Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

sabato 24 giugno 2017

Sabato 24 Giugno

Dal Vangelo secondo Luca 1,57-66.80

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.

Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».

Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All'istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.

Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.



Già la nascita inaspettata di un bambino è un miracolo, un motivo di stupore e di gioia; molto di più quando porta con sé circostanze simili.
Una coppia di genitori avanti nell'età, Zaccaria che resta muto e riacquista la parola, il bambino a cui viene dato un nome estraneo alla famiglia...
Dio interviene nella nostra storia, nella  mia storia, vuole sanare le mie ferite, vuole che il mio pianto si trasformi in gioia.
Forse oggi un avvenimento simile dice poco, ma nella cultura ebraica del tempo avere un figlio, una discendenza era segno di benedizione, dell'amore di Dio, mentre invece l'essere sterile era un castigo.
Ecco Dio non vuole essere sterile nella mia vita, vuole generare gioia, e vuole insegnarmi a generare proprio per evitare la mia sterilità.
Quante ferite mi porto nel cuore? quante volte rischio di rinchiudermi e diventare sterile? Il Padre arriva anche li nel punto estremo del dolore provocato dalle mie ferite e con l'olio del suo Amore le vuole curare.
Spesso ho notato come da una fatica, da un dolore, ha poi fatto nascere un miracolo, ha generato vita in me e negli altri.
Ma io sono disposto a guardare le mie ferite senza pregiudizi?

Buona giornata!

venerdì 23 giugno 2017

Venerdì 23 Luglio Sacro Cuore di Gesù

Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-30

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Certo questo Vangelo è molto bello, però oggi sono rimasto folgorato ancora una volta dalla seconda lettura (1Gv 4,7-16).
Penso sia la spiegazione più bella della festa di oggi, il Sacro Cuore di Gesù.
Forse nel 2017 un po' ci infastidisce sentire che celebriamo ancora queste feste, vogliamo tenerle nascoste nel passato perché sembrano distanti dalla spiritualità odierna.
Io credo che i tempi cambiano ed oggi forse ci dicono poco certi rituali e forme del passato, ma il contenuto rimane intatto e può, e deve, essere attualizzato.
Il contenuto del Sacro Cuore che è anche il contenuto della seconda lettura è l'Amore, quello pieno, quello totale.
Avete presente l'immagine del Sacro Cuore, quella con Gesù che ha il suo cuore nella mano? Ecco sarà anche antica ma rende bene il concetto: Lui vuole donarmi il suo cuore, segno dell'amore, lo toglie da sè per donarlo a me!
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi
Non diciamo forse anche noi le stesse cose alle persone che amiamo profondamente? "Vorrei donarti il mio cuore!", "Il mio cuore ora è tuo!"....
Ecco oggi vedo un Gesù innamorato di me così tanto, da lasciarsi andare e dirmi dolci parole d'amore.
Sono antico? Questo è qualcosa d'antico e sdolcinato?
Piuttosto che vivere una vita quadrata e sterile, che ha paura dell'Amore, preferisco essere antico e sdolcinato. Sono certo che il Padre non ne avrà a male.


mercoledì 21 giugno 2017

Mercoledì 21 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18
 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».


L'ipocrisia non la troviamo solo quando ci autogiustifichiamo, o nascondiamo il male compiuto; l'ipocrisia è più subdola si può nascondere anche nel "fare il bene".
Questo è il suo aspetto più pericoloso perché spesso non riesco nemmeno a riconoscerlo, e quindi compio tanti bei gesti ma li distruggo da solo avendo come fine dell'altro che non è l'amore.
Quante buone azioni compio per sentirmi bravo, o per farmi vedere "buono e giusto" dagli altri? Quante persone ho aiutato sapendo poi di riceverne il contraccambio?
Questo nemico (l'ipocrisia) non è poi così distante e lontano come sembra!
L'unica vera ricompensa, l'unico vero obiettivo finale è Dio Padre Nostro, non ci sono tappe intermedie.
Tutto questo è molto importante perché mi rende chiarissima una cosa: se è Padre Nostro, vuole che i miei atti di bene siano rivolti a tutti, non solo a qualcuno, non solo a chi mi sta simpatico.
Ecco un'altra ipocrisia dalla quale mi libera, il pericolo del "Sono cristiano ma .....", purtroppo troppo diffuso tra noi oggi!

Buona giornata!!!

martedì 20 giugno 2017

Martedì 20 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,43-48



In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: "Amerai il tuo prossimo" e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».



Concretamente preferirei restare in silenzio, cosa si può condividere di fronte a questa Parola?
Umanamente è  inconcepibile, devo essere onesto.

amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano
Questa Parola istintivamente non è accettabile, da fastidio, anzi quasi fa arrabbiare se penso a qualche fatto concreto di ferite subite.
Per fortuna è Parola di Dio e questo basta a smuovermi, a provocarmi, a fermarmi e meditare.
Io quasi sempre so amare solo chi mi ama, chi mi dona il contraccambio, mi riesce davvero difficile amare chi mi ferisce.
Però la tensione a vivere questa chiamata del Padre c'è, è viva; forse non riuscirò mai a raggiungere quest'obbiettivo ma qualche passo in avanti posso farlo se tengo fisso lo sguardo su Gesù.
Lui stesso ha vissuto questo amore, il segno più evidente è la croce.
Sarà folle ma è la strada che voglio percorrere anche se so che non arriverò mai alla meta.

Buona giornata!

sabato 17 giugno 2017

Sabato 17 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,33-37


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».

