Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

venerdì 30 settembre 2016

Venerdì 30 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 10,13-16.

In quel tempo, Gesù disse: «Guai a te, Corazin, guai a te, Betsàida! Perché se in Tiro e Sidone fossero stati compiuti i miracoli compiuti tra voi, gia da tempo si sarebbero convertiti vestendo il sacco e coprendosi di cenere.
Perciò nel giudizio Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafarnao, sarai innalzata fino al cielo? Fino agli inferi sarai precipitata!
Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me. E chi disprezza me disprezza colui che mi ha mandato». 



Ascoltare o disprezzare.
Gesù oggi mi indca quale atteggiamento rischio o vivo nei suoi confronti: o l'ascolto o il disprezzo.
Certo non serve un genio a capire che la differenza è significativa, perchè può portare a effetti completamente differenti.
Naturalmente per me oggi questa diventa una domanda: io ascolto o disprezzo?
Sopratutto  nei confronti della Parola, alla quale mi approccio quotidianamente. Io la ascolto o la disprezzo?
Ricordo che anni fa un ragazzo mi disse: "Ma come fai a credere al Vangelo, è come se io credessi alle favole di Andersen". Non penso volesse disprezzare la Parola, ma sono quasi certo che non l'ha mai ascoltata (anche per colpa di chi come me non l'aveva mai portata a lui).
Forse l'aveva sentita, ma mai ascoltata; perchè altrimenti avrebbe colto la bellezza di una Parola pronunciata anni fa, ma che parla a lui ora e qui.
Ma noi credenti, noi che ci professiamo cristiani, che rapporto abbiamo con la Parola? La ascoltiamo o ci limitiamo a sentirla? La spezziamo con gli altri?
Credo che anche il non lasciarmi coinvolgere, ed il non condividerLa, a volte è quasi un disprezzarla!

Buona giornata!

giovedì 29 settembre 2016

Giovedì 29 Settembre Santi Arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele

Dal Vangelo secondo Giovanni 1,47-51. 

In quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità».
Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico».
Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!».
Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo». 

 

 

Ma gli angeli sono cose da bambini dai!
Oggi questa è un obiezione che sento dire spesso. Va bene credere molte cose ma gli angeli è troppo!
Leggendo questo brano oggi mi chiedevo "cosa penso io degli angeli"?
Credo siano un aiuto concreto nella mia vita, il modo di Dio di dirmi che non sono solo "nella giungla" ma ho un sostegno forte al mio fianco. E proprio questa concretezza non me li fa immaginare con le ali, quasi figure mitologiche, ma più come dei fratelli, come le persone che incontro ogni giorno.
Mi è subito venuto in mente quando, fino a pochi anni fa, ai "campi scuola" con i giovani vivevamo un "gioco" chiamato proprio L' Angelo.
Consisteva nel pescare un biglietto dove trovavi il nome di un altro ragazzo, o ragazza, e durante quel periodo tu dovevi essere per lui un angelo, prestargli cura, senza far scoprire la tua identità fino alla fine.
Ma io oggi ho imparato qualcosa da quel gioco? Sono angelo per i fratelli che vivono assieme a me? Presto cura e attenzione per qualcuno?
No, non penso proprio agli angeli con le alette, ma penso ai panettieri che ci regalano il pane per i poveri alla stazione, ai medici volontari che aiutano nel nostro ambulatorio, a chi si ferma anche solo qualche istante per chiedere a chi è in difficoltà "come stai? hai bisogno?".
Saran anche cose da bambini, ma io ne vedo spesso di angeli in questo mondo!

Buona giornata!

mercoledì 28 settembre 2016

Mercoledì 28 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 9,57-62. 

In quel tempo, mentre andavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre».
Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa».
Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio». 

