Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

sabato 29 aprile 2017

Sabato 29 Aprile Santa Caterina da Siena

Dal vangelo secondo Matteo 11,25-30

 In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».


Quanto ho bisogno di liberarmi da tutti questi pesi che mi opprimono!
Non so voi, ma io spesso mi sento davvero come un macigno sulle spalle, e spesso questo è un peso che mi carico da solo. Può essere una relazione difficile, una difficoltà lavorativa, una situazione che non si vuole o non si riesce ad affrontare...
Sono tanti i pesi che ci portiamo ogni giorno addosso.
Gesù oggi mi parla di leggerezza, da non confondere con lassismo o superficialità, ma da gustare assieme alla dolcezza.
Che bellezza in queste due parole e nel loro significato, Gesù sa che con esse può rendermi libero da tutto ciò che mi opprime, mi schiaccia, anche da me stesso!
Non serve essere sapienti o dotti, o credersi tanto bravi e buoni da conquistarle come un premio, la leggerezza e la dolcezza sono due doni che vanno accolti ed abbracciati, ed infine condivisi!

Buona giornata e buon fine settimana!

venerdì 28 aprile 2017

Venerdì 28 Aprile

Dal Vangelo secondo Giovanni 6,1-15

In quel tempo, Gesù passò all'altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.

Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».

Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C'era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.

Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché a vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.

Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

 

Tra i vari brani della moltiplicazione dei pani questo è quello che preferisco perchè porta un dettaglio che secondo me è fondamentale:
«C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?»
I cinque pani e due pesci non sono dei discepoli, ne di Gesù, sono dono di questo sconosciuto, un ragazzo che rischia!
Quasi mi verrebbe da pensare che sia lui a fare il miracolo, perchè è il suo desiderio di condividere quel poco che ha che da l'avvio a tutto questo.
Mette a rischio il suo pasto perchè ama gli altri e perchè crede in Gesù, non c'è altro motivo per cui fare una scelta simile.
Vorrei avere il coraggio, la fede, la sensibilità di quel ragazzo.
Pensate che bello se ognuno agisse così, confidando in Dio ma mettendoci del "suo" nell'aiuto ai fratelli.
Forse è stato il cristiano più autentico della storia!

Buona giornata!

giovedì 27 aprile 2017

Giovedì 27 Aprile

Dal Vangelo secondo Giovanni 3,31-36

Chi viene dall'alto, è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.
  Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui.

 

Che bellezza sentire Gesù stesso che dice:
Il Padre ama il Figlio
Gesù sa di essere amato dal Padre, e sa di avere e poter donare lo Spirito.
Mi piacciono molti questi richiami alla Trinità perchè secondo me troppo spesso rischiamo di scordarcela.
Sarà che non è facile pensare ad un Dio in tre persone, quindi la mia preghiera spesso si sofferma nel dialogo con il Padre o con Gesù, lo Spirito troppo spesso è dimenticato e la Trinità quasi scompare.
Però mi fanno bene questi richiami perchè mi mostrano il volto di Dio, mi dicono che il mio Dio è relazione, comunione, tra queste tre persone. La Trinità è una relazione d'amore!
E se Lui è relazione, ed ama, io non sono chiamato a vivere tutto questo?
Sono propri gli aspetti su cui la società, gli uomini, sono in crisi: Relazione e capacità d'amare.
Devo ripartire proprio dal riconoscermi in relazione io stesso con questo Dio Trinità e facendo questo potrò anche io scoprirmi amato dal Padre, così come Gesù.

Buona giornata!

mercoledì 26 aprile 2017

Mercoledì 26 Aprile

Dal Vangelo secondo Giovanni 3,16-21

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

 

 Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui
Ecco il vero motivo della venuta di Cristo. Ecco il vero volto di Dio.
Come cambierebbe il mio essere cristiano se comprendessi davvero questa Parola!
Lontano dall'immagine del Dio giudice, castigatore, incontrerei un Dio che è Padre, che ama alla follia.
Alla luce preferiamo le tenebre, dice oggi Gesù ed è proprio vero; mi è molto più comodo restare nelle tenebre delle mie idee, delle mie concezioni, che andare incontro alla luce della Sua Verità che mi mostrerebbe tutte le mie ipocrisie.
Mi è più facile conservare quest'immagine del Dio legislatore, che punisce, così una volta rispettate le quattro regole mi sento apposto con me stesso, facendo questo però mi chiudo ad una relazione vera e quindi non sono vero, sono tenebra.
Questa è la condanna di cui parla Gesù: a che serve una sua condanna, se mi chiudo all'amore, alla relazione, mi sono già condannato ad una vita triste e spenta.
Solo la relazione vera, luminosa, con Lui mi libera!

