Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

venerdì 31 marzo 2017

Venerdì 31 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 7,1-2.10.25-30

In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.

Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi  di nascosto.

Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».

Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».

Cercarono allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.



Penso sia facile da notare come Gesù in questi giorni stia cercando di "smontare" la nostra idea di Dio.
Oggi è proprio lapidario contro la gente, ed esclama: "Voi non lo conoscete".
Detto oggi questo forse ci lascia indifferenti, ma a quel tempo era un atto d'accusa molto grave.
Eppure quanto è vero, ieri come oggi.
Io Dio non lo conosco, forse credo di sapere chi è, di averlo afferrato, ma quanto mi sbaglio.
L'ho quasi rinchiuso dentro la scatola delle mie idee, delle mie visioni, e da li non può uscire perchè se fa qualcosa che non è come dico io allora non è più Dio.
Che errore! 
Come si può pensare di conoscere Dio? In qualsiasi modo arrivassi a Dio lo conosco, ho capito, sarei già in errore perchè quello può essere solo un prodotto della mia mente e mai il vero Dio.
Queste parole di Gesù le vediamo con negatività, ma invece sono una benedizione!
Io non conosco Dio, certo che non lo conosco ed è giusto così, lo posso conoscere solo attraverso la relazione, solo ascoltando Gesù che mi parla di Lui (e quindi me lo rende Padre), consapevole però che non arriverò mai alla conoscenza piena, e ben venga che sia così.
Voglio sempre sapere tutto, conoscere e comprendere tutto. Finalmente qualcuno che mi disarma e mi stupisce: Dio!

Buona giornata!!!

giovedì 30 marzo 2017

Giovedì 30 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 5,31-47

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C'è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l'amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall'unico Dio? Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

 

 

Io non ricevo gloria dagli uomini.
 E' qualcosa su cui mi sono interrogato spesso.
Siamo onesti, Gesù ha scelto la via del nascondimento, ma se ascoltando le tentazioni del deserto o quand'era sulla croce si fosse manifestato con forza, apertamente, ora non esisterebbe nemmeno la discussione sull'esistenza di Dio.
Mi spiego: se Gesù fosse sceso dalla croce, avrebbe compiuto qualcosa di così plateale che non potevano rimanere dubbi, sarebbe stato tutto troppo evidente.
E se durante la sua vita avesse ricevuto e cercato la gloria degli uomini, sicuramente avrebbe avuto un seguito più numeroso di dodici discepoli che nella difficoltà fuggono.
Eppure Lui ha scelto un'altra via: quella della libertà!
Gesù ci lascia liberi, il Padre ci lascia liberi.
Gesti clamorosi forzerebbero la mia fede, già c'è chi cerca di imporla con la forza agli altri. Lui vuole che la mia scelta di fede sia consapevole, libera, non si preoccupa se a volte sbaglio, cado.
Diciamola così anche se io a volte non ho fede in Dio, Lui però crede in me, si fida.
Non è liberante? Lontano da tutte quelle idee del Dio che mi punisce, che si arrabbia, sempre preoccupato di controllarmi.
E' un Dio che ama! E chi ama veramente, rende libero l'amato.

Buona giornata!

mercoledì 29 marzo 2017

Mercoledì 29 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 5,17-30

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch'io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.

Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.

Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.

In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l'ora - ed è questa - in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno.

Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

Da me, io non posso far nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato».

 

 


Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre.
Colpisce subito quest'affermazione, probabilmente perchè fondamentale per la nostra fede.
Il vero e grande cambiamento portato da Gesù parte proprio da qui: ci dona un nuovo modo di comprendere Dio.
Troppo spesso penso a Dio come un padrone, uno che dice quello che devo e non devo fare; questo anche a causa dell'insegnamento ricevuto per anni proprio in Chiesa.
Altrimenti penso a Dio come ad un giudice intento a controllare quello che faccio ed in caso pronto ad intervenire e punirmi.
Penso che queste siano le bestemmie peggiori nei confronti di Dio!
Dio è Padre! Gesù è venuto nel mondo e ci ha insegnato questo, anche a costo della vita.
Purtroppo sono come i Giudei che faccio di tutto per non capirlo o addirittura per ostacolarlo, ma è così!
Questo è un dono grande, non devo scivolare nell'abitudine nel pronunciare il nome Padre, perchè se Dio è questo allora sono libero, non devo agire per paura, ma godo di tutta la lobertà di un figlio.
Devo godere anche della relazione intima, profonda, che solo con un Padre si può avere.
Devo spogliarmi di tutte le mie idee su Dio, ed imparare ad accogliere l'abbraccio di un Padre.