 

A volte ci si trova di fronte un brano di Vangelo che sembra parli poco, o non dica proprio nulla di personale.
Oggi per me è un po' così, sono rimasto sul testo, l'ho meditato, ma proprio non riesco a capire cosa il Signore voglia dirmi, attraverso questa Sua Parola.
Non sono dispiaciuto, anzi, penso che ogni tanto ci voglia per evitare il rischio di credersi "propietari" di questa Parola. E' un dono immenso,  e spesso non me ne rendo nemmeno conto. Va curata e devo essere consapevole del rischio di manipolarla o farla diventare cosa "mia".
Le poche indicazioni che riesco a trarre da questo brano, riguardano il coraggio di lasciare.
Non credo però che il Signore voglia che io abbandomi i miei cari, senza nemmeno salutarli, come sembrerebbe a colpo d'occhio. Penso voglia dirmi che devo avere il coraggio di lasciare le mie certezze, le mie sicurezze.
I beni materiali ed i legami affettivi lo sono, mi danno molte garanzie.
Gesù forse mi chiede di andare oltre, mi chiede di osare perchè posso trovare un di più.
Devo avere il coraggio di lasciare e rischiare tutto per Lui.
Devo poter dire: "So a chi ho dato la mia fiducia".

Buona giornata!

martedì 27 settembre 2016

Martedì 27 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 9,51-56.

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui Gesù sarebbe stato tolto dal mondo, egli si diresse decisamente verso Gerusalemme
e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui.
Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?».
Ma Gesù si voltò e li rimproverò.
E si avviarono verso un altro villaggio. 

 

Per capire almeno un minimo la reazione di Giacomo e Giovanni bisogna conoscere un particolare fondamentale.
C'era uno scontro al tempo di Gesù (fino ad oggi) tra Samaritani e Giudei osservanti, spiegarne i motivi è lungo e complesso, ci basta sapere che i Samaritani si rifiutavano di ricooscere quello di Gerusalemme come tempio ufficiale per il culto.
Per questo motivo rifiutavano il passaggio nelle loro terre ai Giudei chiaramente diretti verso il tempio, come Gesù nel Vangelo di oggi.
Per i Giudei i Samaritani erano considerati degli eretici a causa di questa e di altre posizioni teologiche. Per questo Giacomo e Giovanni hanno una reazione cosi "spropositata".
Gesù risponde in maniera decisa alla loro affermazione: "si voltò e li rimproverò".
Perchè quella non è la sua logica! Gesù non vuole eliminare, ne escludere, nemmeno chi non lo accetta o lo rifiuta.
Infatti Lui con i Samaritiani ha sempre preferito l'incontro, il dialogo, allo scontro. Vedi la parabola del buon Samaritano, o i dieci lebbrosi guariti dove solo un samaritano torna a rendere grazie, o il bellissimo incontro con la Samaritana al pozzo.
Luca ci tiene a sottolineare questa dimensione universale di Gesù, infatti all'inizio del suo Vangelo pone la preghiera di Simeone che dice ".... i miei occhi han visto la Tua salvezza preparata da te davanti a TUTTI i popoli".
Ed allora mi chiedo: C'è qualcuno che escludo dal "tutti" della Salvezza? o su cui invoco "il fuoco dall'alto"? Sono io a giudicare chi è "dentro" e chi è "fuori"?
Non lo ha fatto Gesù, io chi credo di essere?

Buona giornata!!!

lunedì 26 settembre 2016

Lunedì 26 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 9,46-50.

In quel tempo, sorse una discussione tra loro, chi di essi fosse il più grande.
Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un fanciullo, se lo mise vicino e disse:
«Chi accoglie questo fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è grande».
Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci».
Ma Gesù gli rispose: «Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi». 

 

 

 

La mia relazione con il Signore è una relazione d'amore o d'interesse?
Questo brano si inserisce subito dopo quello di sabato dove Gesù annuncia per la seconda volta la sua ormai imminente Passione: "Mettetevi bene in testa...".
Ed i discepoli che hanno timore di chiedere spiegazioni cosa fanno subito dopo? Si mettono a discutere chi è il più grande tra loro.
Gesù dice che non è un re, un leader come pensano loro, ma essi sono comunque interessati ad un ruolo di prestigio.
E quante volte capita anche oggi, anche a me!
Una volta si diceva che in paese erano 3 le autorità: il sindaco, il medico, ed il prete.
Ecco a volte ho l'impressione che noi cristiani, e specialmente io, siamo più attenti a conservare questa autorità, piuttosto che curare una relazione d'amore con il Signore.
E' un matrimonio d'interessi! Io sto con te Signore, ti seguo, così avrò un ruolo importante nella società!
E questo ruolo non solo va mantenuto, ma difeso, con le unghie e con i denti:
"abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi"
Quindi vivo nella paura che qualcuno possa togliermi la mia autorità, la mia carica; e temendo tutto tengo tutti lontani e li vedo come un pericolo.
Signore aiutami a comprendere che l'unico pericolo per la fede, sono io quando chiudo le porte!

