Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

mercoledì 31 maggio 2017

Mercoledì 31 Maggio Visitazione di Maria

Dal Vangelo secondo Luca 1,39-56

 In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore". Allora Maria disse: "L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre". Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

 

 L'ho già detto e ripetuto all'infinito quanto questo brano mi emozioni, penso sia l'incontro tra due donne, due mamme più bello della storia!
Oggi ho preferito fermare la mia meditazione su questo canto magnifico che troppo spesso ripeto "meccanicamente" ogni sera durante i vespri; il rischio dell'abitudine è proprio quello di non aiutare la riflessione.
Mi è venuto subito un raffronto tra questi passi e quelli del profeta Isaia letti da Gesù nella sinagoga all'inizio del suo ministero.
Quello che Dio annuncia di compiere è davvero qualcosa di enorme, un insieme di paradossi, dove tutto quello che sono abituato a vedere è ribaltato.
Penso che è anche quello che vuole compiere nella mia vita, un cambiamento, un ritorno alla semplicità, un ritorno verso Lui.
Io sono disponibile a questo cambio, a questo ritorno? 
Maria dopo aver proclamato queste parole, resta per mesi a servire la cugina pur essendo anche lei incinta. Io dopo aver visto le meraviglie di Dio nella mia vita, so metterle a servizio dei fratelli?
Buona giornata!

martedì 30 maggio 2017

Martedì 30 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 17,1-11

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:

«Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.

Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.

Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.

Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

 

 

"Questa è la vita eterna: che conoscano te"
 Può sembrarci poco quest'affermazione ma a me dice tantissimo.
Noi oggi siamo abituati a tutt'altro significato per la parola "conoscere", diciamo che corrisponde un po' al "So chi è".
Nella cultura ebraica "conoscere" significa molto di più, vuol dire incontro, relazione, contatto. Una relazione non superficiale ma che va in profondità, che si dona, fino ad arrivare alla relazione suprema tra un uomo ed una donna donando il proprio corpo.
Gesù oggi con questa affermazione mi fa un richiamo forte: Ma tu conosci Dio? Vuoi conoscerlo? Sai di essere conosciuto da Lui?
Non vuole però farmi cadere nel tranello di chi crede di sapere tutto di Dio. Questo conoscere non è nemmeno "sapere tutto" ma proprio perché relazione viva scopre qualcosa di nuovo ogni giorno, ogni istante.
Quindi la mia domanda per questa giornata è: Voglio conoscere Dio?

Buona giornata e buona settimana!

venerdì 26 maggio 2017

Venerdì 26 Maggio San Filippo Neri

Dal Vangelo secondo Giovanni 16,20-23a

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.

La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si  rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».

 

Lo scrivevo già qualche giorno fa, esistono diversi tipi di gioia, o meglio esistono diverse fonti che generano gioie differenti.
Quella di cui parla Gesù nel Vangelo credo che sia la più bella, la più grande, la più profonda.
Quale gioia più grande di donare la vita?  Di una madre che partorisce?
Certo come dice Gesù prima di arrivare a questa gioia si passa per la fatica, ma il punto d'arrivo non è restare nella sofferenza bensì l'Amore.
Perché credo che questo tipo di gioia abbia proprio lì la sua fonte.
Ed allora mi sa che il Signore voglia offrirmi un richiamo anche per la mia vita religiosa con questa Parola.
Papa Francesco ci fa spesso questo richiamo: "Non abbiate paura della gioia" (ai seminaristi), "svegliate il mondo con la gioia vera" (alle suore), "Un cristiano senza gioia è ammalato"....
Lo vedo anche nella mia vita, come ieri quando delle amiche (mai state prima in un convento) son venute a trovarmi e fermandosi a pranzo hanno notato questa gioia e ne sono rimaste colpite.
Ma da dove viene? Difficile da dire non sono Dio, ma credo che qualche passaggio logico riesco a farlo.
Se mi sento amato da Dio, inevitabilmente sono gioioso perché l'amore genera gioia, e questa gioia è contagiosa così come l'amore. Allora voglio donare questo tesoro a chi mi sta a fianco, i miei confratelli, i miei cari, i fratelli che incontro sul cammino, è un cerchio che si allarga sempre più.
Che potenza! Nel periodo storico in cui regna il pensiero diviso dei muri, il Signore ci dice che noi abbiamo un potenziale enorme, possiamo mettere in circolo la nostra gioia che nasce dall'Amore.
Quanti muri che possiamo abbattere, senza ferire, ma curando!

