Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

mercoledì 30 novembre 2016

Mercoledì 30 Novembre S. Andrea apostolo

Dal Vangelo secondo Matteo 4,18-22.

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori.
E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini».
Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò.
Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono. 

 

 

Pochi fondamentali verbi, che segnano un'esistenza, una vita.
Ci saltano subito agli occhi questi verbi che si ripetono, come in uno schema: "vide", "chiamò","lasciarono", "seguirono".
Ma io resto sempre colpito da quel "subito".
Fantastico! 
Sarà che sono molto istintivo, ma quel subito lo invidio tantissimo e lo desidero ancor di più.
Perchè questi futuri discepoli "subito lasciarono". Non solo compiono un azione immediatamente senza pensarci troppo, ma quella non è un'azione come tutte le altre!
Lasciare non è mai facile, figuriamoci farlo subito, immediatamente; lo puoi fare se ti accorgi di essere di fronte a qualcosa di grande, di enorme, che può valere immensamente di più.
No, il loro "subito" non è istintività, come la mia, ma è certezza, sicurezza; è Amore.
Forse quel vide fa la differenza, perchè il vedere di Gesù non è di certo il mio, e loro in quell'essere visti si sono riconosciuti amati!
E se imparassi anch'io a vedere così, e a farlo subito?

Buona giornata!

martedì 29 novembre 2016

Martedì 29 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 10,21-24.

In quel tempo, Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto.
Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».
E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete.
Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l'udirono». 

 


E' bello che questo periodo di avvento mi offra questo brano di Vangelo subito nei primi giorni.
La prima parola che mi viene in mente pensando a questo tempo liturgico è Accogliere.
Ed è proprio quello che Gesù mi chiede oggi.
Mi invita a rompere tutte le mie idee i miei modi di fare preconfezionati per far spazio, per accogliere realmente la venuta di Dio.
L'istinto mi spinge a credere che posso conoscere Dio solo usando la testa, studiando tanti libri, conoscendone i dettagli. Lo studio sacro non fa certo male, ma devo stare attento perchè a volte il rischio è quello di credere di saper tutto, di voler possedere Dio, più che accoglierlo.
I piccoli di cui parla Gesù non sono "stupidi" ma sono i semplici, gli umili, loro cercano di accogliere Dio per quello che è, per come si rivela nella loro vita ed in quella dei fratelli.
Devo fare posto a Dio, accoglierlo nella mia vita, come una mamma che accoglie dentro di se, nel suo grembo, una vita che sta nascendo.

Buona giornata!!!

sabato 26 novembre 2016

Sabato 26 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 21,34-36.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso;
come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo». 




Oggi posso avere tutto, e tutto è a portata di mano.
Ma mi serve davvero questo tutto?
Se non so più riconoscere il volto del fratello che mi abita accanto, se penso di essermi fatto da solo e di poter fare tutto da solo, se sono convinto di poter bastare a me stesso; davvero questo tutto mi sta facendo bene?
Penso si possa un po' tradurre cosi questo brano.
Ho perso la scala delle priorità ed ora cose superficiali, a volte anche inutili, hanno preso il sopravvento su ciò che è veramente essenziale: la relazione con il Padre e quindi con i fratelli.
Gesù oggi m invita a tornare a quest'essenziale, vuole che torni a Lui, che mi riprenda del tempo per curare la nostra relazione e tutte le relazioni.
Quando è stata l'ultima volta che ho guardato negli occhi un fratello ed ho visto la presenza di Cristo?

Buona giornata e buon fine settimana!

venerdì 25 novembre 2016

Venerdì 25 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 21,29-33. 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Guardate il fico e tutte le piante;
quando gia germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l'estate è vicina.
Così pure, quando voi vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità vi dico: non passerà questa generazione finché tutto ciò sia avvenuto.
Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno». 

