Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

mercoledì 31 agosto 2016

Mercoledì 31 Agosto

Dal Vangelo secondo Luca 4,38-44. 

In quel tempo, Gesù uscito dalla sinagoga entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei.
Chinatosi su di lei, intimò alla febbre, e la febbre la lasciò. Levatasi all'istante, la donna cominciò a servirli.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva.
Da molti uscivano demòni gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e volevano trattenerlo perché non se ne andasse via da loro.
Egli però disse: «Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

 


Due passaggi mi colpiscono in questo brano di Vangelo.
"Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città".
L'annuncio di Gesù non è ristretto.Lui rende subito chiara la sua missione: annunciare il Regno di Dio.
Non solo a qualcuno, ad una cerchia ristretta di persone, ma a tutti; infatti il suo rivolgersi anche ai pagani creerà scandalo.
Quest'atteggiamento mi insegna molto, e mi interroga, perchè io spesso e volentieri porto si l'annuncio, ma all'interno della Chiesa, ai credenti, a chi ha già iniziato un cammino.
Ma gli altri? Sono testimonianza ed annuncio per chi non crede, per chi è contro, per chi magari non ha mai sentito parlare di questo Dio Padre che si fa uomo?
Un' altra cosa che mi colpisce è la modalità di quest'annuncio:
"Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto".
Si ritira, non è appariscente, se ne sta nascosto.
Perchè?
Credo che Gesù non voglia essere un "distributore di miracoli", non vuole "legare" a se, rendere gli uomini dipendenti da Lui.
Quanto succede oggi di vedere persone diventare dipendenti, quasi schiave, di presunti maghi, santoni, fattucchieri!
Gesù non fa questo. Gesù libera e non vuole liberarmi per poi diventare Lui il mio padrone.
Io invece troppo spesso mi accorgo che faccio l'opposto, voglio essere al centro, corro il rischio di legare volontariamente a me gruppi, persone; per far crescere la mia autostima o per sentirmi bravo.
Gesù mi interroga, ma io mi lascio interrogare?

Buona giornata!
Io spreco sempre troppe parole, questa vignetta con poche dice tutto!

martedì 30 agosto 2016

Martedì 30 Agosto

Dal Vangelo secondo Luca 4,31-37.

In quel tempo, Gesù discese a Cafarnao, una città della Galilea, e il sabato ammaestrava la gente.
Rimanevano colpiti dal suo insegnamento, perché parlava con autorità.
Nella sinagoga c'era un uomo con un demonio immondo e cominciò a gridare forte:
«Basta! Che abbiamo a che fare con te, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? So bene chi sei: il Santo di Dio!».
Gesù gli intimò: «Taci, esci da costui!». E il demonio, gettatolo a terra in mezzo alla gente, uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da paura e si dicevano l'un l'altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti immondi ed essi se ne vanno?».
E si diffondeva la fama di lui in tutta la regione. 

 

 

"Rimanevano colpiti", "Erano presi da paura"
Perchè? Perchè queste persone provano queste emozioni di fronte alle parole ed ai gesti di Gesù?
"perché parlava con autorità", "comanda con autorità".
A causa dell'autorità, ma oggi questo aggettivo mi da un significato che faccio fatica ad associare allo stile di Gesù.
L'autorità mi richiama il potere, la forza, a volte anche la violenza o perfino la dittatura.
Non è certo questa l'autorità di Gesù. La sua autorità è l'opposto, non opprime, non è potere ma è una debolezza che libera.
Libera, come l'indemoniato, che prima era prigioniero del male, ma ora grazie all'autorità di Gesù è libero.
Come per me che spesso sono prigioniero del peccato ma poi vengo liberato da Lui.
Quindi non è un'autorità di cui avere paura, ma da rimanere stupiti, perchè  è sconvolgente.
Come non stupirsi di un Dio che sceglie un assassino come Paolo, o un traditore del popolo come Matteo, e li rende un apostoli?. O salva una pubblica peccatrice e le ridona la sua dignità? O che mi racconta di un Padre che perdona e fa festa per un figlio che lo aveva tradito?
Beh se non mi lascio stupire da un Dio così, forse sono proprio sterile!

Buona giornata!

lunedì 29 agosto 2016

Lunedì 29 Agosto Martirio di Giovanni Battista

Dal Vangelo secondo Marco 6,17-29. 

Erode infatti aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposata.
Giovanni diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello».
Per questo Erodìade gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere, ma non poteva,
perché Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e vigilava su di lui; e anche se nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea.
Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla ragazza: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò».
E le fece questo giuramento: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno».
La ragazza uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista».
Ed entrata di corsa dal re fece la richiesta dicendo: «Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista».
Il re divenne triste; tuttavia, a motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto.
Subito il re mandò una guardia con l'ordine che gli fosse portata la testa.
La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio, la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre.
I discepoli di Giovanni, saputa la cosa, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro. 