Buona giornata!

martedì 28 marzo 2017

Martedì 28 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 5,1-16

Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.

Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all'istante quell'uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.

Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all'uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: "Prendi la tua barella e cammina"». Gli domandarono allora: «Chi è l'uomo che ti ha detto: "Prendi e cammina?"». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.

Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell'uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

 

 

Una cosa strana mi balza subito agli occhi.
Quest'uomo era malato da trentotto anni, e quando i Giudei lo vedono camminare la loro domanda è "Chi ti ha deto prendi e cammina?".
Cioè io so che un uomo è malato da una vita e vedendolo guarito non mi stupisco, e non gli chiedo nemmeno come sia possibile, ma solo dettagli secondari.
Come i Giudei spesso sono anche io, troppo attento a cose marginali, e non più capace di stupirmi!
Lo stupore per una vita che nasce, che guarisce, per un albero in fiore...
Noi grandi, ormai ci crediamo tanto adulti, che stupirsi è diventata una cosa per bambini! Ma chi non sa stupirsi come un bambino perde il bello della vita!

Quante cose straordinarie stiamo lasciando passare inosservate? E poi mi irrigidisco, sto più attento alla nuda regola, senza comprenderne realmente il senso e significato.
Se non so più stupirmi per un miracolo d'amore compiuto da Gesù, la mia vita sarà ben triste e vuota!

Buona giornata!

sabato 25 marzo 2017

Sabato 25 Marzo Annunciazione del Signore

Dal Vangelo secondo Luca 1,26-38

In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l'angelo si allontanò da lei.

 

 

Sono felicissimo che a metà di questo cammino di quaresima, il Signore ci doni questa festa e questo brano di Vangelo.
Lo confesso, a volte soffro un po' la quaresima perchè la facciamo diventare un periodo triste, scuro.
Si è un periodo di riflessione, pensiamo a Gesù che va verso la croce, ma quasi scordiamo che poi c'è la gioia immensa della Resurrezione.
Ed allora in questo grigiore, arriva questa festa di gioia!
Che c'è di più bello di una vita che sta per nascere? Una donna che si sente dire diventerai madre! Un Dio che dice "vengo tra voi, come uno di voi"!
Questa gioia mi aiuta a sollevare lo sguardo e vedere che la croce non è la parola fine. E' un passaggio, importante e necessario, ma poi c'è la Resurrezione: "Nulla è impossibile a Dio".
 Questo vale anche e soprattutto per Maria, che passa dalla gioia per la nascita di un figlio, al dolore di vederlo morire, ma poi lo può riabbracciare con tutte le sue forze. Credo che abbia cantato un altro magnificat quella mattina dopo aver saputo del sepolcro vuoto.

Buona giornata e buon fine settimana!


giovedì 23 marzo 2017

Giovedì 23 Marzo

Dal Vangelo secondo Luca 11,14-23

In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.

Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull'altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.

Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».

 

 

 

Ah come è facile manipolare la realtà per i propri interessi!
Quante volte mi capita di voler le cose come dico io e per questo le snaturo.
E' quello che fanno i farisei con Gesù oggi. Siccome dà fastidio notare che un opera buona non passa attraverso di loro, e non ne hanno il controllo, dicono il contrario di quello che è: "viene dal male, da Satana".
E' qualcosa di illogico, non serve un genio per comprendere che il loro ragionamento è folle, ma è l'inevitabile autodifesa che mettono in atto per difendersi.
Sembra qualcosa di lontano da me? Tutt'altro! Quante volte capita di comportarmi allo stesso modo verso qualche fratello? Purtroppo troppo spesso.
E così se qualcuno al mio fianco fa qualcosa di buono e bello, ma a me non piace, inizio ad inventarmi tutte le scuse possibili per trasformare una cosa positiva in negativa.
Sono capace di riconoscere il buono? Di godere e gioire per esso?
Devo ripartire da questo, dal rendere grazie per il bene da qualsiasi fonte nasca, anche quella che mi infastidisce o mi mette in discussione. 
Perchè se sono cristiano, devo essere certo che il bene ha sempre un origine: il Padre.