 

 


"Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno"
Me ne rendo davvero conto dell'importanza e della grandezza della scrittura?
Più esplicito di così Gesù non poteva esserlo e mi ha mostrato quanto sia importante ascoltare la Parola ogni giorno.
E' proprio per questo che cerco di dedicare un tempo, quotidianamente, per leggere e lasciar risuonare in me questo dono.
Eppure mi accorgo che a volte posso strumentalizzarla, posso usarla come mezzo per giungere al "fine" che interessa a me.
Questo è un grande pericolo, dal quale non siamo mai esenti. Non è facile comprendere veramente cosa il Signore voglia dirci attraverso questa sua Parola.
Ma proprio per questo è importante fermarmi ogni giorno, dedicarle tempo ed attenzione, per accoglierla, lasciarla risuonare, e permetterle di trasformarmi.
Cambio io, ma cambia anche il mio modo di vedere il Padre, i fratelli, il mondo.
E' una Parola che mi trasforma, e rende tutto più bello!

Buona giornata!


giovedì 24 novembre 2016

Giovedì 24 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 21,20-28. 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che la sua devastazione è vicina.
Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli in campagna non tornino in città;
saranno infatti giorni di vendetta, perché tutto ciò che è stato scritto si compia.
Guai alle donne che sono incinte e allattano in quei giorni, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo.
Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti,
mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». 

 

 


"alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina"
Anche nei momenti peggiori, dove tutto sembra finito, senza più speranza, Gesù mi invita a confidare in Lui, a non abbattermi, ma a sollevare il capo.
La liberazione avviene per mezzo dell'amore. La salvezza che mi ha donato non a caso arriva da un atto d'amore estremo: la croce.
E' un indicazione anche per me: per giungere a Cristo devo prima lasciarmi liberare da Lui.
Libero da tutte le mie angosce, i miei tormenti, le mie paure. Lui sulla croce le ha vinte tutte.
Devo fare lo stesso con i fratelli se voglio renderli partecipi di questa dono; accoglierli ed essere strumento di liberazione per il Signore. Solo allora riusciranno a sollevare il capo e vedere il Suo volto.
Quante schiavitù che ci sono nel mondo di oggi! Abbiamo ricercato la libertà più assoluta, ed invece siamo diventati schiavi noi, ed abbiamo reso schiavi molti fratelli più poveri.
Abbiamo davvero bisogno di questa Tua liberazione Signore!

Buona giornata!

mercoledì 23 novembre 2016

Mercoledì 23 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 21,12-19.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.
Questo vi darà occasione di render testimonianza.
Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa;
io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi;
sarete odiati da tutti per causa del mio nome.
Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà.
Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime». 

 

 

 

"Questo vi darà occasione di render testimonianza."
Certo il contesto oggi è cambiato. Qui Luca scriveva il suo Vangelo durante un periodo di persecuzioni nei confronti dei cristiani.
Quello di cui scrive ci sembra lontano, ma purtroppo anche oggi ci sono dei fratelli chiamati a testimoniare con il sangue il loro essere cristiani.
Io qui in Italia sono tranquillo, al sicuro, ma non da meno sono chiamato a "render testimonianza".
Forse non sono chiamato a testimoniare con il sangue, ma mi è chiesto di testimoniare con credibilità.
Il Signore mi invita ad essere un testimone credibile della sua Parola.
Che testimone sono se annuncio il Vangelo con tristezza come se fosse una tragedia? o se lo annuncio ma vivo nel lusso? o se per una parola subito mi arrabbio ed "attacco"? o se incontro un fratello bisognoso per strada lo evito come fosse un pericolo?
Credo sia questa la testimonianza che il Signore mi chiede e spesso mi rendo conto di quanto impegnativo sia e quanto io sia inadeguato e lontano dal potermi definire cristiano.
Per fortuna c'è la sua grazia!

Buona giornata!

martedì 22 novembre 2016

Martedì 22 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 21,5-11.

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, Gesù disse:
«Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?».
Rispose: «Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossimo"; non seguiteli.
Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine».
Poi disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno,
e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo». 

 

 

Secondo me Gesù non ha risposto alla domanda che gli viene posta.
Anzi sposta l'attenzione su un'altra cosa: 
Guardate di non lasciarvi ingannare.
E quest'invito è validissmo anche oggi, forse ancor di più!
Quanti si spacciano per santoni, o nuovi profeti, o dicono di avere visioni  e parlare in nome di Dio?
Ed anche io quante volte rischio di essere un "falso profeta", di  portare qualcosa che credo io, delle mie idee, ma che non sono quelle di Dio.
Gesù mi chiede di essere intelligente, di stare attento e discernere quale è davvero la sua voce e quale no.
Altrimenti rischiamo di cadere in assurde credulonerie, che ci aggiungono ansie su ansie,paure su paure; e ci fanno vivere terrorizzati da qualcosa che non esiste nemmeno, ma è solo la proiezione di alcune nostre fantasie.
Questo non è certo il Signore!
Oggi mi chiede  la serenità, la capacità dell'affidamento anche nelle situazioni più difficili.
Affidamento che non è un "lasciar correre" ma spendere bene le mie energie sapendo "a chi ho donato la mia fiducia"

Buona giornata!

sabato 19 novembre 2016

Sabato 19 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 20,27-40. 