 

Ieri il Signore mi invitava a riflettere sulle mie ipocrisie. Qual'è il miglior modo per sconfiggerle? Essere onesti, soprattutto con se stessi.
Gesù mi invita ad avere onestà e chiarezza nella mia vita così da comprendere meglio, e vivere, quello che Lui mi chiede e quello che io porto nel cuore.
Dalle mie azioni, dai miei gesti, si comprende quello che vivo, quello che sono, quello (anzi Chi) amo.
Non c'è una via di mezzo, o si ama o non si ama, l'Amore vero per sua natura non può essere un amore a metà.
Qui si inserisce il parlare chiaro "sì, sì", o "No,no", parlare chiaro anche a me stesso perché se non è chiaro a me il perché faccio e vivo una cosa, non sarà mai un seme di luce anche per i miei fratelli.

Buona giornata!

venerdì 16 giugno 2017

Venerdì 16 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,27-32


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
 «Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
 Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
 Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».

Sembra un Gesù cattivo quello del brano di Vangelo di oggi, o per lo meno un po' radicale.
In realtà mi piace perché usa questa sua radicalità per contrastare l'ipocrisia degli uomini che ha di fronte che un po' è anche la mia.
Questi uomini cercavano cavilli e stratagemmi per piegare le norme a loro piacimento, per ottenere vantaggi personali, anche a discapito di altri uomini o donne, vedi il caso di ripudio.
Quante volte anche io voglio furbescamente modificare la realtà per compiere qualcosa di negativo e  giustificarlo, o magari farlo diventare addirittura positivo!
Devo essere onesto e non è radicalità, ma a volte anche io sono davvero ipocrita e questo Gesù me lo mostra chiaramente, non per farmi capire che sono cattivo, ma per aiutarmi a crescere, per diventare sempre più umano.

Buona giornata!

giovedì 15 giugno 2017

Giovedì 15 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,20-26


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

 «Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

 Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

 Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

 Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

 

 

Un altro di quei brani in cui Gesù ci colpisce dritto dritto in faccia e colpisce tutte le nostre ipocrisie.
 Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Eh già, quante volte faccio il pio, il devoto, recito tutte le mie belle preghiere, vado a tutte le funzioni, e poi uscito dalla Chiesa incontro un fratello che mi ha ferito e rispondo al male con il male! Peggio ancora, a volte uscendo dalla Chiesa vedo un fratello che non mi ha fatto nulla, però mi infastidisce ed allora gli rispondo in malo modo, lo evito, lo derido...
Gesù sa di cosa parla, sa quanto è importante la spiritualità, la preghiera, lui stesso si ritirava in preghiera; ma sa anche che essa si verifica con l'azione, con i gesti, con la vita. 
"chi non ama il fratello che vede, non può non amare Dio che non vede" dirà uno degli apostoli in una sua lettera.
Ed io riesco a sintonizzarmi con questo sentire di Gesù? Riesco ad amare il fratello grazie alla mia vita di preghiera?
E' importante quest'aspetto perché mi permette di comprendere quando la mia preghiera è vera, vissuta: se mi trasforma e mi converte all'amore, la mia preghiera è relazione con il Padre, altrimenti è probabile che sto pregando me stesso!

Buona giornata!

mercoledì 14 giugno 2017

Mercoledì 14 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,17-19
 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
 In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
 Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Nella società odierna sentire Gesù che dice queste cose ci infastidisce, perché le regole vengono viste come un nemico ed una dichiarazione di questo tipo ci mostra un Gesù legalista che è antipatico.
Ma devo andare oltre, capire bene cosa intende Gesù con queste parole.
Davvero le regole sono un nemico, un pericolo per me? La regola di Gesù è pericolosa?
Ama il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze ed il prossimo tuo come te stesso.
Dov'è il pericolo? C'è un solo pericolo quello di Amare!
Ed Amare con la A maiuscola è pericoloso, perché mi espone, mi mette a nudo, mi chiede di perdermi nell'Altro.
Sono pronto a perdermi per Amore? 

Buona giornata!

PS Al posto della foto oggi condivido una canzone che amo, di un artista straordinaria, segnata dall'amore pieno e profondo per Dio.

martedì 13 giugno 2017

Martedì 13 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5, 13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».



Noi siamo il sale della terra, la luce del mondo. Che affermazione potente, e che incarico!
Ma mi rendo conto di avere questo potenziale? So quanto è grande il rischio di sprecarlo?
Perché troppo spesso per comodità preferisco essere luce nascosta sotto il letto, e non farmi vedere da nessuno.
Oltre a quello della comodità c'è un altro rischio: credere che tutto questo sia merito mio ed in funzione di me. Il Signore invece mi spiega il vero motivo e la giusta modalità per essere luce e dare sapore:

"Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli".

Il merito e la gloria va a Dio Padre, non devo dimenticarlo perché altrimenti rischio di portare qualcosa di sbagliato, qualcosa che inganna invece di salvare!

Buona giornata!

venerdì 9 giugno 2017

Venerdì 9 Giugno

Dal Vangelo secondo Marco 12,35-37

In quel tempo, insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:
“Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi”.
Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?».
E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.


Questo brano non è immediato, o per lo meno devo fermarmi sempre di più per comprendere cosa il Signore vuole dirmi con questa Sua Parola. Mi nasce sempre la solita riflessione, ma credo sia fondamentale riproporsela ogni tanto.
Vogliamo sempre il controllo su tutto, conoscere tutto nel tempo di internet Wikipedia, e la ricerca online, per questo Dio a volte ci sta antipatico perché non si può cogliere fino in fondo, non se ne può entrare in possesso.
Nessuno che sia sano di mente potrebbe mai credere di possedere Dio in tutta la sua pienezza.
Credo che a Lui fa piacere ogni tanto metterci di fronte a questo, per distruggere tutte le immagini false che spesso ci creiamo.
Quello che fa oggi con la gente, non vuole essere una critica o una contestazione ma un invito ad andare oltre: va bene cercare di comprenderlo e conoscerlo, ma non fermatevi a quello, cercate di andare anche oltre.
Quante volte mi fermo su questo e paradossalmente perdo lo sguardo che non rimane più su di Lui ma solo su dei dettagli di poco conto.
Non è il mio dio personale, nato e sviluppato per il mio uso e consumo (per fortuna!!!!), ma è il Padre Nostro che è nei cieli....