Buona giornata e buona settimana!

sabato 24 settembre 2016

Sabato 24 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 9,43b-45.

In quel tempo, mentre tutti erano pieni di meraviglia per tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini».
Ma essi non comprendevano questa frase; per loro restava così misteriosa che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento. 

 

 

 

Si ripete la situazione di ieri.
Siamo forse all'apice della "carriera" di Gesù, finalmente la gente lo segue e prova "meraviglia per tutte le cose che faceva".
Mi immagino quanto fossero felici ed orgogliosi i discepoli! Loro erano il su seguito, aveva il merito e l'onore di seguire un cosi grande maestro. Ma proprio sul più bello Gesù si ripete:
«Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini».
E con che forza lo rimarca "mettetevi bene in mente", come uno degli insegnamenti importanti.
Come può la croce, essere uno degli insegnamenti importanti? anzi sembra quasi che per Gesù sia il più importante!
Io so accettare ed accogliere la croce di Gesù? Ancora di più: io so accettare ed accogliere la mia croce?
Un Dio vincente non può finire sulla croce e capisco i discepoli che dopo questa frase "non comprendevano" ed "avevano paura".
Quante volte nella Scrittura troviamo persone che hanno paura e Dio (o chi per Lui) dice: "non temere".
Non devo temere, perchè a volte corro il rischio di credere che la croce sia la fine, invece è solo un passaggio. Un passaggio importante, fondamentale, obbligato; ma solo un passaggio che mi porta al vero finale.
E si chiama Resurrezione.

Buona giornata e  buon fine settimana

venerdì 23 settembre 2016

Venerdì 23 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 9,18-22. 

Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: «Chi sono io secondo la gente?».
Essi risposero: «Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò: «Ma voi chi dite che io sia?». Pietro, prendendo la parola, rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno.
«Il Figlio dell'uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno». 




In questo brano mi trovo di fronte ad un frande contrasto.
Pietro risponde alla domanda di Gesù affermando che Lui è "il Cristo di Dio", ma subito dopo il Signore gli chiede di "non riferirlo a nessuno" e annuncia la sua Passione.
Ma come Gesù è il Cristo di Dio tanto atteso, e mi chiede di non dirlo a nessuno?
E soprattutto come può il Cristo andare incontro al rifiuto ed essere messo a morte?
Penso che queste due cose si giustifichino a vicenda. Gesù si è il Cristo, Pietro ha risposto bene, o forse parzialmente bene, perchè Gesù vuol fargli capire che non è il Cristo che pensano loro, quello che risponde ai loro schemi, Lui deve essere messo a morte.Per questo è meglio che la gente capisca da sola che Cristo è Gesù senza che gli venga comunicato da altri che possono dare un'idea distorta.
Questa domanda la pone anche a me oggi: "ma tu chi dici che sono?".
Ma soprattutto mi chiede di uscire dai miei schemi, dai miei preconcetti, per incontrarlo e conoscerlo davvero.
Forse la risposta alla sua domanda è: "Non lo so ancora Signore, aiutami a scoprirlo giorno per giorno, affidandomi".

Buona giornata!

giovedì 22 settembre 2016

Giovedì 22 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 9,7-9.

In quel tempo, il tetrarca Erode sentì parlare di tutto ciò che accadeva e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risuscitato dai morti»,
altri: «E' apparso Elia», e altri ancora: «E' risorto uno degli antichi profeti».
Ma Erode diceva: «Giovanni l'ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?». E cercava di vederlo.