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la risurrezione, e gli posero questa domanda:
«Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio fratello.
C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli.
Allora la prese il secondo
e poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli.
Da ultimo anche la donna morì.
Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie».
Gesù rispose: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito;
ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito;
e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio.
Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe.
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene».
E non osavano più fargli alcuna domanda. 

 

 

 Quanti inutili, sterili legalismi!
Invece di gioire per un Dio che non vuole lasciarci nelle mani della morte donandoci la resurrezione, c'è chi si impegna a creare i casi più impossibili perchè diffidente.
E ci capita anche oggi.
Quante volte mi fermo a ragionare per ore, su un "se però ..." o un "ma...." o un "metti il caso che...".
L'amore non può essere ragionato, l'amore quello vero è totalmente irragionevole. Figuriamoci poi l'amore di un Padre che non vuole lasciare i suoi figli nelle braccia della morte, ma li riaccoglie a nuova vita.
"Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui"
No, non lo è proprio e non lo sarà mai il Dio dei morti, nonostante a volte io faccio di tutto per non rendermene conto.
Non mi resta che gioire scoprendo di essere avvolto nel caldo abbraccio del Padre della vita.

Buona giornata e buon fine settimana!

venerdì 18 novembre 2016

Venerdì 18 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 19,45-48. 

In quel tempo Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori,
dicendo: «Sta scritto: La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!».
Ogni giorno insegnava nel tempio. I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo perire e così anche i notabili del popolo;
ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue parole. 

 


Siamo verso la fine della vita di Gesù, poco prima della Passione e Resurrezione.
Questo è uno dei pochi brani presenti in tutti e quattro i Vangeli. Credo che, questa scena,  deve aver impressionato talmente tanto i discepoli da aver impresso indelebilmente nelle loro menti e nei loro cuori queste parole.
Per loro deve essere stato qualcosa di importante se poi tutti ne hanno parlato.
Eppure chi aveva "torto" era Gesù!
Mi spiego: non era infrangere la legge vendere  animali nel Tempio, questi servivano per i sacrifici.
Gesù credo voglia mettermi in guardia dalle mie quotidiane ipocrisie. Quando voglio fare i miei interessi, un aggancio, un cavillo lo trovo sempre.
Da notare che vogliono uccidere Gesù, per quello che dice, ma non lo fanno perchè il popolo ascolta le sue parole.
Quante volte nella mia vita, i miei interessi personali hanno la priorità su tutto e su tutti? Quante volte anche io per agevolare me stesso, tolgo la voce al fratello?

Buona giornata!

giovedì 17 novembre 2016

Giovedì 17 Novembre Santa Elisabetta d'Ungheria

Dal vangelo secondo Matteo 25,31-40 

 In quel tempo, Gesù disse:
«
Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra:
Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.

Allora i giusti gli risponderanno:
Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?

Rispondendo, il re dirà loro:
In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me».

 

 

 

Mi sa che non c'è molto da dire di fronte a questo brano di Vangelo.
La riflessione è immediata ed istintiva, e la domanda che nasce è semplicemente una: Ed io ho servito il Signore nei miei fratelli più piccoli?
E su alcune cose è lapidario, specie per noi oggi. Passi il dar da mangiare agli affamati, o il bere agli assetati, o il visitare i malati; ma ospitare lo straniero? o visitare i carcerati?
Questi ultimi non ci interessano, se la sono cercata, è solo  un problema loro.
E degli stranieri  non ne vogliamo proprio sapere, basta sono troppi!
Gesù è molto chiaro: 
"Benedetti ... ricevete in eredità il Regno ..... perchè ero straniero e mi avete accolto"
 e poco dopo:
"Maledetti ... lontano da me .... perchè ero straniero e non mi avete accolto"
 L'altro non è un problema!
Gesù mi chiede di cambiare sguardo e riconoscere nel fratello la sua presenza.
Questo mi chiede molto perchè allora il fratello non è più "solo" un problema da risolvere (troppo spesso anche le realtà caritative ragionano così) ma è la possibilità d'incontro con il mio Dio.
Ed allora non basta semplicemente portargli quello di cui ha bisogno (possiamo dare qualcosa a Dio) ma devo mettermi io in ascolto, lasciarmi evangelizzare da Lui.
Lasciarmi evangelizzare dai poveri!