Buona giornata!

mercoledì 22 marzo 2017

Mercoledì 22 Marzo

Dal Vangelo secondo Matteo 5,17-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

 

 

 
"non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento"
Comprendere questo, è fondamentale!
A volte rischio di aver una comprensione di Gesù estremamente parziale. L'idea che sia venuto a cambiare tutto è sempre dietro l'angolo, ma devo capire davvero le sue scelte, le sue azioni.
Gesù non è venuto ad annullare la prima alleanza, ne a togliere di mezzo le leggi date da Mosè al popolo; Lui agisce in modo differente perchè dà ad esse la corretta interpretazione.
Credo sia quello che vuole dirmi oggi con questa Sua Parola, "Non fermarti alla norma, vai oltre, vai al cuore".
Gesù non cancella la legge, va al cuore!
La rispetta e la vive nella dimensione dell'amore e dell'apertura all'altro.
Un esempio concreto: il Sabato era il giorno per rendere gloria al Signore, Gesù crede nel rispetto del Sabato ma il suo comportamento è differente da quello dei farisei. Loro rispettano la norma rigidamente, senza aprirsi agli altri, fanno quello che si dice di fare; Gesù invece va oltre, la norma dice che è il giorno di Gloria del Signore? E cosa c'è di più glorioso di un fratello storpio guarito? Di un cieco che torna a vedere?
Io spesso rispetto le norme, le compio. Gesù mi insegna a viverle, a portarci dentro l'amore.
Quando inizierò a dare pieno compimento al mio vivere?

 Buona giornata!

martedì 21 marzo 2017

Martedì 21 Marzo

Dal Vangelo secondo Matteo 18,21-35

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.

Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa".  Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.

Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quel che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.

Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.

Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».



Oggi più che mai il Signore mi ha colpito nel vivo e turbato con questa sua Parola.
Mi rendo conto che ha parole sono molto bravo però quante volte, nonstante il Padre mi abbia condonato i diecimila talenti di debito, io non so condonare i cento denari del mio fratello!
Colpisce lo sproposito: Lui mi libera dai diecimila talenti, io non so perdonare cento denari.
 Spesso ci perdiamo nelle modalità più fantasiose per "espiare i nostri peccati", se proprio questa è la mia visione di Dio mi basterebbe iniziare perdonando il fratello che mi vive accanto.
Questo mi costa molto di più, a volte è molto più semplice fare digiuni o piccole rinunce, mentre invece perdonare chi mi ha ferito mi mette in gioco, mi espone.
Se imparassi a perdonare, come sono perdonato quotidianamente dal Padre, credo che vivrei già la pace ed il Regno di Dio tra gli uomini.

Buona giornata e buona primavera!

sabato 18 marzo 2017

Sabato 18 Marzo

Dal Vangelo secondo Luca 15,1-3.11-32

In quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l'anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».

 

 

"Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò."
Quanto adoro questo passo! Questa parabola è di una dolcezza infinita, ma in questo versetto mi sento "sciogliere".
L'immagine è bellissima perchè secondo me questo padre, dopo la partenza del figlio, non è mai rientrato in casa! E' rimasto sempre li fuori, a fissare l'orizzonte nella speranza di vedere un giorno la sua sagoma ricomparire.
Poteva anche non succedere, e poi si potrebbe discutere sulle motivazioni per cui decide di ritornare, ma quel che conta è questo Padre che non vuole nemmeno sentire parole, ma corre incontro, abbraccia, bacia.
Io mi sento quel figlio, spesso mi allontano dal Padre ed ancor più spesso torno poco convinto, o per interesse, e poi mi allontano di nuovo. Eppure Lui è sempre li sulla soglia che mi attende, desideroso solo di rivedermi!
E' un immagine perfetta per il mio cammino di quaresima: non importano i miei errori, i miei sbagli, Lui sarà sempre sull'uscio di casa ad attendermi per corrermi incontro, abbracciarmi e baciarmi.
Quanto ho bisogno di questi suoi gesti d'amore!

Buona giornata e buona domenica!

giovedì 16 marzo 2017

Giovedì 16 Marzo

Dal Vangelo secondo Luca 16,19-31

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma. Ma Abramo rispose: Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi. E quello replicò: Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui replicò: No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti».