 


"Cercava di vederlo"
Erode cerca di vedere Gesù, ma perchè? Non perchè vuole incotrarlo, ma per curiosità, direi quasi per gossip, sente che tutti parlano di Lui ed allora vuole incontrarlo.
Infatti alla fine ci riuscirà, poco prima della sua morte Gesù viene mandato da Pilato ad Erode, ma da quest'incontro non cambia la sua vita, Erode lo schiernisce ma non ottiene nessuna risposta, anche perchè non si è fatto nessuna domanda.
A me invece questo brano provoca molte domande: Come guardo Gesù? Cerco di vederlo davvero o solo per curiosità come Erode? 
Tra l'altro Erode non esce mai incontro a Gesù, vuole vederlo, ma aspetta che sia Lui a venire; fin quando non lo conducono a palazzo non si incontreranno mai.
Io so uscire incontro a Gesù o pretendo che sia Lui a venire da me, senza poi riconoscerlo? 
Oggi posso incontrare ancora Gesù attraverso la Parola, i Sacramenti, la Carità (cioè l'amore) verso i fratelli.
La prima lettura tratta da Qoelet dice "Vanità delle vanità tutto è vanità". Il mio commentario aggiungeva stamattina: "Tutto è vanità, tranne la carità".
La carità mi porta fuori da me stesso, dalle mie vanità. Mi porta in strada dove incontro i fratelli e li anche il Signore che mi parla, ed allora ho occhi per vederlo e riconoscerlo.

Buona giornata! 

mercoledì 21 settembre 2016

Mercoledì 21 Settembre

Dal Vangelo secondo Matteo 9,9-13. 

In quel tempo, Gesù passando, vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli.
Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Gesù li udì e disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.
Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori»

 

 

Rimarrà per me, sempre sorprendente la scelta compiuta da Gesù. Il suo volere chiamare a se persone "improponibili".
Matteo lo è: un pubblicano, cioè un ebreo che si è messo al soldo dei nemici romani come riscossore di tributi.
Un peccatore pubblico in mezzo ad altri peccatori.
E Gesù che fa? Si mette in mezzo. Non per modo di dire ma proprio letteralmente, si fa talmente loro prossimo da mangiare assieme!
Certo anche io capisco la bontà, ma al massimo mi sbilancio in un saluto, una stretta di mano.
Mangiare assieme per me significa molto di più, vuol dire entrare nel contatto più pieno, una relazione profonda. Di solito non mangio assieme al primo che capita, ma ai miei cari, agli amici.
Il fare di Gesù da scandalo, non solo 2000 anni fa, un po' sconvolge anche me, oggi.
Non devo mai smettere di imparare cosa significhi: "Misericordia io voglio non sacrifici". 

Buona giornata!

martedì 20 settembre 2016

Martedì 20 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 8,19-21. 

In quel tempo, andarono a trovare Gesù la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.

Gli fu annunziato: «Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti».

Ma egli rispose: « Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica ». 

 

 

 

Certamente colpisce questa scena.
Luca non usa tratti forti come gli altri evangelisti, nel raccontare questo episodio. A differenza degli altri brani, qui non si vede una contrapposizione tra famiglia di sangue e "famiglia nata dall'ascolto".
Non si vede perchè secondo me non c'è.
Maria non è venuta per portarlo via, come si dice degli altri parenti. Io credo che sia venuta anche lei per ascoltare!
E' nato tutto da lì, da un ascolto!
Grazie al suo ascolto, Gesù è venuto nel mondo; è stata Maria la prima che ha ascoltato la Parola e l'ha messa in pratica.
E non si accontenta di averlo fatto una volta, capisce che quello è il suo stile di vita, lo vuole fare sempre.
Anche a me, oggi, è rivolto questo invito: Ascolta e metti in pratica.
Non basta solo l'ascolto, anzi quest'ascolto se è vero mi porta inevitabilmente al "mettere in pratica".
Mi porta dai fratelli, mi fa diventare "madre e fratello" come dice Gesù nel Vangelo.
Anche io oggi posso generare Gesù come Maria anni fa.

Buona giornata!!!

lunedì 19 settembre 2016

Lunedì 19 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 8,16-18. 

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
« Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce.
Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere ». 


 

 

Questo brano pur essendo molto breve, mi offre un infinità di riflessioni e domande!
Leggevo da un'esegeta che queste parole Luca le scrive anche come ammonizione per le comunità che circa 100 anni dopo (i Vangeli sono scritti circa in quel periodo) la nascita di Cristo, vivono alcune difficoltà nel testimoniare anche a causa delle persecuzioni.
Ma parlano anche a me oggi, 2000 anni dopo.
In me gli altri vedono la luce di Cristo? O sono il vaso che la tiene coperta?
"Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso".
Sono annunziatore del Vangelo o lo tengo per me? o credo che sia solo per pochi eletti, per la mia cerchia?
"Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato".
Ma l'ammonizione più importante che può dar vita a queste mie domande è:
"Fate attenzione dunque a come ascoltate".
Io come ascolto? anzi, io ascolto?
C'è una bella differenza tra il sentire e l'ascoltare!
Perchè il mio rischio è quello di voler ascoltare una dottrina, una teoria, un'ideologia. Gesù invece vuole che ascolto Lui: un uomo, il Dio fatto uomo.
E solo se ascolto davvero allora faccio risplendere la Sua luce e non la tengo certo nascosta.