 



"Venne però il giorno propizio".
Ci può essere un giorno propizio per eliminare qualcuno? Per uccidere?
Quando il male si impossessa dell'uomo, arriva fino in fondo, lo intacca fin dalle radici.
E non penso a fatti straordinari come possessioni demoniache, ma al male che spesso prende anche me e mi porta a colpire i fratelli, magari non uccidendo fisicamente ma con la parola, lo sguardo, i gesti....
"Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno"
Poteva chiedere di tutto, qualsiasi dono ed invece sceglie la morte, la scelta più illogica possibile.
Quando la verità mi è scomoda, o non corrisponde alla "mia verità", cerco di insabbiarla, di eliminarla, con qualsiasi mezzo.
E' quello che succede al Battista, che viene eliminato perchè portatore della Verità: Gesù Cristo.
Infatti questa Verità verrà a sua volta eliminata dagli uomini, ma essendo più forte alla fine risorgerà.
Ma io che rapporto ho con la verità? La so accogliere anche quando mi è scomoda? Credo di possedere solo io la verità?
L'unica Verità è Cristo. devo accostarmi a Lui senza la paura di rimanere sconvolto, o di scoprire che le cose non sono poi come le pensavo!

Buona giornata e buona settimana

sabato 27 agosto 2016

Sabato 27 Agosto Santa Monica

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,14-30. 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni.
A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.
Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque.
Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due.
Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro.
Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque.
Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due.
Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso;
per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo.
Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso;
avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse.
Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti.
Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti». 

 

 

Tutto nasce dalla paura!
Ci ho fatto caso solo oggi, dopo anni che leggo questo brano.
Come per Adamo anche il servo di oggi inizia il suo declino dalla paura: "per paura andai a nasconderlo".
Ha ricevuto in dono un talento ma non lo accoglie, non lo fa suo come gli altri due servi: "ecco il tuo" è tutto ciò che sente nel cuore come se quel dono non lo toccasse!
La paura immobilizza e fa cadere nell'errore. Credere che la paura ci preservi dallo sbaglio è folle.
Ma paura di chi?
Questo servo come Adamo, hanno paura di Dio, questo li porta allo sbaglio, al peccato.
Ma forse è proprio questo il peccato: L'aver paura di Dio, non riconoscerlo come Padre ma come un padrone del quale avere timore.
Mi capita spesso, e riflettendoci mi rendo conto che quella paura di certo non ha aiutato il mio rapporto con Lui anzi....
La paura non mi fa valorizzare il talento che mi viene donato, non mi permette nemmeno di gioire per questo dono.

Buona giornata e buon fine settimana!

venerdì 26 agosto 2016

Venerdì 26 Agosto

Dal Vangelo secondo Matteo 25,1-13.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: "Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo.
Cinque di esse erano stolte e cinque sagge;
le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio;
le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi.
Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono.
A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro!
Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono.
Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene.
Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.
Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici!
Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora." 

 

Il Vangelo di oggi conferma ancora di più la riflessione di ieri.
Ieri la Parola mi suscitava nel cuore l'attesa di un incontro; e quale incontro per eccellenza di uno sposalizio?
Certo il rischio è sempre quello di vedere tutto in un'ottica "apocalittica", ma a me invece queste parole suscitano un richiamo all'amore!
Quel "Non vi conosco" mette paura anche a me, perchè mi fa comprendere che spesso io non cerco realmente Gesù, ma le mie idee, i miei interessi in Lui. Cerco di farlo diventare una proiezione di quello che voglio io.
Allora si che mi dirà che non mi conosce, perchè nemmeno io l'ho conosciuto realmente!
Serve tenere pronto l'olio per la lampada. Ma qual'è questo olio?
Credo che sia quello utilizzato per curare le ferite dei fratelli, per addolcire i loro dolori, per ammorbire il mio cuore ed aprirlo alla misericordia ...
Questo è l'olio che serve per tenere accesa la lampada e prepararmi all'incontro con il Signore.
Ed allora si che vedendo quella lampada accesa mi inviterà ad entrare con Lui alle nozze.

Buona giornata!

giovedì 25 agosto 2016

Giovedì 25 Agosto

Dal Vangelo secondo Matteo 24,42-51. 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.
Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa.
Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà. »   
Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l'incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto?
Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così!
In verità vi dico: gli affiderà l'amministrazione di tutti i suoi beni.
Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire,
e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi,
arriverà il padrone quando il servo non se l'aspetta e nell'ora che non sa,
lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti."