Buona giornata!

 

martedì 25 aprile 2017

Martedì 25 Aprile San Marco Evangelista

Dal Vangelo secondo Marco 16,15-20

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

 

 

Colpisce vedere che "il Signore agiva insieme con loro".
Nonostante non ci sia più fisicamente, il Signore agisce, non è passivo e non delega agli uomini.
Questa dinamica dell'azione mi piace molto, perchè a volte corro il rischio di essere "passivo" dicendo "il Signore ci penserà"; o di credere che Dio stesso sia "passivo" come se tutto dipendesse da me stesso.
Dio nonè lontano dall'uomo, è al mio fianco agisce con me mi accompagna, mi conferma, mi sostiene nelle fatiche.
Cerco sempre di gettare Dio lontano, nei cieli, invece di accorgermi che è qui con me.
Una scusa troppo facile per giustificare il mio non agire, la mia poca fede.
Ci sono fratelli che per la sua Parola, per il Vangelo, hanno dato tutto, anche la vita; oggi nella memoria della Liberazione ne ricordiamo alcuni. 
Ma questo non basta, devo chiedermi "Io come agisco? Faccio la mia parte? Sono consapevole che il Signore agisce con me?"

Buona giornata e buona festa della liberazione!

lunedì 24 aprile 2017

Lunedì 24 Aprile

Dal Vangelo secondo Giovanni 3,1-8

Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall'alto, non può vedere il regno di Dio».
Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».

 

Il richiamo al Battessimo di questo brano è evidente.
Mi piace, perchè è un po' un richiamo all'origine; per tutti i cristiani il punto di partenza è quello, ci potranno essere poi mille differenze di confessione, di ministero, ma il punto di partenza resta fisso.
Quando mi capita di fare testimonianze purtroppo mi sento sempre dire "parlaci della tua vocazione" come se essa appartenesse solo ai preti, alle suore, ai frati. 
Spesso infatti rispondo "parlatemi voi della vostra!". 
La vocazione è quella all'essere cristiani, la vocazione all'amore. Il battesimo è l'origine della nostra vocazione, quindi appartiene a tutti.
E che bellezza vedere questo Spirito che come "vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va".
Troppe volte cerco di imprigionarlo inutilmente, per fortuna sfugge e mi libera.

Buona giornata e buona settimana!

sabato 22 aprile 2017

Sabato 22 Aprile

Dal Vangelo secondo Marco 16,9-15

Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui ed erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero.

Dopo questo, apparve sotto altro aspetto a due di loro, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunciarlo agli altri; ma non credettero neppure a loro.

Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura».

 

 Si sta concludendo l'ottava di Pasqua ed il Vangelo di oggi mi offre un "riassunto" di tutto quello accaduto in questa settimana.
Dall'apparizione del Risorto a Maria di Magdala fino a quella agli Undici, passando per Emmaus.
L'ho già detto e lo ripeto, sono i brani del Vangelo che mi fanno emozionare di più, che mi donano un'infinità di gioia.
Credo che per me sia importante quel rimprovero che Gesù fa ai suoi discepoli:
li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore
E' un rischio perenne quello dell'incredulità, ma soprattutto la durezza di cuore, specie nelle relazioni.
Se incontro gli altri con la durezza del cuore, li tengo lontani, non sarò mai in grado di accogliere Cristo che mi viene incontro. Sarò perennemente incredulo.
E pensandoci è un meccanismo che mettiamo in atto tante, troppe volte.
Partiamo dal familiare con cui abbiamo discusso, passando per il caporeparto, l'amico che ha tradito, la persona antipatica, fino al fratello che arriva sulle nostre coste in cerca di pace e sicurezza (a causa anche di bombe firmate "Italia" che gli piovono in testa).
E se rifiutando un fratello, rifiutassi Cristo?
Tanto più che Gesù oggi oltre al rimprovero mi fa un invito:
«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura»
 Ad ogni creatura, non solo a chi mi piace o mi sta simpatico, perchè sennò questo non è il Vangelo di Cristo, ma il mio!