Buona giornata!!!

giovedì 25 maggio 2017

Giovedì 25 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 16,16-20

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete».

Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».

Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».

 

 

Ritorna un po' la parola d'ordine di ieri: Attesa. Ma un attesa piena di desiderio.
Io sono poco paziente per natura, l'ho già detto, ma sempre più mi accorgo come il Padre voglia educarmi su questa via. 
L'impazienza mi fa rimanere attratto dal momento, dall'emozione che appare ma subito dopo scompare; la gioia piena invece è quella che arriva al tempo opportuno.
Credo sia questa la gioia di cui parla Gesù, inizialmente può sembrare tristezza ma dopo la giusta attesa si trasforma in pienezza.
La natura mi è da sempre maestra in questo, penso alle mie piante di peperoncino, prima seminate nel dubbio, poi l'attesa colma di desiderio che spunti qualcosa, e mentre si attraversa la sconfitta dalla morte di quel seme spunta un germoglio, segno di vita, segno di gioia.
Se succede questo "solo" per una pianta immaginiamoci cosa può essere nella fede, nella vita di Gesù, nella mia vita!
Vorrei tanto avere la pazienza di quel seme che pur temendo la sconfitta sa di essere nelle mani di Dio ed è comunque certo che la sua attuale tristezza presto sarà gioia piena!

Buona giornata!

mercoledì 24 maggio 2017

Mercoledì 24 Maggio


Dal Vangelo secondo Giovanni 16,12-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

 


Questo brani fa a pugni con la mia umanità, anzi con un aspetto della mia umanità: io vorrei sapere tutto ed il prima possibile!
Già perché nell'era della tecnologia, del tutto e subito a portata di click, sentirsi dire che alcune cose non mi saranno dette subito perché non posso comprenderlo mi infastidisce un po'.
Eppure qui sta la grandezza e la cura di Gesù, non dice tutto subito perché sa che quella PArola è cosa seria, è fonte di vita, non se ne deve perdere nemmeno un puntino, e questa mia ingordigia di certo non aiuta ad accogliere e comprendere.
C'è un altro aspetto fondamentale oltre all'attesa: il non poter comprendere da solo.
Ed anche qui potrei ripetere le cose dette prima, oggi il mito del "mi sono fatto da solo" spopola, quindi pensare che da solo non posso comprendere è follia.
Invece la Parola è impossibile comprenderla senza l'aiuto dello Spirito, proprio perché non è una parola qualunque.
Oggi mi vengono donate due parole chiave: Attesa ed Aiuto.Devo farne tesoro perché possono aiutarmi a dar Vita alla mia vita.

Buona giornata.

martedì 23 maggio 2017

Martedì 23 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 16,5-11

 In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.

Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.

E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

 


Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
 Quanto dovrei imparare da questo stile di Gesù!
Lui non lega a sè, sa cosa è meglio per i suoi discepoli tanto da dire loro di non essere tristi perchè il suo salire al cielo dona a loro lo Spirito, e Gesù sa quanto è importante per loro.
Gesù non tiene prigionieri, non forza, ma libera ed è felice che lo Spirito liberatore venga sui discepoli per aiutarli a discernere, a camminare nel Suo Amore.
E' un esempio grande per me che troppo spesso voglio far passare tutto per le mie mani, desidero il controllo su tutto, correndo il rischio di averlo anche sulle persone.
 La prima liberazione di cui ho bisogno è quella da me stesso, dal mio sentirmi il centro di tutto, dal mio escludere il fratello che incontro per strada, dal mio voler affermare il benessere personale.
Quando lo Spirito mi avrà liberato da tutto ciò, anche io sarò capace di essere un liberatore per gli altri.