Buona giornata e buona settimana a tutti!

sabato 10 settembre 2016

Sabato 10 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 6,43-49. 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non c'è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni.
Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo.
L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore.
Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico?
Chi viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile:
è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il fiume irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la rovina di quella casa fu grande». 




L'albero si riconosce dai frutti. Il cristiano si riconosce dalle opere.
Purtroppo capita troppo spesso di non pensare a questo, mi è più facile concentrarmi su quanto e come prego, ma il frutto di questa mia preghiera si vede nelle relazioni, nelle opere, nel vissuto.
Corro sempre il rischio di pensare che esista solo "l'ascolto" o il "non ascolto" della Parola. Il Signore oggi mi mostra un altro pericolo, non parla di questa differenza, entrambi gli uomini ascoltano ma uno mette in pratica, l'altro no.
Io metto in pratica la Parola?
Non è banale, ed è evidente. Gli altri si accorgono se quella Parola è solo ascoltata o anche accolta, vissuta. Se ne accorgono perchè cambia anche la loro vita.
Non 'cè quindi nessuna divisione tra preghiera ed azione, ma sono profondamente legate. La preghiera se è vera mi porta a compiere azioni (frutti) buone, queste azioni mi rendono stabile (fondamenta) nella mia preghiera.
Ma io che fondamento ho? Costruisco sulla sabbia o getto solide fondamenta?

Buona giornata e buon fine settimana!
La prossima settimana vivrò gli esercizi spirituali, quindi non pubblicherò il Vangelo, perchè mi godrò un po' di silenzio anche informatico. Vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera.  Un abbraccio a tutti.

venerdì 9 settembre 2016

Venerdì 9 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 6,39-42. 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt'e due in una buca?
Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro.
Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo?
Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello». 

 

 

 

Colpito e affondato!
Che bella batosta che mi da oggi Gesù con la Sua Parola.
La prima lettura parla dell'importanza dell'annuncio. Credo che questo Vangelo voglia mettermi in guardia da una modalità sbagliata per compiere quest'opera.
A me viene molto facile il giudizio, verso tutto e verso tutti. Sono molto ironico, a volte pungente, e noto facilmente i limiti ed i difetti degli altri.
Ma i miei? Di me stesso cosa noto? Sono consapevole di avere anche io dei limiti e dei difetti?
Gesù nel Vangelo di oggi non mi invita ad una passività, non nega che ci sia la pagliuzza nell'occhio del fratello, e non dice che è sbagliato volerla togliere; ma mi chiede: "Il tuo occhio è chiaro, pulito per vedere bene? Altrimenti come fai a pulire gli occhi altrui? farai solo danno!".
Credo che la parola chiave che oggi mi suggerisce è: l'esempio.
Lo diceva bene san Francesco per quanto riguarda l'annuncio: "Predicate il Vangelo, se necessario anche con parole!".
La parola viene dopo, prima viene l'esempio, perchè mi permette di notare subito la trave del mio occhio e rimuovendo questa, posso aiutare il fratello a togliere la sua pagliuzza utilizzando la delicatezza che è servita  a me poco prima!
Questo grido, "ipocrita" mi risveglia dal mio torpore e dal mio credermi sempre dalla parte giusta! Meno male, sia benedetto questo grido!

Buona giornata!!

giovedì 8 settembre 2016

Giovedì 8 Settembre Natività della Beata Vergine Maria

Dal Vangelo secondo Matteo 1,1-16.18-23.

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.
Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli,
Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram,
Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn,
Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse,
Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa,
Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asàf,
Asàf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia,
Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia,
Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia,
Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabèle,
Zorobabèle generò Abiùd, Abiùd generò Elìacim, Elìacim generò Azor,
Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd,
Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe,
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.
Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
"Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele", che significa Dio-con-noi. 