Buona giornata!!!

giovedì 8 giugno 2017

Giovedì 8 Giugno

Dal Vangelo secondo Marco 12,28b-34


   In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».

Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Il secondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Non c’è altro comandamento più grande di questi».

Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».

Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».

E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

 

 

Questo brano, specialmente oggi mi interroga molto.
Ma davvero noi cristiani abbiamo compreso queste parole?  
"...amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici."
So che non dovrei, ma questo brano mi fa pensare ad un episodio fresco capitatomi giusto ieri sera, e siccome sto soffrendo un po' per questa cosa penso che condividerla mi faccia bene.
Come tutti i mercoledì sono andato alla stazione di Rogoredo per incontrare e portare qualcosa da mangiare ai tossicodipendenti che purtroppo vanno la a comprare eroina e cocaina.
Un signore si è molto arrabbiato per questo, dicendo che loro non meritano aiuto in virtù di quello che fanno, e alla mia domanda "cosa possiamo fare per queste persone?" ha risposto dicendo di lasciarli morire, cosi si liberano dai tossicodipendenti nella zona.
Premesso che non voglio condannare la persona perché giustamente stressata dalla situazione che si trova ad affrontare chi vive in quella zona, però mi ha colpito la sua ultima affermazione: "guardate che io non ce l'ho con voi, (frati) perché sono cristiano anche io, vado a messa con mio figlio tutte le domeniche".
come possiamo noi cristiani, che ascoltiamo il Vangelo, questo brano, poi desiderare la morte di alcuni nostri fratelli? Che senso ha pregare, partecipare alle funzioni se questo poi non trasforma la mia vita e quando vedo un fratello nella difficoltà, non so nemmeno riconoscerlo come tale?
Domenica prossima nel Vangelo Gesù ci dirà "Misericordia io voglio non sacrifici".
Pregare e vivere i sacramenti è fondamentale proprio per questo, perché se davvero li vivo poi imparo ad amare. Se non amo invece devo fermarmi a riflettere perché probabilmente non ho pregato Dio, non ho vissuto i sacramenti, ma ho solo incensato me stesso, le mie idee.

Buona giornata.

mercoledì 7 giugno 2017

Mercoledì 7 Giugno

Dal Vangelo secondo Marco 12,18-27


In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: "Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe"? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».



Eh già siamo in grande errore!
Perché pur di allontanarci da questo Dio, pur di voler credere in un giudice più che a un Padre, gli abbiamo attribuito qualità ed un immagine che con Lui non hanno nulla a che fare.
Però ci è più comodo perché una richiesta d'amore, che nasce da un offerta d'amore, scomoda molto di più, chiede di entrare nell'intimo, di andare in profondità, chiede sacrificio.
Ed allora ci inventiamo mille storie, preferiamo soffermarci sui cavilli, sulle casistiche assurde, come fanno questi sadducei; non guardo più il contesto d'amore in cui mi trovo ma mi soffermo solo su un dettaglio di poco conto.
Quante volte faccio così nella mia vita! 
Troppo spesso, sia nei confronti di Dio, che nei confronti dei fratelli mi comporto così; non mi accorgo dell'amore ricevuto per soffermarmi sul dettaglio irrilevante.
L'origine di tanta sofferenza nella vita parte proprio da qui, dalla scarsa capacità di riconoscermi amato.
Ma il Padre mi ama! E nemmeno immagino quanto!

Buona giornata!

martedì 6 giugno 2017

Martedì 6 Giugno

Dal Vangelo secondo Marco 12,13-17

In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
 Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
 Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
 Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.



A volte c piace confondere i "piani", anzi ci piace farlo quando possiamo trovare un tornaconto personale, o autogiustificarci per qualcosa.
E' quello che fanno i farisei in questo brano e che facciamo tante volte noi nella vita. Vogliamo mettere in contrapposizione degli aspetti perché almeno screditiamo quello che non ci piace e non vogliamo.
Lo vedo spesso sul tema dell'accoglienza per esempio: da un lato ci diciamo cristiani, dove la cultura dell'accoglienza dello straniero è un punto chiaro nella Bibbia; ma dall'altro nel concreto ragioniamo sempre con la logica del "non sono razzista ma...".
Questo è un caso grande, ma quante volte metto in atto questo meccanismo nella mia vita?
Spesso purtroppo, nei confronti di persone, situazioni, impegni ....
Vogliamo mettere in contrapposizione Dio al mondo, alle cose, alle persone. Ma davvero crediamo che Dio sia contro qualcuno o qualcosa? Non è piuttosto un "Dio per"? 
Ed io preferisco essere "contro" o "per"?

sabato 3 giugno 2017

Sabato 3 Giugno

Dal Vangelo secondo Giovanni 21,20-25

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».

Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.