Buona giornata!

mercoledì 16 novembre 2016

Mercoledì 16 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 19,11-28.

In quel tempo, Gesù disse una parabola perché era vicino a Gerusalemme e i discepoli credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro.
Disse dunque: «Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare.
Chiamati dieci servi, consegnò loro dieci mine, dicendo: Impiegatele fino al mio ritorno.
Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono dietro un'ambasceria a dire: Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi.
Quando fu di ritorno, dopo aver ottenuto il titolo di re, fece chiamare i servi ai quali aveva consegnato il denaro, per vedere quanto ciascuno avesse guadagnato.
Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine.
Gli disse: Bene, bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città.
Poi si presentò il secondo e disse: La tua mina, signore, ha fruttato altre cinque mine.
Anche a questo disse: Anche tu sarai a capo di cinque città.
Venne poi anche l'altro e disse: Signore, ecco la tua mina, che ho tenuta riposta in un fazzoletto;
avevo paura di te che sei un uomo severo e prendi quello che non hai messo in deposito, mieti quello che non hai seminato.
Gli rispose: Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato:
perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi.
Disse poi ai presenti: Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci
Gli risposero: Signore, ha gia dieci mine!
Vi dico: A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
E quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me».
Dette queste cose, Gesù proseguì avanti agli altri salendo verso Gerusalemme. 

 



"Avevo paura di te"
Uno dei peccati che ci perseguita fin dall'inizio della storia!
Dalla Genesi quando Adamo dopo aver mangiato la mela, si nasconde ed a Dio che lo chiama dice "Ho avuto paura"; fino ai giorni nostri dove questa "paura" è diventato il metro, l'unità di misura di tutto: relazioni, sicurezza, vita.....
E pensandoci è ancora più assurdo perchè qui sto dicendo "Avevo paura di te" a Dio, non ad un altro uomo che potrebbe volere il mio male.
Ha un senso questa paura di Dio? Si deve aver paura di Lui?
Essa mi blocca, mi richiude in me stesso, non mi permette di vivere, anzi mi illude di poter vivere restando nascosto, protetto come quella "mina nel fazzoletto".
Ma questo non è vivere, è sopravvivere!
La cosa che più mi ha colpito del discorso che papa Francesco ha fatto, un paio di settimane fa ad un incontro a cui ho partecipato, è stato un passaggio in cui diceva che "il vero terrorismo oggi non è quello religioso, ne quello di un popolo verso un altro; ma è il terrorismo della paura".
La cosa triste di quella mina nascosta nel fazzoletto, è che rimane sprecata, inutilizzata e senza frutto. Io nascosto dietro le mie false sicurezze resto vuoto, sterile, perso. Fare così è proprio l'esatto opposto della vita di Gesù che è stata donazione.
Signore ti prego, fa che noi cristiani smettiamo di aver paura di tutto e di tutti!

Buona giornata!

martedì 15 novembre 2016

Martedì 15 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 19,1-10. 

In quel tempo, Gesù entrato in Gerico, attraversava la città.

Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco,cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura.Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.

Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.

Vedendo ciò, tutti mormoravano: «E' andato ad alloggiare da un peccatore!».Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto».

 Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto». 