Buona giornata e buon fine settimana!

giovedì 20 aprile 2017

Giovedì 20 Aprile

Dal Vangelo secondo Luca 24,35-48

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.

Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

 

 

Confesso che nell'ottava di Pasqua, una parta della liturgia mi fa fare un po' di fatica.
La liturgia delle ore in questi giorni si ripete, ed un pochino ripetere sempre quei salmi mi frena; però in questa settimana incontro i brani di Vangelo che amo di più!
Qualche giorno fa l'incontro tra Maria di Magdala e Cristo risorto, ieri con i discepoli di Emmaus, oggi con tutti gli altri.
Che bellezza questi incontri, immagino la gioia che si scatenava dopo l'iniziale incredulità.
La cosa che mi pace di più del brano di oggi sono le prime parole di Cristo risorto ai discepoli:
«Pace a voi!».
La prima parola che Cristo risorto dice ai discepoli è pace, rivolge loro un augurio di pace.Quanto ne abbiamo bisogno anche oggi!
E poi  che bellezza la richiesta così umana di cibo per aiutarli a superare l'incredulità, per me è un ulteriore carezza di Gesù.
Si fa più prossimo possibile, sa che faccio fatica a comprendere ed allora si abbassa all'inverosimile per aiutarmi. Se non ho la pace devo andare verso di Lui, questo è l'ennesimo regalo della Sua Pasqua.

Buona giornata!

mercoledì 19 aprile 2017

Mercoledì 19 Aprile

Dal Vangelo secondo Luca 24,13-35

Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana,] due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.

Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».

Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 

 

Non ce la fanno proprio i discepoli a comprendere questo Gesù. Non ci riescono quand'era vivo, non ci riescono da morto, non ci riescono nemmeno da risorto.
Certo la faccio facile io 2000 anni dopo, ma mi stupisce sempre come Gesù è rimasto quasi un estraneo per alcuni di loro.
Prendiamo i due discepoli di oggi: non hanno capito chi era Gesù perchè dicono di lui
Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele
Non sanno nemmeno credere a dei loro amici, altri discepoli di Gesù:
Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti...
Mi interroga perchè lo stesso accade a me, non è sempre semplice affidarsi specie quando non si comprende o si va contro la propria visione delle cose.
Mi piace molto constatare che Gesù però non abbandona ma
si avvicinò e camminava con loro
Gesù si fa prossimo, cammina con me, parla al mio cuore, e soprattutto spezza il pane con me e per me.
Da li posso conoscerlo e riconoscerlo infinite volte, ma sempre come se fosse la prima.

Buona giornata!!!


 
 

martedì 18 aprile 2017

Martedì 18 Aprile

Dal Vangelo secondo Giovanni 20,11-18

In quel tempo, Maria stava all'esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno posto».

Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove l'hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: "Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro"».

Maria di Màgdala andò subito ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

 

 

Vorrei quasi lasciare lo spazio solo al Silenzio. Mi spiace parlare di questo brano di Vangelo perchè è troppo bello, ho paura che ogni parola lo rovini.
Solo cosi velocemente dico le cose che mi piacciono e mi fanno gioire.
 Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno posto
Il "mio" Signore pronunciato da Maria mi colpisce perchè mostra quell'intimità, quell'affetto tipicamente femminile ma che rende l'idea della relazione con Gesù. Che bello sarebbe se pregando anche io lo chiamassi "il mio Signore!"
 Gesù le disse: «Maria!
Gesù la chiama per  nome cosa per noi normale ma nella cultura ebraica, in cui il nome dice tutto della persona, questo gesto identifica un' intimità anche da parte di Gesù che sa rispondere con affetto. Inoltre mi ricorda che per Lui io non sono uno dei tanti, Gesù si ama tutti ma non cosi a caso mi ama chiamandomi per nome.
Non mi trattenere
 Non si capisce ancora bene se questa Maria di Magdala e la Maddalena che rischiava la lapidazione sono la stessa persona, ma mi piace pensare di si ed immaginare che ora Maria cinge i piedi di Gesù per trattenerlo cosi come quel giorno dopo essere stata da Lui salvata, mentre è stesa a terra la prima cosa che vede di Gesù sono proprio i piedi.
Maria di Magdala figura semplice, spontanea, che non ha paura di mostrare i sentimenti, donna che ama.

Buona giornata e buona settimana!


giovedì 13 aprile 2017

Auguri!