Buona giornata e buona settimana!

sabato 20 maggio 2017

Sabato 20 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 15,18-21

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

Ricordatevi della parola che io vi ho detto: "Un servo non è più grande del suo padrone". Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

 


Certo il mondo ed il contesto culturale sono cambiati, io non vivo in una parte del mondo dove sono perseguitato per la mia fede, Purtroppo da altre parti non è così e ci sono molti cristiani, ma anche uomini di altre religioni, perseguitati per quello in cui credono.
Queste parole sono per me oggi un invito alla riflessione sul mio essere credente, sul mio modo di essere testimone. 
Gesù mi dice:
Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato
Forse anche io corro il pericolo di non conoscere Colui che ha mandato Gesù, e quindi posso diventare portatore di ciò in cui credo io senza accorgermi che non corrisponde alla sua Parola.
Devo stare attento e imparare a verificarmi partendo dall'ascolto della Parola, così da discernere la volontà di Dio dalla volontà del mio Io.

Buona giornata e buon fine settimana!

venerdì 19 maggio 2017

Venerdì 19 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 15,12-17

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amati voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

 

Beh dai non mi è andata male, alla fine Gesù mi chiede solo una cosa: Amare come Lui ha amato, cioè fino a dare la vita. Il suo comandamento è "solo" questo!
Sarcasmo a parte, leggendo questo passaggio io resto sconcertato e mi chiedo se sarò mai in grado di amare così, anche solo una persona.
Oggi abbiamo svalutato l'amore, infatti quello che chiede Gesù non penso corrisponde all'idea d'amore che abbiamo noi, è molto più profondo e complesso che il nostro "volemose bene" o il "bella fra'".
Sarebbe quasi inevitabile scoraggiarsi di fronte ad una richiesta così enorme, ma per fortuna mi riprende subito dicendomi anche:
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi
Quindi si io sono incapace ed indegno d'un amore così grande, ma è Lui ad avermi chiamato e scelto, così come chiama ogni donna ed ogni uomo alla sua personale vocazione, che si riduce solo ad una: la vocazione prima del cristiano, non sta nell'essere prete, suora, frate ma è l'amore! E per quanto sia limitato ed incapace Lui che mi ha scelto me lo renderà possibile.

Buona giornata!

giovedì 18 maggio 2017

Giovedì 18 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 15, 9-11

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.

Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».

 

 

"Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena"
Cercando di essere il più onesto possibile mi faccio una domanda: Ma quando la gente guarda noi cristiani, vede in noi la gioia? Io sono riflesso di questa  gioia del Signore?
Se devo essere onesto ho dei dubbi! 
Guardando a noi cristiani mi spesso vedo più musi lunghi o uomini troppo concentrati sul sacrificio, sul fare, sul rispettare certe regole, ma poche volte mi capita di incontrare persone gioiose.
Sia chiaro non penso alla gioia, del Milan che torna a vincere il campionato, o alle risate a crepapelle; qua Gesù non parla della gioia umana ma dice "la mia gioia" che certo è diversa della nostra. Ma per quanto diversa dubito che si possa riconoscere nei musi lunghi!
Questa gioia nasce dall'amore, dal suo amore per me:
Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se io sono amato da Gesù così come il Padre ama Lui, ci credo che sono gioioso! Cosa c'è di più bello? E questa gioia è contagiosa!
Spesso abbiamo musi lunghi perché il mondo, la società d'oggi non ci capisce, giudica la fede qualcosa di superato, ma la fede procede proprio per attrazione, se io sarò portatore di gioia anche chi mi è vicino di certo vorrà conoscere ed essere partecipe di questa "mia fonte della gioia".
Ed allora ha senso fermarmi ogni mattina e pormi la domanda se nel mio cuore c'è gioia, perchè se non la trovo vuol dire che non mi sono reso conto della cosa più importante: io sono amato da Dio!