 



"Lo accolse pieno di gioia"
Una gioia insperata. Di certo si aspettava di tutto Zaccheo, tranne che Gesù si autoinvitasse a casa sua!
Zaccheo ha coscienza di se, sa di essere un peccatore, ma ha due enormi qualità:
  • non si crede un rifiutato da Dio, perduto per sempre.
  • agisce senza paura dei suoi limiti, di quello che pensano gli altri, di tutto. Agisce subito.
Devo proprio imparare da Zaccheo, perchè spesso io mi fermo, mi blocco, il giudizio altrui mi pesa e mi fa credere che davvero Dio vuole tenersi alla larga da me perchè sono peccatore.
Come Zaccheo devo tornare a riconoscermi un "peccatore amato". Amato da Gesù senza se e senza ma, amato nonostante tutti i miei limiti, ma anche per tutte le cose belle.
Amato perchè figlio!
"Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto"
 Questo è il centro di tutto: siamo perdonati perchè figli Suoi, siamo amati perchè ci è Padre!

Buona giornata!

sabato 12 novembre 2016

Sabato 12 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 18,1-8.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«C'era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno.
In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario.
Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno,
poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi».
E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto.
E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare?
Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». 

 

 

 Nel brano che la Liturgia  oggi ci offre mi colpiscono, in particolare, due passaggi.

 "la necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai"
E' una richiesta impegnativa!
Forse Gesù non vuole dirmi di pregare 24 ore su 24, ma mi invita alla fedeltà nella preghiera anche quando, apparentemente, sembra non portare frutto.
Quante volte mi scoraggio, abbandono la preghiera, perchè non vedo una realizzazione delle mie richieste!
Quel "senza stancarsi mai" mi invita a perseverare, ed a comprendere che non è inascoltata, ma forse il Signore sa che la mia richiesta non corrisponde al mio bene o a quello dei fratelli.
Poco dopo è chiaro su questo punto: se quel giudice cattivo e disonesto ascolta la vedova per la sua insistenza, vuoi che il Padre che è buono non ascolti  i suoi figli?
Un altro passaggio che mi interroga è la richiesta della vedova:
 "Fammi giustizia"
Questa frase è "inflazionata" in questo brano, ritorna ben 4 volte!
La richiesta di questa vedova è leggitima, non chiede nessun favore personale, anzi la sua richiesta è in linea con una delle beatitudini pronunciate da  Gesù!
Ed allora mi domando: Io cosa chiedo al Signore? le mie richieste sono evangeliche o solo per interesse personale?

Buona giornata e buon fine settimana!

giovedì 10 novembre 2016

Giovedì 10 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 17,20-25.

In quel tempo, interrogato dai farisei: «Quando verrà il regno di Dio?», Gesù rispose:
«Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse ancora ai discepoli: «Verrà un tempo in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell'uomo, ma non lo vedrete.
Vi diranno: Eccolo là, o: eccolo qua; non andateci, non seguiteli.
Perché come il lampo, guizzando, brilla da un capo all'altro del cielo, così sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno.
Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga ripudiato da questa generazione». 

 

 

Il Regno di Dio è in mezzo a noi!
Ma è proprio sicuro Gesù? Non è che si è sbagliato? Forse l'ha sparata un po' grossa!
Solo le cose che ci balzano nella testa a sentire questa sua affermazione, perchè sembra di vedere proprio di tutto nel mondo, ma non la realizzazione del Regno di Dio.
Forse però non  è perchè non c'è, ma perchè preferisco non vederlo, è molto più comodo così!
Vivere e contribuire al Regno è molto impegnativo, mi chiedo di cambiare vita totalmente, di cambiare modo di relazionarmi con tutti.
Come nella prima lettore dove Paolo chiede a Filemone di non essere più padrone, ma di riaccogliere il suo schiavo come fratello, perchè anche lui cristiano.
In fondo, in fondo, non lo vogliamo mica il Regno di Dio, troppi impegni, troppa fatica.... Vorrebbe dire accogliere tutti i fratelli che migrano, aiutare tutti quelli che sono nel bisogno anche tossicodipendenti ed alcolizzati, ri-accogliere chi ha commesso reati, rinunciare alla guerra, alle armi e vivere la pace.
Ma il Regno di Dio è già qui e per quanto ci proveremo non riusciremo a fermarlo, conviene fermarsi, provare a cambiare direzione, ed iniziare ad usare il cuore.

Buona giornata!

mercoledì 9 novembre 2016

Mercoledì 9 Novembre Dedicazione della Basilica Lateranense

Dal Vangelo secondo Giovanni 2,13-22.

Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco.
Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi,
e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato».
I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora.
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?».
Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».
Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?».
Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. 