 

 

L'impressione iniziale leggendo questo brano è: oggi è difficile riconoscere dove questa Parola parla a me.
La genealogia iniziale può essere percepita come un elenco sterile che ha poco a che fare con la mia vita.
Confesso che per me non è così, anzi,  questo è uno brani che riprendo più spesso. Perchè?
Leggere la genealogia di Gesù mi da pace, e serenità, mi riporta a terra all'umanità.
Credo che Dio voglia dirmi proprio questo: non ha paura a prendere su di Sè la mia storia, con le sue bellezze e ele sue brutture.
Questa genealogia non riguarda solo la storia di Gesù, ma anche la mia!
Se guardo bene in quell'elenco c'è un passato glorioso (Abramo, Isacco, Giacobbe.....), ma c'è anche un passato di cui non andare fieri (la storia di Tamar, o Salomone figlio di un adulterio), insomma c'è molta umanità.
Dio non è venuto nel mondo passando attraverso una storia preconfezionata, tutta d'oro, ma passando attraverso l'umanità di tutti gli uomini. Anche la mia.
Quindi accoglie anche la mia storia con le sue gioie e i suoi dolori, con le cose belle e quelle meno belle, cura le ferite e gioisce per le mie bellezze.
Ma come mai? 
Lo dice l'angelo a Giuseppe: 
-Primo "Non temere" non avere paura Maichol di quello che hai vissuto, della tua storia.
-Secondo "Emmanuele Dio con noi" c'è già nel nome il suo desiderio più grande, non essere un Dio fuori dalla storia, ma un Dio con noi, in mezzo a noi.
- Terzo "egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati" è la sua missione, il motivo per cui si fa Dio con me.

Buona giornata!

mercoledì 7 settembre 2016

Mercoledì 7 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 6,20-26. 

In quel tempo, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:
«Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete.
Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v'insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell'uomo.
Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi, perché avete gia la vostra consolazione.
Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.
Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.»

 

 

Chissà come ci son rimasti i discepoli, tra l'altro scelti poco prima, nel sentire il Maestro dire loro queste parole.
Io ne sarei rimasto sconvolto, perchè lo rimango tutt'ora.
Questa non è una Parola facile da accogliere. Cosa mi chiede Gesù?
Per me la ricchezza di cui parla non è solo quella materiale, ma vuole che mi spogli di me stesso, dal mio credermi ricco, migliore di altri, sazio di me. 
Anche quella di San Francesco non è stato solo una spoliazione materiale, che riguardava le sue vesti e i suoi beni.
Come viene detto di Lui nell'inno ai Filippesi di San Paolo "Gesù Cristo...spogliò se stesso". 
Ecco penso voglia chiedermi questo! 
Ma a quale pro?
Per riconoscermi povero, cioè bisognoso di Lui, affamato di Lui, desideroso di Lui.
Spogliandomi di me stesso, posso accorgermi che di una cosa sola ho bisogno: Lui.
Solo vivendo questo posso accogliere e vivere le parole più sconvolgenti di questo brano, quelle che parlano di persecuzione ed odio che possiamo subire a "causa" Sua.
Solo vivendo questo facciamo il passaggio da falsi profeti, osannati da tutti, ma portatori di un messaggio falso che viene da se stessi; e veri profeti, perseguitati perchè portatori di un messaggio che viene dal Padre e parla d'amore.
Questo messaggio ancora oggi fa paura e causa persecuzione, perchè oltre a cambiare noi stessi, può cambiare il mondo.

Buona giornata!

martedì 6 settembre 2016

Martedì 6 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 6,12-19. 

In quei giorni, Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione.
Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli:
Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo d'Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C'era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed esser guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti immondi, venivano guariti.
Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che sanava tutti. 