 

 

 

"L'indifferenza è il più grave peccato mortale"
Recitava così una canzone di Jovanotti di qualche anno fa.
Non è un teologo, ma di certo ha ragione. Quanto l'indifferenza governa la mia vita?
A volte si insinua nei modi più impensati ed allora puoi credere di essere attenta agli altri (lontani) ma non accorgerti che non aiuti altri (vicini).
A volte mi viene più facile un attenzione agli emarginati, ai poveri in stazione, ai tossicodipendenti; tutto molto bello, però poi non mi accorgo del confratello che vive un momento di difficoltà o che si sente escluso.
Certo non sono ai livelli del ricco epulone, ma la strada è quella ed il rischio di restare solo su di me è sempre presente.
Un mio maestro aveva un crocifisso con scritto " Dimmi chi escludi, ti dirò chi sei".
Eh già, ora ho le basi per conoscermi meglio!

Buona giornata!


mercoledì 15 marzo 2017

Mercoledì 15 Marzo

Dal Vangelo secondo Matteo 20,17-28

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».

Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di' che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno».

Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

 

 

Il desiderio di prevalere sugli altri, di essere il primo si insinua sempre, anche in un gruppo di amici, di fratelli, anche tra i discepoli.
Gli altri dieci si sdegnano, ma credo che anche loro volessero fare questa richiesta a Gesù.
Quante volte anche in fraternità vedo questo stile! Spesso vorrei far prevalere la mia idea, se faccio proposte vorrei che tutti le accettassero subito, o quando sento proposte altrui che non mi piacciono le snobbo subito.
E' proprio questa smania di dominare che mi limita e mi rende certamente meno fraterno.
Lo stile da seguire è un altro e Gesù è chiaro:
 "chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo."
Sembra un controsenso ma è la pura logica del Vangelo, e quando rispondo che fare questo è impossibile, Lui mi da un esempio concreto:
"Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti".

Buona giornata!

martedì 14 marzo 2017

Martedì 14 Marzo

Dal Vangelo secondo Matteo 23,1-12

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d'onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati rabbì dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare rabbì, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate padre nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare guide, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

 

"Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente"
Il desiderio di apparire c'è anche nell'ambito religioso, purtroppo, ma con la fede non c'entra nulla.
Quante volte agisco in funzione degli altri? Magari non lo faccio per apparire migliore, ma anche semplicemente per non essere giudicato, male.
Oggi vado a Messa perchè sennò chissà cosa pensa la gente! Faccio questo sennò i vicini pensano male! Dico questa cosa perchè non vorrei essere escluso!....
Questo è l'esatto opposto della fede, perchè se è una relazione personale con il Padre non posso farmi condizionare da altre persone, e soprattutto non posso essere finto!
E' come se un ragazzo uscisse con la sua fidanzata solo per farsi vedere dagli amici, che tristezza!
Eppure tante volte anche io sono così Signore, un po' finto, poco reale. 
"chi si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato"
Aiutami ad avere la giusta percezione di me!

Buona giornata e buona settimana!!

 



sabato 11 marzo 2017

Sabato 11 Marzo

Dal Vangelo secondo Matteo 5,43-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?

Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».


"Certe affermazioni vorremo che il Signore non le dicesse, perchè ci costano troppo" diceva questa mattina nell'omelia il mio guardiano.
Eh già! E' proprio così Signore! Non frainterdermi è proprio una bella cosa "amare i propri nemici", ma siamo onesti come mi è possibile?
A volte faccio fatica ad amare anche delle persone che mi amano, e tu mi chiedi di amare chi mi odia, o mi ferisce? Proprio a me che sono permaloso e soffro per il giudizio negativo della gente?
Come faccio Signore?
Non lo so, non so se riesco, e se posso farcela. 
Voglio però come sempre fidarmi, umanamente sento che è qualcosa di troppo grande per me, forse impossibile, ma nulla è impossibile a Dio.
Devo tenere lo sguardo fisso su di Te, sei tu l'esempio dell'amore per i nemici, la tua Passione è l'insegnamento per me. 
Solo 'eccedenza del Tuo amore che arriva fino al dono della vita può rendere possibile ciò che appare impossibile.
Padre aiutami a realizzare anche ciò che mi costa caro!

