come fanno questi sadducei; non guardo più il contesto d'amore in cui mi trovo ma mi soffermo solo su un dettaglio di poco conto.
Quante volte faccio così nella mia vita! 
Troppo spesso, sia nei confronti di Dio, che nei confronti dei fratelli mi comporto così; non mi accorgo dell'amore ricevuto per soffermarmi sul dettaglio irrilevante.
L'origine di tanta sofferenza nella vita parte proprio da qui, dalla scarsa capacità di riconoscermi amato.
Ma il Padre mi ama! E nemmeno immagino quanto!

Buona giornata!

martedì 6 giugno 2017

Martedì 6 Giugno

Dal Vangelo secondo Marco 12,13-17

In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
 Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
 Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
 Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.



A volte c piace confondere i "piani", anzi ci piace farlo quando possiamo trovare un tornaconto personale, o autogiustificarci per qualcosa.
E' quello che fanno i farisei in questo brano e che facciamo tante volte noi nella vita. Vogliamo mettere in contrapposizione degli aspetti perché almeno screditiamo quello che non ci piace e non vogliamo.
Lo vedo spesso sul tema dell'accoglienza per esempio: da un lato ci diciamo cristiani, dove la cultura dell'accoglienza dello straniero è un punto chiaro nella Bibbia; ma dall'altro nel concreto ragioniamo sempre con la logica del "non sono razzista ma...".
Questo è un caso grande, ma quante volte metto in atto questo meccanismo nella mia vita?
Spesso purtroppo, nei confronti di persone, situazioni, impegni ....
Vogliamo mettere in contrapposizione Dio al mondo, alle cose, alle persone. Ma davvero crediamo che Dio sia contro qualcuno o qualcosa? Non è piuttosto un "Dio per"? 
Ed io preferisco essere "contro" o "per"?

sabato 3 giugno 2017

Sabato 3 Giugno

Dal Vangelo secondo Giovanni 21,20-25

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».

Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.


Facciamo attenzione agli altri solo quando interessa a noi!
Non sono così attento quando un fratello è in difficoltà, sta vivendo un momento difficile, soffre, però quando fa qualcosa che mi incuriosisce sono subito pronto a domandare!
Magari avessi la stessa prontezza nel chiedere "Ti serve una mano?"
Per fortuna che Gesù interviene e mi richiama dicendomi
«Se io voglio..., a te che importa? Tu seguimi»
Tu seguimi, cioè fai come me! Lui è attento agli uomini sempre soprattutto nella sofferenza e non solo nell'interesse.
Vorremmo uniformare tutto, rendere tutto uguale, tutte le persone uguali a noi, con le nostre stesse idee, i nostri modi di fare. Per fortuna non è così!
Il Signore ha una strada per ognuno di noi, non serve a nulla invidiare quella del mio fratello, è importante fermarsi e riconoscere la propria per iniziare a seguirla!

Buona giornata e buon fine settimana!


venerdì 2 giugno 2017

Venerdì 2 Giugno

Dal Vangelo secondo Giovanni 21, 15-19

In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».

Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».

Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse "Mi vuoi bene?", e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».

Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».


Quante volte questa domanda il Signore la rivolge a me! Maichol mi ami? Ed io ogni volta paralizzato nella mia fatica riesco a rispondere balbettando un "ti voglio bene".
E' difficile quello che chiede il Signore perché l'amore di cui parla non è quello che  intendiamo noi, nel mondo d'oggi, è molto di più è un Amore che riconosce tutti come fratelli e fa donare la vita per loro.
Sarò mai capace di questo? Certo è molto difficile, ma con il Suo aiuto e con il Suo Amore forse un giorno ci riuscirò.
Basta vedere la sua infinita pazienza, nel ripetermi questa domanda: "mi ami?", "mi ami?" e dopo tutte le mie difficoltà il suo accettare ogni mio limite, ogni mio "ti voglio bene", ed accoglierlo tanto da concludere con quel magnifico "seguimi".
"seguimi, non importa se ora non riesci ad amarmi, imparerai! ed anche se non ci riuscirai mai sappi che io sempre e comunque ti amerò!"

Buona giornata!

giovedì 1 giugno 2017

Giovedì 1 Giugno

Dal Vangelo secondo Giovanni 17,20-26

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]

«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.

Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch'essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.

Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

 

 

Essere unità, una cosa sola, ecco uno dei desideri di Dio.
Eppure oggi siamo così lontano, in un mondo che sembra andare nella direzione opposta, la logica della divisione, dei muri regna!
Questa divisione credo venga proprio dalla mancata conoscenza di Dio "Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto",anche tra chi crede di essere "esperto" di Dio.
Conoscendo realmente Dio come Padre, è impossibile non riconoscersi fratelli; vedendo poi la continua misericordia che Egli ci dona, non posso non  fare lo stesso verso i miei fratelli.
Devo conoscere Dio per poter dire Padre Nostro , e dicendo quel nostro inevitabilmente mi riscopro dentro un mondo, una società, in mezzo ad altri che devo e posso riconoscere come fratelli.
Mai come oggi quest'unità che Gesù tanto desidera è fondamentale. Io cosa faccio per far fiorire l'unità?

Buona giornata!