Auguro a tutti voi di vivere un buon Triduo Pasquale e giungere colmi di gioia alla Pasqua.
La croce è un passaggio fondamentale, ma non è la parola fine, alla fine c'è la Resurrezione.

Non pubblicherò il Vangelo del giorno e la condivisione nei giorni del Triduo, immaginando che lo ascoltiate nelle celebrazioni liturgiche, ed anche perchè un digiuno informatico fa bene anche a me in quei giorni!

Un abbraccio di cuore a tutti!!!

mercoledì 12 aprile 2017

Mercoledì 12 Aprile

Dal Vangelo secondo Matteo 26,14-25

In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d'argento. Da quel momento cercava l'occasione propizia per consegnare Gesù.

Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città, da un tale, e ditegli: "Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli"». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.

Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito! Meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto».

 

 

Una parola chiave, due significati opposti: Consegnare.
Ci sono due consegne nel Vangelo di oggi. La prima è di Giuda:
«Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?»
 E' una consegna triste, tragica, cattiva, fa male perché già consegnare un uomo alla morte è una brutta cosa, ma se poi è un amico a farlo!
Giuda ha perso la fiducia, non vuole più credere in Gesù non lo riconosce nemmeno più Signore, infatti è l'unico dei dodici che in questo brano lo chiama Rabbì.
Poi c'è la consegna di Gesù:
Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui.
Questa è una consegna duplice, è il Padre che consegna il Figlio ed è Gesù che si consegna per la salvezza.
Una consegna opposta a quella di Giuda, una consegna che pur passando dalla morte da vita.
In tutto ciò nasce in me una domanda: io che consegna vivo? La consegna di Giuda o quella di Gesù?
Una consegna di morte o una di vita?.
Comprendere questa domanda  mi aiuta a comprendere la mia vita. Se scelgo la consegna di Gesù allora sono capace di consegnarmi anche quando non capisco, nelle situazioni difficili della vita.
Non è una domanda semplice, ma bisogna pur darsi una risposta.

Buona giornata!

P.S. Questa settimana ovviamente sarà breve, non pubblicherò il Vangelo del giorno e la condivisione nei giorni del Triduo, immaginando che lo ascoltiate nelle celebrazioni liturgiche, ed anche perchè un digiuno informatico fa bene anche a me in quei giorni!

martedì 11 aprile 2017

Martedì 11 Aprile

Dal Vangelo secondo Giovanni 13,21-33.36-38

In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte».

 



C'è un grande aspetto di consolazione in questo brano.
Ci sono tre personaggi principali: Gesù, Giuda, Pietro. Il Salvatore, il traditore, colui che rinnega.
No! Per Gesù non è così; è ben consapevole di chi sono e cosa faranno questi due discepoli, ma per Lui restano due fratelli, nessun altro titolo.
Sa che a breve Giuda lo tradirà e Pietro lo rinnegherà, ma non li esclude da quest'ultima cena; e così anche Giuda partecipa all'Eucarestia e Gesù gli lava i piedi. 
Quello che leggo nel brano di oggi avviene proprio dopo questi due momenti fondamentali, mi sconvolge pensare che Gesù si sia chinato a lavare i piedi di colui che lo avrebbe tradito. Sconvolge, ma insegna molto! 
Credo che il vero peccato di Giuda non sia stato quello di aver tradito Gesù, ma di non aver creduto nel suo perdono, alla sua misericordia.
Quello che invece fa Pietro. Lui il primo dei discepoli, con spavalderia dice che donerebbe la sua vita per Gesù, ma sappiamo bene come andrà a finire. Eppure anche con lui il Signore mi sconvolge; nonostante il tradimento lo mette a capo della sua Chiesa, lo fa guida per gli altri discepoli.
Ed allora devo abbandonare la mia idea di Chiesa dei perfetti, la casta dei puri, Gesù non vuole super-uomini, vuole fratelli!
Sa che cadrò, sbaglierò, tradirò, rinnegherò; ma sa che nonostante tutto questo sarà sempre li ad aspettarmi, a rialzarmi, a dirmi: "Che ti credevi di essere Dio? io ti amo così come sei!"

Buona settimaan santa ed un abbraccio!