Buona giornata e buona settimana!

venerdì 10 marzo 2017

Venerdì 10 Marzo

Dal Vangelo secondo Matteo 5,20-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: Stupido, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: Pazzo, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo!».

 

 

Che giustizia è la mia?
Gesù mi riporta al cuore delle cose. Non basta rispettare le norme, bisogna comprenderle fino in fondo, e viverle per amore.
Scribi e farisei rispettavano alla lettere ogni regola, eppure vengono contestati perchè non lo fanno per amore di Dio o dei fratelli, ma per altri interessi.
Posso ingannare gli altri, apparendo bravo e bello di fronte a loro; ma non posso ingannare Dio, Lui vede il cuore e sa quello che faccio.
Ed allora che mi serve fare il buon cristiano, e poi non accogliere i fratelli in difficoltà? Pregare per ore ma aggredire verbalmente o calunniare chi mi sta accanto?
Nel mondo di oggi siamo talmente ossessionati dalla forma, che abbiamo dimenticato totalmente il contenuto.
Devo ritornare al cuore delle cose, devo prima riconciliarmi con me stesso e con una seria autocritica rimettere quotidianamente in discussione il mio essere cristiano, vedere dove sono ipocrita e lasciare che Dio passo dopo passo mi aiuti a convertirmi.
Devo tornare a Cristo!

Buona giornata!
 

giovedì 9 marzo 2017

Giovedì 9 Marzo

Dal Vangelo secondo Matteo 7,7-12

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».

 

 

"Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro"
Dici poco! Quello che il Signore mi chiede oggi è davvero qualcosa di grande, a tratti sembra impossibile.
Gesù ribalta il già difficile "non fare agli altri, ciò che non vuoi sia fatto a te" , lo trasforma in positivo e va oltre, lo rende ancora più vero, più profondo.
Se fossi davvero capace di fare agli altri quello che vorrei fosse fatto a me, davvero sarei capace di relazioni vere, autentiche, fraterne.
Il cammino è lungo e poco semplice, ma non va fatto da soli!
"Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto"
Certe cose mi sembrano impossibili, ma con l'aiuto del Padre tutto è possibile.
Solo riscoprendomi figlio amato, posso riconoscermi fratello desideroso d'amare!

Buona giornata!


 

mercoledì 8 marzo 2017

Mercoledì 8 Marzo

Dal Vangelo secondo Luca 11,29-32

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:  

«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell'uomo lo sarà per questa generazione.  

Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.

Nel giorno del  giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

 

 

Non c'è niente da fare vogliamo sempre un segno.
Il sensazionale, il miracolo, l'evento straordinario ci colpiscono molto di più dei semplici doni quotidiani.
Uno dei miei limiti più grossi è quello di essere estremamente istintivo, legato alle emozioni e quindi agisco di pancia.
Spesso mi rendo conto che anche io desidero segni cose enormi dal Signore, affinchè la mia fede possa crescere. Ma se mi fermo un attimo mi rendo conto che questa è un illusione enorme, il segno grandioso rischio di essere un bel flash che dura qualche tempo ma poi scompare.
Allenandomi invece a vedere le piccole bellezze quotidiane che il Padre compie nella mia vita, mi dona occhi più attenti ed un cuore più grande!
Come sarebbe bello riuscire a dire centinaia di grazie al Signore, ogni giorno, per tutti i suoi doni.
"Grazie Signore per quel fratello, con cui ho discusso ma che stamattina mi ha sorriso".
"Grazie Signore per questo cielo limpido"
"Grazie Signore per il canto degli uccelli qui fuori dalla mia finestra, che mi rallegrano la giornata" 
"Grazie Signore per queste belle parole che ho letto in un libro o ho ascoltato da qualcuno"
Grazie, grazie, Grazie.....
Quante occasioni abbiamo durante la giornata per dire questa parola? Tantissime questo indica che il Padre compie tantissimi segni nella mia vita!
Ed allora che segno voglio chiedere ancora?

Buona giornata!

martedì 7 marzo 2017

Martedì 7 Marzo

Dal Vangelo secondo Matteo 6,7-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.

Voi dunque pregate così:

Padre nostro che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male.