 

 

Bisogna prepararsi!
Me ne sto certamente lontano da tutti i profeti di sventura, e folli, che anche in queste ore (purtroppo) parlano di catastrofi come punizioni divine per i nostri peccati.
Pura follia!
Non nego che ieri dopo lo spavento iniziale, e l'essermi reso conto che le cittadine intorno a Leonessa, dove mi trovavo, erano tragicamente distrutte e segnate da morte, anche io mi sono chiesto se sono pronto oggi, ora, per l'incontro con il Signore.
Ma non è certo un incontr per punizione o castigo!
Oggi mi dice di stare pronto, non per fare terrorismo, ma per prepararmi ancora di più ad un incontro di gioia!
Quando ami qualcuno e desideri uscire, incontrarti con lei, ti prepari il meglio possibile per quest'incontro! E non è certo un castigo!
Gesù mi chiede lo stesso, e mi da un altro insegnamento: io sono tra i fratelli come servo tra i servi. Non sono di più ma mi è chiesto di servirli e non di farmi loro possessore, altrimenti li si che dovrò rendere ragione delle mie azioni!
Non è un Dio che punisce ma che mi chiede un incotro d'amore!

Buona giornata e continuiamo a pregare per tutte le vittime del terremoto e per chi ha perso tutto!

sabato 13 agosto 2016

Sabato 13 Agosto

Dal Vangelo secondo Matteo 19,13-15. 

In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano.
Gesù però disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli».
E dopo avere imposto loro le mani, se ne partì. 

 

 

"furono portati a Gesù dei bambini".
Probabilmente erano molto piccoli questi bambini, forse neonati, perchè vengono portati da Gesù, e non ci vanno da soli. Forse erano in braccio alle loro mamme, che li portano a Lui per benedirli.
Mi riempie di tenerezza questa scena!
I discepoli non sono cattivi, probabilmente cercano di fermare le donne per non "stressare" troppo Gesù, tutto il giorno ricercato da miriadi di persone.
Ma Gesù non si tira indetro anzi prende al volo l'occasione per dare un insegnamento:
 "Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli".
Non è un invito a regredire, Gesù sa bene che per ogni stagione della vita c'è un certo grado di responsabilità e maturazione.
Lui vuole indicarmi che la strada giusta la trovo nella semplicità dell'abbandono fiducioso di un bambino.
Un bimbo è profondamente legato a qualcuno, non è da solo, ha bisogno della sua mamma, del papà, o di qualcuno che lo accompagni. E si abbandona fiduciosamente perchè sa che da loro sarà curato, si fida di loro.
Un bambino è aperto al mondo, è curioso, sa accogliere con desiderio quello che la vita gli mette di fronte.
Ecco Gesù vuole dirmi che il Padre desidera questo da me, un abbandono fiducioso nella sua tenerezza.
Fino a quando non mi accorgo che sono amato da questo Padre, il resto è superfluo, parziale, solo lavoro intellettuale che rischia di portarmi fuori strada!
Quanta strada ho ancora da fare per tornare bambino!

Buona giornata e buon fine settimana!

venerdì 12 agosto 2016

Venerdì 12 Agosto

Dal Vangelo secondo Matteo 19,3-12. 

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «E' lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».

Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse:

Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola?

Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l'uomo non lo separi».

Gli obiettarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e mandarla via?».

Rispose loro Gesù: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così.

Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un'altra commette adulterio».

Gli dissero i discepoli: «Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».

Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso.

Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

 

 

 

Inizialmente  questo Vangelo sembra dirmi poco, un po' distante da me, parla di matrimonio ed ovviamente mi viene da dire "non mi riguarda molto".
Non è così in realtà, ed anzi questo brano mi piace molto!
Prima di tutto perchè ci aiuta a "scardinare" un' idea sbagliatissima che abbiamo nella testa: " la vocazione è cosa che riguarda preti, suore o frati."
Non è assolutamente vero la vocazione riguarda tutti gli uomini e le donne, nessuno escluso, questo Vangelo mette in evidenza che anche il matrimonio è una vocazione, cioè una chiamata di Dio.
E quanto avremmo bisogno oggi, come allora, di capire questo!
Il matrimonio non riguarda solo gli sposi, ma c'è Dio con loro, se questo non mi è chiaro rischio che diventi un azione interessata, di guardare solo a ciò che mi conviene!
Anche per i farisei era così, infatti enfatizzano la legge del ripudio per loro interesse: se la moglie non mi piace più posso cambiarla con una che mi aggrada".
Ed anche i discepoli non ne sono esenti:
«Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». 
Si guarda solo alla convenienza, il matrimonio ridotto a questo, che tristezza!
E' innegabile che anche oggi è così, coppie che in meno di tre anni si dividono, o peggio coppie che si sposano per interessi economici.
Dobbiamo davvero accorgerci che il matrimonio è una chiamata alla quale Dio partecipa, perchè solo Lui riesce ad insegnarci il vero amore!