P.S. Questa settimana ovviamente sarà breve, non pubblicherò il Vangelo del giorno e la condivisione nei giorni del Triduo, immaginando che lo ascoltiate nelle celebrazioni liturgiche, ed anche perchè un digiuno informatico fa bene anche a me in quei giorni!

sabato 8 aprile 2017

Sabato 8 Aprile

Dal Vangelo secondo Giovanni 11,45-56

In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest'uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

 

 

Tutte le volte che incontro questo brano la prima parte mi sembra assurda.
Se ora entrasse da me in stanza una persona dicendomi che qualcuno ha resuscitato un uomo resterei sconvolto, stupito. Tanto che sarebbe difficile credergli se non fosse qualcuno di cui mi fido o con prove credibili.
I farisei del Vangelo di oggi, credono alla resurrezione di Lazzaro, sembrano non avere il minimo dubbio su di essa, però ne sono disinteressati.
Ad un annuncio così grande loro rispondono con la preoccupazione verso qualcuno che può diventare "troppo famoso".
Ed allora mi domando quando anche io non so stupirmi del Signore ma cede alle logiche del calcolo? 
Quando un evento di gioia diventa invece preoccupazione per i miei interessi personali?
Mi fa quasi arrabbiare vedere che i farisei hanno trasformato in un evento negativo (per loro), un atto d'amore e di gioia come il ridonare vita ad un amico perduto!
Purtroppo questo stile di negatività riempie anche le nostre vite. Impariamo a lasciarci riempire dalla gioia di Cristo!

Buona giornata!

venerdì 7 aprile 2017

Venerdì 7 Aprile

Dal Vangelo secondo Giovanni 10,31-42

In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre; per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». 

Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: "Io ho detto: voi siete dèi"? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio - e la Scrittura non può essere annullata -, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: "Tu bestemmi", perché ho detto: "Sono Figlio di Dio"? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani. 

Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

 

 

C'è un aspetto contrastante in questa lettura. Sembra che Gesù venga rifiutato da tutti ormai, che nessuno lo ascolti, ma il brano si conclude con "molti credettero in lui". 
Mi colpisce questo contrasto presente anche nella prima parte quando i Giudei vogliono catturare ed uccidere Gesù e Lui giustamente chiede per quale opera buona viene condannato.
Mi piace questo perchè è un forte richiamo alla mia vita, alla mia fede, spesso troppo altalenante. Oscilla tra i grandi entusiami  ed enormi delusioni.
Ma Gesù va cercato e vissuto nel concreto di ogni giorno e si deve imparare ad avere un "sano entusiasmo" dalle grandi emozioni (sia positive che negative).
Dico sano però perchè anche il vivere la fede solo "di testa" è lo stesso un problema, basti vedere questi Giudei che cercano di contrastare Gesù con i ragionamenti e non si aprono a Lui nemmeno di fronte all'evidenza della ragione.
Dio è sempre oltre! Ed è questo il bello, che Dio sarebbe quello che posso comprendere totalmente, che è esattamente come dico io? Andrebbe a genio a me, ma ad un mio fratello potrebbe stare antipatico.
No Dio non si coglie ragionando, si accoglie di cuore. 

Buona giornata!

giovedì 6 aprile 2017

Giovedì 6 Aprile

Dal Vangelo secondo Giovanni 8,51-59

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: "Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno''. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».

Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: ''È nostro Dio!'', e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».

Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».

Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

 

 


«In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
 Più chiaro di così!
Oggi Gesù va oltre il suo solito parlare per parabole, stavolta è diretto e non fa giri di parole per dire chi é: Io sono.
Forse a noi oggi dice poco quest'affermazione, ma per un  Ebreo sentire queste parole è un richiamo fortissimo, perchè quello è il nome che Dio stesso ha rivelato a Mosè nel roveto ardente.
Però ora pur nella chiarezza di Gesù mi rendo conto che non basta, perchè anche stavolta i giudei non capiscono. Non basta che Gesù sia esplicito, serve anche che io abdichi da tutte le mie idee preconcette su di Lui.
"Ora sappiamo che sei indemoniato". I Giudei hanno già deciso chi è Gesù e nulla gli fa cambiare idea, perchè non vogliono, quindi nessun miracolo, nessuna dichiarazione di Gesù li può smuovere.
Quante volte anche io sono così! Ormai credo di conoscere Dio, sono anni che ci "frequentiamo" quindi s incontro qualcosa di "nuovo" mi spaventa, lo etichetto come "estraneo".
Servono "leggerezza" e "provvisorietà", belle parole su cui ieri sera ho potuto riflettere ad un incontro con degli amici.
Se imparo a non rinchiudermi nel "già conosciuto", imparo a stupirmi del mio quotidiano sempre nuovo, del mio Dio che è qui ma è sempre oltre.