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

 

 

Beh c'è poco da pensare e da dire su questo brano, mi resta solo che stare in silenzio e contemplare!
Troppo spesso vivo la preghiera come un mio infinito monologo verso Dio, ed invece la preghiera quella che Gesù stesso ci ha consegnato non ha tante parole, ma incomincia con una magnifica: Padre.
Che cosa immensa! Potrei chiamare Dio in tanti modi, l'ho immaginato sotto mille aspetti, eppure Lui stesso mi dice che devo chiamarlo Padre.
Nelle fonti si dice che S. Francesco spesso non riusciva a concludere il Padre Nostro perchè appena iniziava a dire Padre si fermava e continuava a ripetere questa parola all'infinito pieno di gioia.
Che bello sarebbe avere questo spirito di contemplazione, comprendere che davvero Dio è Padre, e non Padre mio ma Padre nostro!
E' qualcosa di enorme e straordinario le parole non bastano, anzi forse sono inutili. Posso solo rendere grazie a Dio che all'inizio di questo cammino di quaresima mi mostra subito il Suo volto come a dirmi: "Ecco chi sono, ecco verso chi devi ritornare! Abbandona il tuo dio padrone, il dio giudice, il dio che ti dice cosa devi fare e non fare, lasciali! Vieni verso di me il tuo, il vostro Dio Padre!"

Buona giornata e buona settimana!

sabato 4 marzo 2017

Sabato 4 Aprile

Dal Vangelo secondo Luca 5,27-32

In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì.

Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».

 

 

Noi mettiamo delle etichette alle persone, Gesù le toglie.
Per noi quell'uomo è il pubblicano del villaggio, il traditore al servizio del nemico. Per Gesù lui è Levi.
Sembra poco cosa, invece è un cambio di prospettiva enorme, perchè con questo atteggiamento più nessuno resta escluso.
Cosi non mi fa scandalo una prostituta, la donna al pozzo, un lebbroso, un centurione, dei pagani.....
Non mi fanno scandalo perchè la smetto di pensarli come tali e li chiamo per nome: figli di Dio.
Come sarebbe diverso se anche io riuscissi come Gesù a non soffermarmi su un solo aspetto delle persone, spesso quello negativo, e vedessi in chi ho di fronte un fratello, un altro figlio di Dio.
Invece è molto più facile ed immediato giudicare ed in virtù di questo escludere. "quello è un ateo", "lui è un ladro", "lei è una tossica"...
Ma io? Io cosa sono agli occhi di Dio? Solo quando riuscirò a rispondere e comprendere con il cuore questa domanda, allora cambierà anche il mio sguardo sugli altri, perchè alla stessa domanda si daranno la stessa risposta.

Buona giornata e buon fine settimana!

venerdì 3 marzo 2017

Venerdì 3 Marzo

Dal Vangelo secondo Matteo 9,14-15

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

 

 

Il dramma di questi farisei è che sbagliano sempre i tempi!
Il digiuno non è un aspetto negativo, anzi è da valorizzare, ma "Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?".
Loro non conoscono Gesù per quello non capiscono la sua mancanza di digiuno.
Ma allora ha senso per me oggi fare digiuno in quaresima?
Io penso non sia anacronistico, vivere ancora oggi questa dimensione, anzi, possiamo iniziare forse a viverla nella suo significato più vero.
Forse per troppo tempo l'abbiamo pensato come una mortificazione, ma il digiuno è molto di più. Innanzitutto è legato alla preghiera e la carità gli altri aspetti di cui ci parlava ieri Gesù.
Il senso del digiuno sta nella conversione, non è tanto un esercizio fisico o una prassi estetica. Come dicevo qualche giorno fa preferisco vederlo come un aggiungere più che un togliere.
Si la prima impressione è quella di una privazione (tolgo del cibo), ma dopo questo viene il secondo passo che da un senso più profondo. 
Tolgo il cibo per proiettarmi nella carità, questa rinuncia mi fa pensare ai tant fratelli che purtroppo spesso digiunano e non per scelta. Posso scegliere di donare quel cibo a cui ho rinunciato ad un fratello che soffre l'assenza di cibo tutto.
Tolgo il cibo per vivere la preghiera, "non di solo pane vivrà l'uomo" anche la Parola di Dio è nutrimento per me, quindi il tempo tolto alla tavola lo reinvesto nella mensa della Parola. 
Questi due aspetti mi aiutano a crescere nella relazione con il Padre ed i fratelli. 
Tutte le scelte se guidate dall'amore portano sempre a qualcosa di bello, di grande, che fa bene a me e a chi mi vive accanto. Se invece mi accorgo che non mi aprono agli altri, alla misericordia, alla compassione; devo stare attento perchè forse ho sbagliato i tempi, proprio come i farisei.