Buona giornata!

mercoledì 17 maggio 2017

Mercoledì 17 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 15, 1-8

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

 

 

Il Padre è l'agricoltore, Gesù è la vite, noi siamo i tralci.
Quest'immagine non è solo bellissima dal punto di vista emotivo, ma è anche estremamente efficace.
Mi colpisce questo Gesù profondamente radicato nella storia, nel contesto culturale in cui ha vissuto; credo che anche grazie a questo possiamo davvero definirlo "vero uomo."
Già, perché non si è fatto uomo per modo di dire, o in maniera superficiale, ma entra davvero nella mia vita, nella mia storia, nel mio contesto; oggi così come 2000 anni fa. In una cultura agricola, Gesù usa quest'esempio efficacissimo ed estremamente comprensibile.
Che bello sapermi tralcio che dipende dalla linfa che viene dalla vite, e dalle cure dell'agricoltore, questo mi permette di liberarmi dal mio desiderio di autosufficienza e mi fa capire che sono si bisognoso, ma che c'è chi si prende cura di me.
Se ci fermassimo ad osservare la natura, l'agricoltura, potremmo imparare molto da lei, capire i suoi tempi, curare i dettagli, imparare ad amarla. il Padre che è creatore sa tutto questo ed utilizza la stessa cura con me, con rispetto, con pazienza, con amore.
E' un po' come se mi sussurrasse all'orecchio: " Perché sei un essere speciale, ed io avrò cura di te!"

Buona giornata!

martedì 16 maggio 2017

Martedì 16 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 14,27-31a

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.

Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.

Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

 

Gesù mi lascia la sua Pace, che non corrisponde alla nostra, ne a quella che il mondo mi propone oggi.
Spesso sono troppo superficiale e penso alla pace solo in senso "passivo": pace è non fare la guerra.
Gesù, come sempre, punta molto più in alto: per Lui la pace è attiva, è un atto d'amore, e non un amore qualunque ma quell'amore con cui Lui ama il Padre.
La pace di Cristo mi chiede di fare lo stesso verso i miei fratelli, non solo quelli con cui vado d'accordo e mi amano, ma anche verso i miei nemici!
Qui sta la grandezza della Sua Pace, non più un semplice atto di sopravvivenza ma una scelta di vita, che sembra folle ma dona libertà e gioia.
Lo so, a me sembra qualcosa di impossibile e bello solo a parole, ma per fortuna ci sono i bambini che nella loro semplicità spesso mi mostrano che tutto ciò che credo irrealizzabile è invece possibile. Basta crederci ed affidarsi al Padre.

Buona giornata!

venerdì 12 maggio 2017

Venerdì 12 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 14,1-6

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

 

 

Gesù è la via che può e vuole condurmi al Padre.
Su queste affermazioni spesso, soprattutto noi giovani, sorvoliamo velocemente perché le crediamo qualcosa del passato, definizioni ormai superate.
Ma fermandomi un attimo a riflettere, come posso io giungere a Dio?
Non ho indicazioni certe, e tutto quello che posso pensare potrebbe essere giusto ma anche frutto delle mie idee, della mia sensibilità.
Ecco l'unica bussola che può indicarmi la strada è proprio Gesù, la sua vita, la sua Parola: il Vangelo appunto.
Grazie all'aiuto dello Spirito posso conoscere la sua Parola, posso farla mia, posso accorgermi che Gesù mi è vicino e quindi ascoltando la sua voce, imparare a vedere e riconoscere il Padre.
Tutto parte dalla Relazione con Gesù perché anche il nostro Dio è un Dio di Relazione.
Imparo da Gesù ad essere come Lui per conoscere sempre più Dio, me stesso ed i fratelli e forse senza accorgermene mi ritroverò Dio molto più vicino di quello che credo!