 

 

"Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione"
Questa frase mi mette subito a disagio, perchè mi interroga: quante volte io prima di fare qualcosa, prima di agire, mi fermo in silenzio a pregare?
Non è un dettaglio, cambia completamente il mio agire, questo fermarsi a pregare.
Gesù ripete questa modalità prima di ogni azione, scelta importante. Prima di compierla si ritira in disparte in preghiera.
E la scelta di oggi non è di poco conto, tra tutti i discepoli che lo seguono, sceglierne dodici che stiano con Lui, fianco a fianco.
E dopo aver passato tutta la notte in preghiera chi sceglie?
La logica vuole che per un ruolo così importante si scelgano i migliori, gente competente, tipo i farisei o qualche dottore della legge; tra quei discepoli che lo seguivano sicuramente c'erano anche loro,come ad esempio Nicodemo.
Invece Gesù chiama a sè uomini come Pietro, che fino all'ultimo faticherà a capire e lo rinnegherà. O come Giacomo e Giovanni che mentre Lui annuncia le sofferenze che subirà a Gerusalemme, loro gli chiedono un ruolo di prestigio alla sua destra. O come Matteo, pubblicano, che riscuoteva tributi per i romani ed era considerato perciò un traditore della fede ebraica. O come Simone, uno zelota, frangia estremista che usava la violenza per liberarsi dei Romani. O Giuda che lo tradirà ....
Una notte di preghiera e sceglie degli uomini. Non tra i peggiori, ma di certo nemmeno tra i migliori.
Allora anche io con tutti i miei limiti e gli errori che commetto posso essere chiamato per stare al suo fianco.
Ed io che giudico chi mi vive accanto, so guardare con gli occhi di Gesù, so guardare oltre, so usare il suo sguardo d'amore?
Io vedo troppo spesso il "grigio" nei fratelli, Lui a questo grigio da colore!
Gesù non giudica, ama. Vede le debolezze e i limiti ma con il suo amore li trasforma in potenzialità.

Buona giornata!

 

 


lunedì 5 settembre 2016

Lunedì 5 Settembre Santa Teresa di Calcutta

Dal Vangelo secondo Luca 6,6-11. 

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. Ora c'era là un uomo, che aveva la mano destra inaridita.
Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva di sabato, allo scopo di trovare un capo di accusa contro di lui.
Ma Gesù era a conoscenza dei loro pensieri e disse all'uomo che aveva la mano inaridita: «Alzati e mettiti nel mezzo!». L'uomo, alzatosi, si mise nel punto indicato.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: E' lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o perderla?».
E volgendo tutt'intorno lo sguardo su di loro, disse all'uomo: «Stendi la mano!». Egli lo fece e la mano guarì.
Ma essi furono pieni di rabbia e discutevano fra di loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù. 

 



"E' lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o perderla?"
Secondo me è la domanda più inutile del mondo, la risposta è troppo scontata e credo che anche per Gesù fosse una domanda retorica dalla quale non si attendesse nessuna risposta.
Eppure provoca una reazione incomprensibile: 
"essi furono pieni di rabbia".
 Come è possibile arrabbiarsi per un fratello che guarisce, per un atto d'amore.
Anche a me oggi questa reazione dei farisei da scandalo.
Ma se ci penso bene a volte mi ritrovo dalla loro parte, ricreo la stessa situazione: tutte le volte che provo invidia per un azione buona di qualcuno, o quando mi arrabbio perchè un gesto buono di un fratello va contro il mio interesse personale, o quando un atto d'amore di altri mette in luce tutte le mie negligenze....
Quante volte agisco anch'io come un fariseo, ed è troppo facile puntare il dito!
Gesù non vuole provocare, ma insegnarmi, aiutarmi a comprendere che questa mia reazione è illogica, è immotivata, perchè per lui c'è un solo primato quello dell'amore!

Buona giornata e buona settimana!

sabato 3 settembre 2016

Sabato 3 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 6,1-5. 

Un giorno di sabato; Gesù passava attraverso campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate ciò che non è permesso di sabato?».
Gesù rispose: «Allora non avete mai letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame lui e i suoi compagni?
Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell'offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell'uomo è signore del sabato». 

 

Beh, non è la prima volta che mi trovo di fronte uno "scontro" tra i farisei e Gesù. Che poi sono loro a scontrarsi perchè Lui risonde sempre senza rancore, ma con il solo desiderio di aiutarli a comprendere.
Il loro cruccio è sempre quello: l'osservanza scrupolosa delle leggi.Solo quello.
Tutto il resto compiuto da Gesù, gesti e parole, è come se non esistesse.
Ma la norma del Sabato Dio l'ha donata all'uomo afinchè possa vivere un giorno per Lui, con Lui, per aiutarlo a crescere nella relazione con un Padre.
Per Gesù ciò è chiaro, non vuole una norma che imprigioni ma che s-prigioni, che liberi l'amore dell'uomo per il suo Dio.
Dio non è un insieme di norme. Non è il codice della strada! Quello lo si può rispettare, ma lo si può amare? 
Dio non vuole essere rispettato scrupolosamente ma essere amato.
Eppure io tante volte mi nascondo" dietro la norma, perchè più comoda, perchè più appariscente, perchè mi fa credere bravo. 
Ma il mio amore per il Padre che per primo mi ha amato dov'è?