Buona giornata!

giovedì 2 marzo 2017

Giovedì 2 Marzo

Dal Vangelo secondo Luca 9,22-25

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell'uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

 

 

Ho notato una cosa nel Vangelo di oggi, che prima non avevo notato: Quando Gesù annuncia la sua Passione è solo con i dodici, ma "poi, a tutti" insegna il metodo per fare la volontà del Padre.
Mi ha colpito perchè leggendo veloce questo discorso sembra un tutt'uno, invece Gesù si deve essere interrotto per condividere con tutti questo suo insegnamento fatto di tre momenti fondamentali.
  • Rinnegare: mi chiede di "spogliarmi", senza maschere (con Lui non servono), ma anche senza preconcetti, disponibile a mettere in discussione le mie idee. Quello in cui credo, non è la Verità, ne è un aspetto, ma non la totalità.
  • Prendere: la croce, sembra che voglia invitarmi a soffrire. Invece penso intenda invitarmi ad accogliere me stesso, quello che sono. Essere libero di essere davvero me stesso. A volte certi aspetti di me sono un po' una croce.
  • Seguire: che discepolo è quello che non segue? Con Gesù poi questo vale ancora di più perchè la sua non è una pura teoria, Lui questi aspetti li vivrà tutti nella sua Passione.
Infatti, credo che Gesù ne Getsemani sia l'immagine di tutto questo. Rinnega la sua volontà "Non come voglio io"; prende la croce non solo quella di legno ma accogliendo anche la sofferenza di quel momento, accettando la debolezza; segue il progetto del Padre compiendo la sua volontà.
Detto così sembra semplice, ma non lo è di certo! 
E' qualcosa di forte, si può solo tacere e contemplare; con la consapevolezza che questo è un passaggio si fondamentale, ma non finale. Il finale è un altro: 
"...e risorgere il terzo giorno"
Eh già questo cambia tutto!

Buona giornata!

mercoledì 1 marzo 2017

Mercoledì 1 Marzo Le Ceneri

Dal Vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c'è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.

Dunque, quando fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un'aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

 

 

 

Le letture di oggi, mi mostrano chiaramente il cammino che ho di fronte in questi 40 giorni, e mi aiutano anche a capire con quale spirito viverlo.
La quaresima appare sempre un periodo di tristezza e sacrifici, ma penso che questo sia esattamente l'opposto di quello che il Signore mi chiede.
Infatti non mi piace togliere, in quaresima ammetto di non fare nessuna rinuncia, io preferisco aggiungere e così cerco di stare attento a come vivo, cercando di migliorare la qualità e la quantità di tutto ciò che mi fa bene ed aiuta il mio cammino di conversione.
Ciò che mi fa bene è indicato chiaramente dal Vangelo di oggi: Carità (elemosina), preghiera, digiuno.
Tre aspetti importanti, tutti però con un unica vera finalità: l'Amore.
Questi mi aiutano a riconoscere l'amore di Dio per me, e a cercare e crescere nell'amore per Dio e i fratelli. Se il fine non è questo diventa tutto inutile.
Gesù oggi è chiaro, non fa sconti, se non è rivolto a Dio ognuno di questi tre aspetti è solo una celebrazione dell'Io.
La quaresima è un fermarmi, guardarmi intorno ed accorgendomi di essere uscito di strada ,cercare di ritornare sul sentiero, dove una volta giunto troverò una sorpresa: il Padre si è accorto ed è venuto incontro a cercarci ed ora gioisce per avermi ritrovato.
Oggi più che mai mi sento rivolte le parole di Rumi che ho sulla porta della mia cella:
Vieni, vieni, chiunque tu sia, 
sognatore, devoto, vagabondo, poco importa.
 Vieni, anche se hai infranto i tuoi voti mille volte.
 Vieni, vieni, nonostante tutto, vieni.
 
Buona giornata e buna quaresima!