Buona giornata!

giovedì 11 maggio 2017

Giovedì 11 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 13,16-20

[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno. Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

 

Gesù pronuncia queste parole subito dopo aver lavato i piedi ai discepoli, credo sia importante comprenderle proprio alla luce di quel gesto sconvolgente.
Infatti dice loro:
Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non basta l'ascolto e l'adesione, serve l'agire, il vivere quello che si è ascoltato; proprio da questo comprendo quanto questa Parola è diventata vita per me!
Gesù mi richiama al servizio umile, come il suo essere chinato sui piedi dei discepoli, e facendo ciò mi rivela tutta la mia ipocrisia nel credermi "giusto" perché ascolto la Sua Parola ma poi ad essa non corrispondono le azioni.
Oggi mi viene indicata ancora una volta la strada per giungere al Padre, questo è evidente nella conclusione del Vangelo:
chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato
 Il Padre ha inviato il Figlio che con le sue Parole ed i suoi gesti mi offre l'esempio concreto dell'amore con cui anche io sono chiamato ad ascoltare la Parola e donare l'amore ricevuto ai fratelli che incontro sul mio cammino

mercoledì 10 maggio 2017

Mercoledì 10 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 12, 44-50

 In quel tempo, Gesù esclamò:
«Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.
Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.
Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell'ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

 

 

 

"Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre."
Mi piace molto questa frase di Gesù perché la sento molto vera per la mia vita oggi. Quanto ho bisogno di luce per illuminare la mia vita, per uscire dalle tenebre del "non vedo" dell'indifferenza.
Oggi scambiamo la luce per il flash e quindi siamo troppo attratti da queste luci che appaiono all'improvviso, ci colpiscono, ma poi svaniscono nel nulla. Gesù è l'esatto opposto, non è un flash ma è luce perenne.
Questa luce perenne a volte mi spaventa, perché mostra degli aspetti di me che preferirei non vedere, vorrei lasciarli nel buio.
Ma, seppur nella difficoltà, penso che la bellezza del cammino insieme a Gesù stia proprio nel lasciarmi illuminare da Lui e scoprirmi ogni giorno di più, molto simile a quei farisei e scribi del Vangelo che tanto mi infastidiscono. Questo non deve spaventarmi perché Gesù mi dice:
"non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo"
Questo è l'ennesimo suo dono perché riconoscendomi debole, comprendo di aver bisogno di salvezza, e non continuo a ricadere nell'errore di credermi superiore ai fratelli, superiore anche a Dio!
Immagino che sia il suo modo di dirmi: "Dio esiste! Ma non sei tu, rilassati!"

Buona giornata!

martedì 9 maggio 2017

Martedì 9 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 10, 22-30

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell'incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».

Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

 

 

Continua in questi giorni l'immagine del Pastore, Gesù ama identificarsi con quest'immagine e la ripresenta più volte.
Da questi brani si possono prendere diversi spunti, quello che mi colpisce di più e che preferisco è il tema della Relazione.
Questa Relazione presenta diverse sfumature e diversi interpreti.
La prima è quella tra Gesù ed il Padre, in questo brano raggiunge l'apice quando Gesù dice:
Io e il Padre siamo una cosa sola
La loro relazione è così forte e così stretta da fondersi fino a diventare un'unica cosa.
Proprio a questo "circolo d'amore" dovremmo guardare per orientare la seconda relazione che Gesù ci mostra: quella tra Lui e noi.
Infatti seppur con diversità, Gesù rimette in atto tutto l'amore donato e ricevuto dal Padre anche con noi e me lo mostra quando dice:
Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco
Solo chi ama riconosce subito la voce dell'amato, ed il conoscere nel popolo ebraico ha un significato profondo, molto più grande del nostro "sapere chi sei".
Gesù mi conosce, qualche giorno fa diceva che chiama le pecore per nome, quindi il suo conoscermi non è generico, non sono uno tra i tanti ma sono uno in Relazione con Lui.
Adesso dopo aver visto la grandezza di queste due "dinamiche Relazionali" non mi resta che chiedermi: Io che relazioni vivo? Perché probabilmente anche io, come Gesù fa con me, sono chiamato a far rivivere la Relazione d'amore che il Padre mi dona.

Buona giornata!


sabato 6 maggio 2017

Sabato 6 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 6,60-69

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».