Facciamo attenzione agli altri solo quando interessa a noi!
Non sono così attento quando un fratello è in difficoltà, sta vivendo un momento difficile, soffre, però quando fa qualcosa che mi incuriosisce sono subito pronto a domandare!
Magari avessi la stessa prontezza nel chiedere "Ti serve una mano?"
Per fortuna che Gesù interviene e mi richiama dicendomi
«Se io voglio..., a te che importa? Tu seguimi»
Tu seguimi, cioè fai come me! Lui è attento agli uomini sempre soprattutto nella sofferenza e non solo nell'interesse.
Vorremmo uniformare tutto, rendere tutto uguale, tutte le persone uguali a noi, con le nostre stesse idee, i nostri modi di fare. Per fortuna non è così!
Il Signore ha una strada per ognuno di noi, non serve a nulla invidiare quella del mio fratello, è importante fermarsi e riconoscere la propria per iniziare a seguirla!

Buona giornata e buon fine settimana!


venerdì 2 giugno 2017

Venerdì 2 Giugno

Dal Vangelo secondo Giovanni 21, 15-19

In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».

Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».

Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse "Mi vuoi bene?", e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».

Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».


Quante volte questa domanda il Signore la rivolge a me! Maichol mi ami? Ed io ogni volta paralizzato nella mia fatica riesco a rispondere balbettando un "ti voglio bene".
E' difficile quello che chiede il Signore perché l'amore di cui parla non è quello che  intendiamo noi, nel mondo d'oggi, è molto di più è un Amore che riconosce tutti come fratelli e fa donare la vita per loro.
Sarò mai capace di questo? Certo è molto difficile, ma con il Suo aiuto e con il Suo Amore forse un giorno ci riuscirò.
Basta vedere la sua infinita pazienza, nel ripetermi questa domanda: "mi ami?", "mi ami?" e dopo tutte le mie difficoltà il suo accettare ogni mio limite, ogni mio "ti voglio bene", ed accoglierlo tanto da concludere con quel magnifico "seguimi".
"seguimi, non importa se ora non riesci ad amarmi, imparerai! ed anche se non ci riuscirai mai sappi che io sempre e comunque ti amerò!"

Buona giornata!

giovedì 1 giugno 2017

Giovedì 1 Giugno

Dal Vangelo secondo Giovanni 17,20-26

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]

«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.

Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch'essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.

Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

 

 

Essere unità, una cosa sola, ecco uno dei desideri di Dio.
Eppure oggi siamo così lontano, in un mondo che sembra andare nella direzione opposta, la logica della divisione, dei muri regna!
Questa divisione credo venga proprio dalla mancata conoscenza di Dio "Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto",anche tra chi crede di essere "esperto" di Dio.
Conoscendo realmente Dio come Padre, è impossibile non riconoscersi fratelli; vedendo poi la continua misericordia che Egli ci dona, non posso non  fare lo stesso verso i miei fratelli.
Devo conoscere Dio per poter dire Padre Nostro , e dicendo quel nostro inevitabilmente mi riscopro dentro un mondo, una società, in mezzo ad altri che devo e posso riconoscere come fratelli.
Mai come oggi quest'unità che Gesù tanto desidera è fondamentale. Io cosa faccio per far fiorire l'unità?

Buona giornata!

mercoledì 31 maggio 2017

Mercoledì 31 Maggio Visitazione di Maria

Dal Vangelo secondo Luca 1,39-56

 In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore". Allora Maria disse: "L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre". Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

 

 L'ho già detto e ripetuto all'infinito quanto questo brano mi emozioni, penso sia l'incontro tra due donne, due mamme più bello della storia!
Oggi ho preferito fermare la mia meditazione su questo canto magnifico che troppo spesso ripeto "meccanicamente" ogni sera durante i vespri; il rischio dell'abitudine è proprio quello di non aiutare la riflessione.
Mi è venuto subito un raffronto tra questi passi e quelli del profeta Isaia letti da Gesù nella sinagoga all'inizio del suo ministero.
Quello che Dio annuncia di compiere è davvero qualcosa di enorme, un insieme di paradossi, dove tutto quello che sono abituato a vedere è ribaltato.
Penso che è anche quello che vuole compiere nella mia vita, un cambiamento, un ritorno alla semplicità, un ritorno verso Lui.
Io sono disponibile a questo cambio, a questo ritorno? 
Maria dopo aver proclamato queste parole, resta per mesi a servire la cugina pur essendo anche lei incinta. Io dopo aver visto le meraviglie di Dio nella mia vita, so metterle a servizio dei fratelli?
Buona giornata!

martedì 30 maggio 2017

Martedì 30 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 17,1-11

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:

«Padre, è venuta l'ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.

Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.

Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.

Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

 

 

"Questa è la vita eterna: che conoscano te"
 Può sembrarci poco quest'affermazione ma a me dice tantissimo.
Noi oggi siamo abituati a tutt'altro significato per la parola "conoscere", diciamo che corrisponde un po' al "So chi è".
Nella cultura ebraica "conoscere" significa molto di più, vuol dire incontro, relazione, contatto. Una relazione non superficiale ma che va in profondità, che si dona, fino ad arrivare alla relazione suprema tra un uomo ed una donna donando il proprio corpo.
Gesù oggi con questa affermazione mi fa un richiamo forte: Ma tu conosci Dio? Vuoi conoscerlo? Sai di essere conosciuto da Lui?
Non vuole però farmi cadere nel tranello di chi crede di sapere tutto di Dio. Questo conoscere non è nemmeno "sapere tutto" ma proprio perché relazione viva scopre qualcosa di nuovo ogni giorno, ogni istante.
Quindi la mia domanda per questa giornata è: Voglio conoscere Dio?

Buona giornata e buona settimana!

venerdì 26 maggio 2017

Venerdì 26 Maggio San Filippo Neri

Dal Vangelo secondo Giovanni 16,20-23a

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.

La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si  rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».