Buona giornata e buon fine settimana!

venerdì 2 settembre 2016

Venerdì 2 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 5,33-39. 

In quel tempo, gli scribi e i farisei dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno orazioni; così pure i discepoli dei farisei; invece i tuoi mangiano e bevono!».
Gesù rispose: «Potete far digiunare gli invitati a nozze, mentre lo sposo è con loro?
Verranno però i giorni in cui lo sposo sarà strappato da loro; allora, in quei giorni, digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo a un vestito vecchio; altrimenti egli strappa il nuovo, e la toppa presa dal nuovo non si adatta al vecchio.
E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti.
Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi.
Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: Il vecchio è buono!». 

 

 

 

"Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo"
Non avevo mai notato che il verbo utilizzato è strappare.  Il gesto sembra ancora più insensato così, perchè richiama una rottura fatta volontariamente, su un vestito nuovo!
Cercando di capire cosa il Signore vuole dirmi oggi con questa Parola, ho pensato alla mia vita in generale, e spesso io ho fatto questo! Ho cercato di attaccare cose nuove, magari strappate da qualcosa di buono, per attaccarle su un mio abito/vita vecchio.
Gesù con la sua Parola mi chiama ad una vita nuova! Se la accolgo non posso più essere quello di prima. La sua Parola mi rinnova ed allora non si adatta alle mie cose vecchie.
Quante volte, per comodo, cerco di attaccare questi doni nuovi del Signore al mio stile di vita vecchio!
Quante volte accolgo con gioia la sua Parola, ma dopo poco ritorno alle critche, alle mormorazioni, ai musi lunghi, alla rabbia....
Quante volte invece di lasciarmi rinnovare preferisco la comodità del "si è sempre fatto così", "io sono fatto così".
Questa scusa non regge con il Padre, con Lui che ha detto "faccio nuove tutte le cose"

Buona giornata!!!! 
Oggi vi regalo una canzone di un grande poeta che parla proprio del "nuovo". Godetevela!

giovedì 1 settembre 2016

Giovedì 1 Settembre

Dal Vangelo secondo Luca 5,1-11. 

In quel tempo, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genèsaret
e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti.
Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e calate le reti per la pesca».
Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».
E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano.
Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano.
Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore».
Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto;
così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini».
Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono. 

 


"Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti".
Resto sconvolto dalla potenza di queste parole.
Pietro non conosceva ancora bene Gesù, si gli aveva guarito la suocera poco prima, ma quello che gli chiede ora va contro ogni logica specialmente per un esperto pescatore come lui. 
Non ha preso nulla di notte, quando si pesca, che senso ha gettare le reti appena sistemate di giorno con la luce, quando non si pesca?
Eppure lo fa "sulla sua Parola".
Pietro ha capito, anche se non ancora pienamente, che la Parola di quell'uomo non è come quella di tutti gli altri, ed allora la coglie pur non comprendendola totalmente.
"Signore, allontanati da me che sono un peccatore"
Si rende conto della distanza tra lui e Gesù, ora lo riconosce di più, capisce che non è un uomo qualunque, forse già intuisce che può essere quel Messia tanto atteso, ed ora vede tutta la distanza.
Ma a Dio le distanze non piacciono, vuole essere il Dio in mezzo a noi, per questo si fa uomo, ed allora accorcia questa distanza tra Gesù e Pietro, e non lo trasforma ma lo mantiene anche nella sua professione: Pietro è e resterà un pescatore, ma in un modo nuovo.
Io sono aperto allo sconvolgimento della sua Parola? So compiere azioni "sulla Sua Parola? 
Ma soprattutto mi rendo conto che non è il Dio distante e lontano che credo ma un Dio che si fa prossimo e mi dice "non temere"?

Buona giornata!