Pietro spesso ha fatto figuracce per questa sua enorme spontaneità, basti ricordare quando critica Gesù per l'annuncio della Passione e viene definito da Lui "Satana", o quando dice di essere pronto a morire per Lui salvo poi rinnegarlo poche ore dopo.
Però è magnifica questa sua genuinità, questo suo essere così spontaneo. Forse mi piace perchè un po' lo sono anche io.
La sua risposta alla domanda di Gesù sembra qualcosa di scontato per Pietro:

Signore, da chi andremo?
Da chi vuoi che andiamo? Dai leader totalitari? dai sedicenti santoni che alla prima occasione spariscono?
"Per la prima volta nella mia vita ho trovato qualcosa per cui vale la pena rischiare tutto, io non la mollo" sembra pensare Pietro.
Quanto vale anche per me oggi!
Siamo circondati dovunque da leaderismi, da guru, da "lanciatori di slogan"; tutta gente che non offre nulla se non un pensiero debole e parziale.
Il loro stile è attraente, coinvolge, in un mondo troppo concentrato sui sensi fa piacere, ma questo non libera anzi rende schiavi.
Gesù fa per me l'opposto: mi libera non mi tiene prigioniero, tanto da dirmi:
Volete andarvene anche voi?
 Ed allora anche io gli rispondo: " Dove vuoi che vada Signore? sei il più bel rischio che voglio correre nella mia vita!"

Buona giornata!

venerdì 5 maggio 2017

Venerdì 5 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 6,52-59

In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

 

Nella Parola donata oggi sono rimasto "sconvolto" da un passaggio nella prima lettura.
Non riporto l'intero brano essendo molto lungo, comunque il testo è quello della conversione di S. Paolo ( At 9,1-20).
Saulo (poi si farà chiamare Paolo) parte per perseguitare i cristiani essendo un loro avversario. Durante il viaggio il Signore gli parla e lui rimasto cieco si fa condurre in un villaggio, dove ad un uomo di nome Anania il Signore chiede di andare a guarirlo.
Giustamente Anania esprime la propria preoccupazione al Signore; Saulo è il nemico numero 1 dei cristiani ed era venuto per arrestarli. Eppure dopo l'invito di Gesù Anania parte ed appena incontra Saulo la prima cosa che gli dice è "fratello".
Certe volte passiamo oltre, o non facciamo troppo caso alle singole parole, ma fermandoci un istante è sconvolgente che un uomo chiami fratello il suo peggior nemico.
Questo è possibile solo in un caso: riscoprendoci tutti figli dello stesso Padre e quindi fratelli in Cristo; altrimenti anche volendo essere il più buono possibile vedo come fratelli tutti gli uomini ma inevitabilmente chi mi fa male o mi vuole uccidere no.
Penso che quest'aspetto riprenda un po' anche il desiderio di comunione che traspare nei Vangeli di questi giorni. Che cos'è questo donarsi di Gesù, come pane e vino, se non comunione?
Quindi la domanda è lecita: qual'è il mio livello di comunione? Dio vuole fare comunione con me anche quando gli sono "nemico"; io so fare comunione con i miei nemici?

Buona giornata!

giovedì 4 maggio 2017

Giovedì 4 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 6,44-51

In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio". Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

 

 