 

Lo scrivevo già qualche giorno fa, esistono diversi tipi di gioia, o meglio esistono diverse fonti che generano gioie differenti.
Quella di cui parla Gesù nel Vangelo credo che sia la più bella, la più grande, la più profonda.
Quale gioia più grande di donare la vita?  Di una madre che partorisce?
Certo come dice Gesù prima di arrivare a questa gioia si passa per la fatica, ma il punto d'arrivo non è restare nella sofferenza bensì l'Amore.
Perché credo che questo tipo di gioia abbia proprio lì la sua fonte.
Ed allora mi sa che il Signore voglia offrirmi un richiamo anche per la mia vita religiosa con questa Parola.
Papa Francesco ci fa spesso questo richiamo: "Non abbiate paura della gioia" (ai seminaristi), "svegliate il mondo con la gioia vera" (alle suore), "Un cristiano senza gioia è ammalato"....
Lo vedo anche nella mia vita, come ieri quando delle amiche (mai state prima in un convento) son venute a trovarmi e fermandosi a pranzo hanno notato questa gioia e ne sono rimaste colpite.
Ma da dove viene? Difficile da dire non sono Dio, ma credo che qualche passaggio logico riesco a farlo.
Se mi sento amato da Dio, inevitabilmente sono gioioso perché l'amore genera gioia, e questa gioia è contagiosa così come l'amore. Allora voglio donare questo tesoro a chi mi sta a fianco, i miei confratelli, i miei cari, i fratelli che incontro sul cammino, è un cerchio che si allarga sempre più.
Che potenza! Nel periodo storico in cui regna il pensiero diviso dei muri, il Signore ci dice che noi abbiamo un potenziale enorme, possiamo mettere in circolo la nostra gioia che nasce dall'Amore.
Quanti muri che possiamo abbattere, senza ferire, ma curando!

Buona giornata!!!

giovedì 25 maggio 2017

Giovedì 25 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 16,16-20

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete».

Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».

Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».

 

 

Ritorna un po' la parola d'ordine di ieri: Attesa. Ma un attesa piena di desiderio.
Io sono poco paziente per natura, l'ho già detto, ma sempre più mi accorgo come il Padre voglia educarmi su questa via. 
L'impazienza mi fa rimanere attratto dal momento, dall'emozione che appare ma subito dopo scompare; la gioia piena invece è quella che arriva al tempo opportuno.
Credo sia questa la gioia di cui parla Gesù, inizialmente può sembrare tristezza ma dopo la giusta attesa si trasforma in pienezza.
La natura mi è da sempre maestra in questo, penso alle mie piante di peperoncino, prima seminate nel dubbio, poi l'attesa colma di desiderio che spunti qualcosa, e mentre si attraversa la sconfitta dalla morte di quel seme spunta un germoglio, segno di vita, segno di gioia.
Se succede questo "solo" per una pianta immaginiamoci cosa può essere nella fede, nella vita di Gesù, nella mia vita!
Vorrei tanto avere la pazienza di quel seme che pur temendo la sconfitta sa di essere nelle mani di Dio ed è comunque certo che la sua attuale tristezza presto sarà gioia piena!

Buona giornata!

mercoledì 24 maggio 2017

Mercoledì 24 Maggio


Dal Vangelo secondo Giovanni 16,12-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

 


Questo brani fa a pugni con la mia umanità, anzi con un aspetto della mia umanità: io vorrei sapere tutto ed il prima possibile!
Già perché nell'era della tecnologia, del tutto e subito a portata di click, sentirsi dire che alcune cose non mi saranno dette subito perché non posso comprenderlo mi infastidisce un po'.
Eppure qui sta la grandezza e la cura di Gesù, non dice tutto subito perché sa che quella PArola è cosa seria, è fonte di vita, non se ne deve perdere nemmeno un puntino, e questa mia ingordigia di certo non aiuta ad accogliere e comprendere.
C'è un altro aspetto fondamentale oltre all'attesa: il non poter comprendere da solo.
Ed anche qui potrei ripetere le cose dette prima, oggi il mito del "mi sono fatto da solo" spopola, quindi pensare che da solo non posso comprendere è follia.
Invece la Parola è impossibile comprenderla senza l'aiuto dello Spirito, proprio perché non è una parola qualunque.
Oggi mi vengono donate due parole chiave: Attesa ed Aiuto.Devo farne tesoro perché possono aiutarmi a dar Vita alla mia vita.

Buona giornata.

martedì 23 maggio 2017

Martedì 23 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 16,5-11

 In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore.

Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.

E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

 


Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
 Quanto dovrei imparare da questo stile di Gesù!
Lui non lega a sè, sa cosa è meglio per i suoi discepoli tanto da dire loro di non essere tristi perchè il suo salire al cielo dona a loro lo Spirito, e Gesù sa quanto è importante per loro.
Gesù non tiene prigionieri, non forza, ma libera ed è felice che lo Spirito liberatore venga sui discepoli per aiutarli a discernere, a camminare nel Suo Amore.
E' un esempio grande per me che troppo spesso voglio far passare tutto per le mie mani, desidero il controllo su tutto, correndo il rischio di averlo anche sulle persone.
 La prima liberazione di cui ho bisogno è quella da me stesso, dal mio sentirmi il centro di tutto, dal mio escludere il fratello che incontro per strada, dal mio voler affermare il benessere personale.
Quando lo Spirito mi avrà liberato da tutto ciò, anche io sarò capace di essere un liberatore per gli altri.