 

 

Il tempio non è più un edificio fisico, ora il tempio è Gesù, il Suo Corpo!
Per me è molto bello vedere tutta l'umanità di Gesù, che prorompe contro chi tenta di "far passare" per devozione o fede, quelli che sono interessi personali ed economici.
Lui ribalterà completamente questa modalità con la croce, essa è esattamente l'opposto dell'interesse personale, è totale donazione.
Anche la Resurrezione sarà un segno tangibile che il Suo Corpo è il tempio che dobbiamo adorare, lo fa capire Lui stesso quando dice:  
"Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere"
Dice "risorgere" non ricostruire! Chiaramente sta indicando la sua futura Resurrezione.
Questo brano ci è donato oggi per ricordare la dedicazione della Basilica di San Giovanni in Laterano, cattedra del Papa. Oggi Gesù ci dice che egli stesso è la Basilica, e noi con Lui.
Mi viene in mente quando un giovane chiese a Don Tonino Bello la differenza tra Basilica Maggiore e Basilica Minore e lui rispose:
"Vedi, Basilica Minore è quella fatta di pietre. Basilica Maggiore è quella fatta di carne. L’uomo, insomma. Basilica Maggiore sono io, sei tu! Basilica Maggiore è questo bambino, è questa vecchietta, è il povero ubriaco che incontro davanti all'episcopio"
Devo imparare a prendermi più cura delle Basiliche Maggiori!

Buona giornata!! 

martedì 8 novembre 2016

Martedì 8 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 17,7-10.

In quel tempo, Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà quando rientra dal campo: Vieni subito e mettiti a tavola?
Non gli dirà piuttosto: Preparami da mangiare, rimboccati la veste e servimi, finché io abbia mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai anche tu?
Si riterrà obbligato verso il suo servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare». 

 

 

Il Signore non vuole che io diventi un "cristiano per contratto".
La mia relazione con il Padre non può e non deve essere un dare per ricevere, perchè verrebbe meno l'amore, diventerebbe un dovere.
Gesù con la sua vita mi mostra che la scelta di servire è per amore e non per guadagnare qualche ricompensa, se cerco di vivere il Vangelo perchè ho paura dell'inferno e voglio salvarmi, forse non ho compreso appieno il messaggio del Padre per me, per la mia vita.
Si serve ma per amore!
Gesù si è chinato e mi ha lavato i piedi per amore, e salito su quella croce per amore. 
Se io servo per ottenere una ricompensa, quello non è più amore, ma un lavoro, un dovere, o qualcos'altro.
Nel Cantico dei cantici c'è una frase molto illuminante su questo: 
"Se qualcuno provasse a comprare l'amore con le sue ricchezze otterrebbe solo il disprezzo" (Ct 8,7)
Tentare di comprare, o meritare l'amore di Dio o dei fratelli è davvero triste.
L'amore non si compra, si accoglie.

Buona giornata!

lunedì 7 novembre 2016

Lunedì 7 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 17,1-6. 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «E' inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono.
E' meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli.
State attenti a voi stessi! Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli.
E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai».
Gli apostoli dissero al Signore:
«Aumenta la nostra fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe». 

 



Ahia! Che botta anche oggi che mi da Gesù!
"Guai a colui per cui avvengono scandali"
Non è lo scandalo a cui siamo abituati a pensare, il gossip, ma è l'inciampo quello che ostacola il cammino. Guai a chi ostacola il cammino verso il Signore!
Quante volte io sono stato un ostacolo nel cammino di fede di un fratello? Quante volte qualcuno vedendo la mia vita, non ha provato attrazione verso Gesù, ma diffidenza?
L'ho già citato una volta, Papa Francesco in un incontro ai religiosi disse che "le persone si convertono per attrazione e non per proselitismo".
Se la mia testimonianza è credibile, tutti ne sono inevitabilmente coinvolti.
Se un tuo fratello pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai.
Altra botta colossale! Perchè il perdono che mi chiede non è lassismo, o lasciar perdere, o quieto vivere; si chiama amore, vero, concreto!
Una volta, a dei ragazzi ho detto che una persona che ci ha ferito non deve sentirsi da noi solo perdonata, ma perdo-Amata. Cambia tutto, non è la stessa cosa.
Dirlo a parole è davvero facile, spero che il Signore mi insegni a viverlo!