" Io sono il pane della vita.", " Io sono il pane vivo".
Mi piace questo richiamo alla vita!
Purtroppo abbiamo reso questo Pane, l'Eucarestia quasi qualcosa di sterile, di lontano da noi.
Siamo onesti, nella mentalità corrente abbiamo l'idea che l'Eucarestia sia qualcosa di antico, di ormai superato, soprattutto per i giovani.
Quante volte mi capita di parlare con qualche ragazzo (ma anche adulti) che mi dicono: "A che serve andare a Messa, posso pregare il Signore anche a casa mia!", mettendo così sullo stesso piano la preghiera e l'Eucarestia.
Molti dicono che sono bacchettone su questo ma secondo me partecipare all'Eucarestia è tutt'altro, fa la differenza, per me è il culmine della Relazione.
Infatti rispondo sempre dicendo che è come in una relazione, se ami una persona desideri incontrarla, e vuoi farlo di persona con tutto il corpo.
Ricordo che anni fa quand'ero fidanzato, passavo tutto il giorno aspettando la sera perchè non vedevo l'ora di torna e di trovarmi con la mia ragazza, vivevo la mia giornata orientato a quell'incontro.
Se ci si ama, ci si incontra, non può esistere un amore dove non ci si vede mai.
E quest'incontro ha bisogno di carne, di contatto, una carezza, un abbraccio.
Questo è per me l'Eucarestia, è quest'incontro con chi amo, è il nostro abbraccio, e il mio ricevere un suo bacio.
Per questo non  capirò mai nemmeno quei cristiani che pregano 200 rosari al giorno o "dicono tutte le preghiere" (non che sia una brutta cosa, Gesù mica si offende) ma poi non partecipano all'Eucarestia. 
E' questa che mi trasforma davvero in cristiano, perchè nella relazione d'amore con Lui, imparo ad amare e come dice S. Giovanni della Croce: " alla fine della vita saremo giudicati sull'amore"

Buona giornata!!!

mercoledì 3 maggio 2017

Mercoledì 3 Maggio Santi Filippo e Giacomo

Dal Vangelo secondo Giovanni 14,6-14

In quel tempo, disse Gesù a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».

 

Forse è proprio perchè i discepoli stentavano a capire che Gesù decide di svelarsi, raccontarsi, apertamente.
Io sono la via, la verità e la vita.
Dopo la definizione di ieri, eccone un'altra oggi forse ancora più chiara e più certa.
La domanda di Filippo sembra quasi fuori luogo, specie detta dopo queste parole di Gesù, ma io penso sia davvero profonda e valida anche per me oggi.
Signore, mostraci il Padre
Solo Gesù che è verità può mostrarmi il vero volto del Padre e lo fa con la sua stessa vita infatti risponde:
io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
Ecco allora che da Gesù, dalle sue opere posso conoscere davvero il Padre. Quello che Gesù compie non è nient'altro che amore, tutte le sue opere sono espressione d'amore. Ecco quindi il volto del Padre!
Come dirà poi Giovanni, Dio è amore.
Ed ora si smontano tutti i miei falsi miti su Dio, tutte le mie idee e preconcetti e posso conoscerlo veramente.
So anche quale via seguire per giungere a Lui: Cristo stesso dice di essere la via, cioè posso comportarmi come Lui si è comportato, essendo amore per i miei fratelli, nel mondo!

Buona giornata!

martedì 2 maggio 2017

Martedì 2 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 6,30-35

In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: "Diede loro da mangiare un pane dal cielo"».

Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».

Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

 

 

La cosa quasi divertente del brano di oggi, è il sapere che la folla fa questa domanda a Gesù subito dopo la moltiplicazione dei pani.
Gli chiedono un segno dopo averne visto uno grandioso, e Gesù nemmeno gli risponde.
Che senso ha una fede legata per forza al segno, al  sensazionale? Avrei un bisogno continuo di vedere dei miracoli sempre più grandi. E' fede questa o desiderio del "sensazionale"?
Credo non sia un aspetto così lontano da noi, oggi lo si rivede spesso con tutto questo desiderio di vedere apparizioni, guarigioni miracolose, affidarsi a santoni.
Certo il sensazionale mi colpisce ma non mi "sfama", è giusto un assaggio che al momento mi fa felice ma cinque minuti dopo mi è ritornata la fame, e forse anche di più di prima.
Gesù non vuole acconsentire alla mia fame di "sensazionalità", non vuole forzare la mia fede con i segni, vuole un atto d'amore.
Lui è l'unico cibo che sfama davvero per questo dice di essere "il pane della vita", ed anche oggi posso godere di questo pane attraverso la Parola e l'Eucarestia.
Siamo troppo abituati a cercare cose "oltre", che spesso non vediamo e gioiamo per quel dono che abbiamo a portata di mano ogni giorno.

Buona giornata e buona settimana!