Buona giornata e buona settimana!

sabato 20 maggio 2017

Sabato 20 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 15,18-21

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

Ricordatevi della parola che io vi ho detto: "Un servo non è più grande del suo padrone". Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

 


Certo il mondo ed il contesto culturale sono cambiati, io non vivo in una parte del mondo dove sono perseguitato per la mia fede, Purtroppo da altre parti non è così e ci sono molti cristiani, ma anche uomini di altre religioni, perseguitati per quello in cui credono.
Queste parole sono per me oggi un invito alla riflessione sul mio essere credente, sul mio modo di essere testimone. 
Gesù mi dice:
Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato
Forse anche io corro il pericolo di non conoscere Colui che ha mandato Gesù, e quindi posso diventare portatore di ciò in cui credo io senza accorgermi che non corrisponde alla sua Parola.
Devo stare attento e imparare a verificarmi partendo dall'ascolto della Parola, così da discernere la volontà di Dio dalla volontà del mio Io.

Buona giornata e buon fine settimana!

venerdì 19 maggio 2017

Venerdì 19 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 15,12-17

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amati voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

 

Beh dai non mi è andata male, alla fine Gesù mi chiede solo una cosa: Amare come Lui ha amato, cioè fino a dare la vita. Il suo comandamento è "solo" questo!
Sarcasmo a parte, leggendo questo passaggio io resto sconcertato e mi chiedo se sarò mai in grado di amare così, anche solo una persona.
Oggi abbiamo svalutato l'amore, infatti quello che chiede Gesù non penso corrisponde all'idea d'amore che abbiamo noi, è molto più profondo e complesso che il nostro "volemose bene" o il "bella fra'".
Sarebbe quasi inevitabile scoraggiarsi di fronte ad una richiesta così enorme, ma per fortuna mi riprende subito dicendomi anche:
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi
Quindi si io sono incapace ed indegno d'un amore così grande, ma è Lui ad avermi chiamato e scelto, così come chiama ogni donna ed ogni uomo alla sua personale vocazione, che si riduce solo ad una: la vocazione prima del cristiano, non sta nell'essere prete, suora, frate ma è l'amore! E per quanto sia limitato ed incapace Lui che mi ha scelto me lo renderà possibile.

Buona giornata!

giovedì 18 maggio 2017

Giovedì 18 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 15, 9-11

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.

Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».

 

 

"Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena"
Cercando di essere il più onesto possibile mi faccio una domanda: Ma quando la gente guarda noi cristiani, vede in noi la gioia? Io sono riflesso di questa  gioia del Signore?
Se devo essere onesto ho dei dubbi! 
Guardando a noi cristiani mi spesso vedo più musi lunghi o uomini troppo concentrati sul sacrificio, sul fare, sul rispettare certe regole, ma poche volte mi capita di incontrare persone gioiose.
Sia chiaro non penso alla gioia, del Milan che torna a vincere il campionato, o alle risate a crepapelle; qua Gesù non parla della gioia umana ma dice "la mia gioia" che certo è diversa della nostra. Ma per quanto diversa dubito che si possa riconoscere nei musi lunghi!
Questa gioia nasce dall'amore, dal suo amore per me:
Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se io sono amato da Gesù così come il Padre ama Lui, ci credo che sono gioioso! Cosa c'è di più bello? E questa gioia è contagiosa!
Spesso abbiamo musi lunghi perché il mondo, la società d'oggi non ci capisce, giudica la fede qualcosa di superato, ma la fede procede proprio per attrazione, se io sarò portatore di gioia anche chi mi è vicino di certo vorrà conoscere ed essere partecipe di questa "mia fonte della gioia".
Ed allora ha senso fermarmi ogni mattina e pormi la domanda se nel mio cuore c'è gioia, perchè se non la trovo vuol dire che non mi sono reso conto della cosa più importante: io sono amato da Dio!

Buona giornata!

mercoledì 17 maggio 2017

Mercoledì 17 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 15, 1-8

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

 

 

Il Padre è l'agricoltore, Gesù è la vite, noi siamo i tralci.
Quest'immagine non è solo bellissima dal punto di vista emotivo, ma è anche estremamente efficace.
Mi colpisce questo Gesù profondamente radicato nella storia, nel contesto culturale in cui ha vissuto; credo che anche grazie a questo possiamo davvero definirlo "vero uomo."
Già, perché non si è fatto uomo per modo di dire, o in maniera superficiale, ma entra davvero nella mia vita, nella mia storia, nel mio contesto; oggi così come 2000 anni fa. In una cultura agricola, Gesù usa quest'esempio efficacissimo ed estremamente comprensibile.
Che bello sapermi tralcio che dipende dalla linfa che viene dalla vite, e dalle cure dell'agricoltore, questo mi permette di liberarmi dal mio desiderio di autosufficienza e mi fa capire che sono si bisognoso, ma che c'è chi si prende cura di me.
Se ci fermassimo ad osservare la natura, l'agricoltura, potremmo imparare molto da lei, capire i suoi tempi, curare i dettagli, imparare ad amarla. il Padre che è creatore sa tutto questo ed utilizza la stessa cura con me, con rispetto, con pazienza, con amore.
E' un po' come se mi sussurrasse all'orecchio: " Perché sei un essere speciale, ed io avrò cura di te!"

Buona giornata!

martedì 16 maggio 2017

Martedì 16 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 14,27-31a

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.

Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.

Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

 

Gesù mi lascia la sua Pace, che non corrisponde alla nostra, ne a quella che il mondo mi propone oggi.
Spesso sono troppo superficiale e penso alla pace solo in senso "passivo": pace è non fare la guerra.
Gesù, come sempre, punta molto più in alto: per Lui la pace è attiva, è un atto d'amore, e non un amore qualunque ma quell'amore con cui Lui ama il Padre.
La pace di Cristo mi chiede di fare lo stesso verso i miei fratelli, non solo quelli con cui vado d'accordo e mi amano, ma anche verso i miei nemici!
Qui sta la grandezza della Sua Pace, non più un semplice atto di sopravvivenza ma una scelta di vita, che sembra folle ma dona libertà e gioia.
Lo so, a me sembra qualcosa di impossibile e bello solo a parole, ma per fortuna ci sono i bambini che nella loro semplicità spesso mi mostrano che tutto ciò che credo irrealizzabile è invece possibile. Basta crederci ed affidarsi al Padre.

Buona giornata!

venerdì 12 maggio 2017

Venerdì 12 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 14,1-6

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: Vado a prepararvi un posto? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

 

 

Gesù è la via che può e vuole condurmi al Padre.
Su queste affermazioni spesso, soprattutto noi giovani, sorvoliamo velocemente perché le crediamo qualcosa del passato, definizioni ormai superate.
Ma fermandomi un attimo a riflettere, come posso io giungere a Dio?
Non ho indicazioni certe, e tutto quello che posso pensare potrebbe essere giusto ma anche frutto delle mie idee, della mia sensibilità.
Ecco l'unica bussola che può indicarmi la strada è proprio Gesù, la sua vita, la sua Parola: il Vangelo appunto.
Grazie all'aiuto dello Spirito posso conoscere la sua Parola, posso farla mia, posso accorgermi che Gesù mi è vicino e quindi ascoltando la sua voce, imparare a vedere e riconoscere il Padre.
Tutto parte dalla Relazione con Gesù perché anche il nostro Dio è un Dio di Relazione.
Imparo da Gesù ad essere come Lui per conoscere sempre più Dio, me stesso ed i fratelli e forse senza accorgermene mi ritroverò Dio molto più vicino di quello che credo!

Buona giornata!

giovedì 11 maggio 2017

Giovedì 11 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 13,16-20

[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro: «In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno. Ve lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

 

Gesù pronuncia queste parole subito dopo aver lavato i piedi ai discepoli, credo sia importante comprenderle proprio alla luce di quel gesto sconvolgente.
Infatti dice loro:
Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non basta l'ascolto e l'adesione, serve l'agire, il vivere quello che si è ascoltato; proprio da questo comprendo quanto questa Parola è diventata vita per me!
Gesù mi richiama al servizio umile, come il suo essere chinato sui piedi dei discepoli, e facendo ciò mi rivela tutta la mia ipocrisia nel credermi "giusto" perché ascolto la Sua Parola ma poi ad essa non corrispondono le azioni.
Oggi mi viene indicata ancora una volta la strada per giungere al Padre, questo è evidente nella conclusione del Vangelo:
chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato
 Il Padre ha inviato il Figlio che con le sue Parole ed i suoi gesti mi offre l'esempio concreto dell'amore con cui anche io sono chiamato ad ascoltare la Parola e donare l'amore ricevuto ai fratelli che incontro sul mio cammino

mercoledì 10 maggio 2017

Mercoledì 10 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 12, 44-50

 In quel tempo, Gesù esclamò:
«Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.
Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.
Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell'ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

 

 

 

"Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre."
Mi piace molto questa frase di Gesù perché la sento molto vera per la mia vita oggi. Quanto ho bisogno di luce per illuminare la mia vita, per uscire dalle tenebre del "non vedo" dell'indifferenza.
Oggi scambiamo la luce per il flash e quindi siamo troppo attratti da queste luci che appaiono all'improvviso, ci colpiscono, ma poi svaniscono nel nulla. Gesù è l'esatto opposto, non è un flash ma è luce perenne.
Questa luce perenne a volte mi spaventa, perché mostra degli aspetti di me che preferirei non vedere, vorrei lasciarli nel buio.
Ma, seppur nella difficoltà, penso che la bellezza del cammino insieme a Gesù stia proprio nel lasciarmi illuminare da Lui e scoprirmi ogni giorno di più, molto simile a quei farisei e scribi del Vangelo che tanto mi infastidiscono. Questo non deve spaventarmi perché Gesù mi dice:
"non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo"
Questo è l'ennesimo suo dono perché riconoscendomi debole, comprendo di aver bisogno di salvezza, e non continuo a ricadere nell'errore di credermi superiore ai fratelli, superiore anche a Dio!
Immagino che sia il suo modo di dirmi: "Dio esiste! Ma non sei tu, rilassati!"

Buona giornata!

martedì 9 maggio 2017

Martedì 9 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 10, 22-30

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell'incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».

Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

 

 

Continua in questi giorni l'immagine del Pastore, Gesù ama identificarsi con quest'immagine e la ripresenta più volte.
Da questi brani si possono prendere diversi spunti, quello che mi colpisce di più e che preferisco è il tema della Relazione.
Questa Relazione presenta diverse sfumature e diversi interpreti.
La prima è quella tra Gesù ed il Padre, in questo brano raggiunge l'apice quando Gesù dice:
Io e il Padre siamo una cosa sola
La loro relazione è così forte e così stretta da fondersi fino a diventare un'unica cosa.
Proprio a questo "circolo d'amore" dovremmo guardare per orientare la seconda relazione che Gesù ci mostra: quella tra Lui e noi.
Infatti seppur con diversità, Gesù rimette in atto tutto l'amore donato e ricevuto dal Padre anche con noi e me lo mostra quando dice:
Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco
Solo chi ama riconosce subito la voce dell'amato, ed il conoscere nel popolo ebraico ha un significato profondo, molto più grande del nostro "sapere chi sei".
Gesù mi conosce, qualche giorno fa diceva che chiama le pecore per nome, quindi il suo conoscermi non è generico, non sono uno tra i tanti ma sono uno in Relazione con Lui.
Adesso dopo aver visto la grandezza di queste due "dinamiche Relazionali" non mi resta che chiedermi: Io che relazioni vivo? Perché probabilmente anche io, come Gesù fa con me, sono chiamato a far rivivere la Relazione d'amore che il Padre mi dona.