Buona giornata!

mercoledì 5 aprile 2017

Mercoledì 5 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 8,31-42

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».

Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».

Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

 

 


«Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».
In questa frase ritrovo, e mi chiarisco, il senso del mio fermarmi tutte le mattine a meditare il Vangelo del giorno.
Non è per diventare un esperto delle scritture o per altro, ma è perchè devo diventare sempre più consapevole che nella sua Parola trovo la Verità.
Ed allora questa mattina mi nascono molte domande:
  • Che spazio/tempo dono all'ascolto della Parola?
  • Cerco di comprendere che in essa trovo la Verità o sono troppo concentrato sulle mie verità?
  • Sono libero o sono schiavo di me stesso, del mio ego, delle mie idee?
Cristo è Verità per la mia vita, ed è davvero Lui che mi libera dalle mie schiavitù, dalla mia autocentratura, dal mio credere di bastare a me stesso.
Sembra di sentire qualcosa di vecchio, ormai superato, ma non è per nulla così! Riflettendo stamane mi rendo conto di come oggi, nell'era della tecnologia, del tutto possibile a portata di click, invece di essere più libero sono più schiavo, sia di me stesso che di un mondo che ti porta dove vuole lui.
Solo "rimanendo" nella sua Parola posso andare oltre!
Che bello questo verbo rimanere, mi da l'idea del fermarmi, prenderci casa, riposarmi....
E' una parola viva, che dona la vita.
Spero di imparare a comprenderne l'importanza e la grandezza!

Buona giornata!

martedì 4 aprile 2017

Martedì 4 Aprile

Dal Vangelo secondo Giovanni 8,21-30

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: "Dove vado io, voi non potete venire"?». E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.

 

 

Leggendo questo brano di Vangelo mi è venuto in mente un "gioco" che faccio fare ai giovani quando mi capita di guidare qualche incontro.
Ci si mette tutti lungo le pareti della stanza e iniziando a guardare per terra pian piano si solleva lo sguardo sempre più ad altezza uomo.
Questo ci permette di capire che nel mondo ci sono altri fratelli oltre noi, basta imparare a sollevare gli occhi e non guardare solo al nostro ombelico. Dobbiamo imparare ad allargare l'orizzonte del nostro sguardo!
In tutto questo ci rivedo la situazione di oggi tra Gesù e i farisei.
Non si comprendono minimamente, questo perchè i farisei sono troppo concentrati su se stessi ed infatti Gesù dice:
"Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che Io Sono"
Quando lo vedrò innalzato sarò costretto a sollevare da terra lo sguardo ed incrociando i suoi occhi comprenderò chi è veramente!
Solo guardando a Lui posso scoprirmi amato da Dio, oggetto della Sua Misericordia.
In tutto questo imparo anche ad amare i fratelli perchè proprio sollevando lo sguardo comprendo di non esserci solo io su questa terra, scopro di essere figlio tra i figli ed allora desidero condividere con loro questo sguardo amorevole che mi salva la vita.

Buona giornata e buona settimana!

sabato 1 aprile 2017

Sabato 1 Aprile

Dal Vangelo secondo Giovanni 7,40-53

In quel tempo, all'udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: "Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo"?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui.

Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».

Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua.

 

 

Se Colui che mi parla mi mette in difficoltà, svela tutte le mie ipocrisie, desidero solo una cosa: farlo tacere.
E' proprio quello che fanno i farisei ed i sacerdoti, si sentono minacciati da Gesù, anche se Lui non parla o agisce contro di loro.
Gesù non è contro nessuno, i suoi insegnamenti sono per invitare tutti a  ritornare al Padre, con verità, senza doppie facce.
Ma se non voglio ascoltarlo mi invento ogni cosa; come i farisei mi nascondo dietro cose banali, o sfrutto a mio favore la legge e le scritture per smentirlo.
Non ascolto nemmeno i miei fratelli che mi invitano al buonsenso, come fa Nicodemo.
Per accogliere l'insegnamento di Gesù serve apertura! Basta difese, pregiudizi, paure, tutto quello che tiene rinchiuso, incatenato.
Devo imparare a mettermi in discussione, a non aver paura di perdermi, per ritrovarmi pienamente.

Buona giornata!