Buona giornata!

venerdì 4 novembre 2016

Venerdì 4 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 16,1-8. 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «C'era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi.
Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore.
L'amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno.
So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua.
Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo:
Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d'olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta.
Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta.
Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce». 

 


Sono onesto questo Vangelo mi ha sempre un po' infastidito, e forse lo fa tuttora!
Provo a condividere quello che mi ha suscitato, cercando di accantonare o di non focalizzarmi troppo su questa mia "fatica"
L'invito che mi viene rivolto è quello ad essere furbo, ma va usata bene questa furbizia.
Non è per accumulare beni materiali, o per ottenere vantaggi, ma per crescere nella relazione con il Padre.
Essere furbo, cioè imparare a riconoscere ciò che è utile e ciò che non lo è, quel che fa bene e quel che fa male. Saper discernere per scartare ciò che mi allontana da Dio e dai fratelli.
Forse mi trovo in difficoltà leggendo questo brano perchè la mia idea di furbizia è negativa, ma il Signore oggi mi mostra che esiste anche una furbizia positiva che può fare del bene a me ed ai fratelli.

Buona giornata

giovedì 3 novembre 2016

Giovedì 3 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca 15,1-10.

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.
I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro».
Allora egli disse loro questa parabola:
«Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?
Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento,
va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta.
Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione.
O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova?
E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta.
Così, vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». 

 

 

 

 C'è una contrapposizione evidente in questo brano: la rabbia dei farisei che mormorano, ed invece la gioia dei personaggi delle parabole di Gesù.
Lo stesso evento provoca reazioni totalmente opposte.
Non è che i farisei odiassero i peccatori, ma per loro un peccatore deve andare verso Dio, essere punito per il suo peccato, fare delle opere per espiarlo.
Gesù invece mi mostra un Dio che fa il percorso esattamente opposto!
Proprio perchè sono peccatore, Lui viene in cerca di me! E quando mi ha trovato non si preoccupa di darmi punizioni o rimproveri, ma mi mette in spalla tutto contento.
Immaginate la loro reazione a sentire queste parole. Che poi è la stessa che ho io quando mi credo tanto bravo e giusto e mi sento dire: 
ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione
Anche qui ho bisogno di cambiare prospettiva, per comprendere. Io sono sempre attento a guardare dal punto di vista del peccatore, invece devo guardare da quello di Dio.
Questo cambio mi offre due grandi doni: per prima cosa riconosco che quel peccatore è innanzitutto un mio fratello; ma soprattutto riconosco che quel peccatore sono io.

Buona giornata

 

mercoledì 2 novembre 2016

Mercoledì 2 Novembre Commemorazione di tutti i fedeli defunti

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6, 37-40)

In quel tempo, Gesù disse alla folla:

«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno.

Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».

 

 

Questo brano di Vangelo l'abbiamo incontrato qualche giorno fa, oggi però è accompagnato da una lettura di S. Paolo che voglio riportare:

Dalla lettera di san Paolo ai Romani 5, 5-11
Fratelli, la speranza non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di lui. Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
Non so se l'averlo incontrato da poco abbia influito, ma la mia meditazione stamani si è concentrata di più su questo brano.
Sono parole forti e ricolme di una parola che Paolo mette proprio all'inizio: Speranza.
Una Speranza che non delude.
E la mia fede nella Resurrezione si basa proprio su questa Speranza che crede nell'amore di Dio.
Se Cristo ha avuto la forza di morire per me, nonostante tutti i miei peccati e la mia lontananza, a maggior ragione ora posso sperare nella Sua Salvezza.
Ma proprio per non renderla una Parola astratta, devo comprendere che il Signore mi chiama ad essere come Lui, e quindi a cercare di amare i fratelli anche quando mi provocano un po' "la morte", quando mi fanno soffrire, quando mi feriscono.
Io sono abituato ad accusare chi sbaglia (gli empi di cui parla Giovanni), li critico, ed a volte li escludo. Gesù non ha fatto questo, quando io ero peccatore (e lo sono tutt'ora) è morto per me.
Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
C'è ancora molto da camminare, altro che mettermi dalla parte dei giusti!

Buona giornata!