Buona giornata!


sabato 6 maggio 2017

Sabato 6 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 6,60-69

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».



Pietro spesso ha fatto figuracce per questa sua enorme spontaneità, basti ricordare quando critica Gesù per l'annuncio della Passione e viene definito da Lui "Satana", o quando dice di essere pronto a morire per Lui salvo poi rinnegarlo poche ore dopo.
Però è magnifica questa sua genuinità, questo suo essere così spontaneo. Forse mi piace perchè un po' lo sono anche io.
La sua risposta alla domanda di Gesù sembra qualcosa di scontato per Pietro:

Signore, da chi andremo?
Da chi vuoi che andiamo? Dai leader totalitari? dai sedicenti santoni che alla prima occasione spariscono?
"Per la prima volta nella mia vita ho trovato qualcosa per cui vale la pena rischiare tutto, io non la mollo" sembra pensare Pietro.
Quanto vale anche per me oggi!
Siamo circondati dovunque da leaderismi, da guru, da "lanciatori di slogan"; tutta gente che non offre nulla se non un pensiero debole e parziale.
Il loro stile è attraente, coinvolge, in un mondo troppo concentrato sui sensi fa piacere, ma questo non libera anzi rende schiavi.
Gesù fa per me l'opposto: mi libera non mi tiene prigioniero, tanto da dirmi:
Volete andarvene anche voi?
 Ed allora anche io gli rispondo: " Dove vuoi che vada Signore? sei il più bel rischio che voglio correre nella mia vita!"

Buona giornata!

venerdì 5 maggio 2017

Venerdì 5 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 6,52-59

In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

 

Nella Parola donata oggi sono rimasto "sconvolto" da un passaggio nella prima lettura.
Non riporto l'intero brano essendo molto lungo, comunque il testo è quello della conversione di S. Paolo ( At 9,1-20).
Saulo (poi si farà chiamare Paolo) parte per perseguitare i cristiani essendo un loro avversario. Durante il viaggio il Signore gli parla e lui rimasto cieco si fa condurre in un villaggio, dove ad un uomo di nome Anania il Signore chiede di andare a guarirlo.
Giustamente Anania esprime la propria preoccupazione al Signore; Saulo è il nemico numero 1 dei cristiani ed era venuto per arrestarli. Eppure dopo l'invito di Gesù Anania parte ed appena incontra Saulo la prima cosa che gli dice è "fratello".
Certe volte passiamo oltre, o non facciamo troppo caso alle singole parole, ma fermandoci un istante è sconvolgente che un uomo chiami fratello il suo peggior nemico.
Questo è possibile solo in un caso: riscoprendoci tutti figli dello stesso Padre e quindi fratelli in Cristo; altrimenti anche volendo essere il più buono possibile vedo come fratelli tutti gli uomini ma inevitabilmente chi mi fa male o mi vuole uccidere no.
Penso che quest'aspetto riprenda un po' anche il desiderio di comunione che traspare nei Vangeli di questi giorni. Che cos'è questo donarsi di Gesù, come pane e vino, se non comunione?
Quindi la domanda è lecita: qual'è il mio livello di comunione? Dio vuole fare comunione con me anche quando gli sono "nemico"; io so fare comunione con i miei nemici?

Buona giornata!

giovedì 4 maggio 2017

Giovedì 4 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 6,44-51

In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti: "E tutti saranno istruiti da Dio". Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

 

 

" Io sono il pane della vita.", " Io sono il pane vivo".
Mi piace questo richiamo alla vita!
Purtroppo abbiamo reso questo Pane, l'Eucarestia quasi qualcosa di sterile, di lontano da noi.
Siamo onesti, nella mentalità corrente abbiamo l'idea che l'Eucarestia sia qualcosa di antico, di ormai superato, soprattutto per i giovani.
Quante volte mi capita di parlare con qualche ragazzo (ma anche adulti) che mi dicono: "A che serve andare a Messa, posso pregare il Signore anche a casa mia!", mettendo così sullo stesso piano la preghiera e l'Eucarestia.
Molti dicono che sono bacchettone su questo ma secondo me partecipare all'Eucarestia è tutt'altro, fa la differenza, per me è il culmine della Relazione.
Infatti rispondo sempre dicendo che è come in una relazione, se ami una persona desideri incontrarla, e vuoi farlo di persona con tutto il corpo.
Ricordo che anni fa quand'ero fidanzato, passavo tutto il giorno aspettando la sera perchè non vedevo l'ora di torna e di trovarmi con la mia ragazza, vivevo la mia giornata orientato a quell'incontro.
Se ci si ama, ci si incontra, non può esistere un amore dove non ci si vede mai.
E quest'incontro ha bisogno di carne, di contatto, una carezza, un abbraccio.
Questo è per me l'Eucarestia, è quest'incontro con chi amo, è il nostro abbraccio, e il mio ricevere un suo bacio.
Per questo non  capirò mai nemmeno quei cristiani che pregano 200 rosari al giorno o "dicono tutte le preghiere" (non che sia una brutta cosa, Gesù mica si offende) ma poi non partecipano all'Eucarestia. 
E' questa che mi trasforma davvero in cristiano, perchè nella relazione d'amore con Lui, imparo ad amare e come dice S. Giovanni della Croce: " alla fine della vita saremo giudicati sull'amore"

Buona giornata!!!