Buona giornata!!!
 

giovedì 11 agosto 2016

Giovedì 11 Agosto S. Chiara d'Assisi

 Dal vangelo secondo Giovanni 15,4-10

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso, se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me, viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.
Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti dei Padre mio e rimango nel suo amore ».

 


 "Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi."
Credo proprio che Chiara abbia percepito questo in pienezza, e proprio da questo suo sentirsi così amata, nasce il suo desiderio di dono totale al Signore.
Oggi per tutti noi francescani è un giorno di festa (non solo per le Clarisse).
Chiara per me è una figura fondamentale, sono profondamente convinto che non la si può "staccare" da Francesco perchè uno senza l'altro sarebbero come "mutilati" e la loro storia non sarebbe mai stata la stessa.
Chiara è il desiderio totale, esagerato, di dono a Dio. Desiderio che nasce proprio dal suo sentirsi amata in un modo esagerato da questo Padre, che si fa uomo ed offre se stesso sulla croce, per la Salvezza.
Chiara cerca con tanta forza di donarsi, da scardinare tantissime regole ed appianare mille difficoltà!
E' la prima donna a scrivere una regola per donne, e riuscirà ad ottenere dal papa un privilegio, quello della povertà, che sembrava non le dovesse essere concesso.
Solo il suo "rimanere nel Suo amore" rende possibile tutto questo.
L'amore cambia. Cambia se stessi, cambia chi ci sta intorno, cambia persino la storia.
Devo imparare a lasciarmi cambiare dall'amore!! 

Buona giornata!!!! 

 


mercoledì 10 agosto 2016

Mercoledì 10 Agosto S. Lorenzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 12,24-26.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà." 




Gesù offriva degli esempi facilmente comprensibili dalla gente del luogo. In prevalenza erano agricoltori o pastori e quindi i suoi esempi erano immediati.
Anche per noi oggi lo sono, anche se forse avendo perso un po' il contatto con la terra, a volte ci sembrano quasi banali.
Ma per chi lavora la terra sa che il seme che porta frutto significa molto, anzi tutto, significa vita.
Per questo Gesù mi mette in guardia dall'autoconservazione! Se non muoio a me stesso e non porto frutto, resto inutilmente sterile proprio come quel seme!
A che serve un seme se non da' frutto?
Ma il ragionamento di Gesù sembra folle, perchè morire per conservare la proprio vita?
E' il significato della croce!
Senza la sua morte in croce, per me, non avrei ricevuto il suo frutto più prezioso: la Salvezza.
Ed io non dovrei fare lo stesso con i fratelli?
Se non do frutto, e punto a conservare solo me stesso è inevitabile che il fratello rimane altro da me, il suo dolore non mi interessa, anzi potrebbe persino diventare mio nemico in quanto potenziale pericolo.
E' quello che viviamo oggi, quando il grido di chi soffre o cerca aiuto invece di trovare la mia misericordia, incontra la mia paura ed il mio alzare muri e barriere!
Ma se non muoio non porterò mai frutto, prima o poi marcirò inutilmente!

Buona giornata!!!

martedì 9 agosto 2016

Martedì 9 Agosto S. Teresa Benedetta della Croce

Dal vangelo secondo Matteo 25,1-13

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

 



L'invito che il Vangelo di oggi mi pone è quello di essere sempre pronto per l'incontro con il Signore.
Troppo spesso mi rendo conto che nella mia vita creo quasi dei settori, come se ci fosse uno spazio per Dio, ed uno per tutto il resto.
Questo è profondamente sbagliato perchè rischia di eliminare Dio dal resto del mondo, come se Lui non avesse alcuna interazione con gli uomini che incontro, con le attività che svolgo, con la mia vita!
Con questo atteggiamento rischio di ridurre il rapporto con Dio ad un tempo ben delimitato, magari consistente, ma che non diventa la mia vita.
Di San Francesco le Fonti Francescane dicono che non era" un uomo che pregava, ma un uomo fatto preghiera".
Credo che oggi il Signore voglia invitarmi proprio a questo, a vivere un rapporto con Lui che è vita, nella sua pienezza, in tutti i suoi aspetti.
 Questo è il vegliare, l'essere pronto all'incontro con Lui e non lasciarmi sorprendere dal fatto che posso incontrarlo nei luoghi e nei tempi più impensabili.
Buona giornata!!!


lunedì 8 agosto 2016

Lunedì 8 Agosto S. Domenico di Guzman

Dal vangelo secondo Matteo 5,13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli». 

 

 

 


"risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli".
 Credo che il mio peccato più grande stia proprio qui.
A volte credo di essere io la luce, di crearla da me, e di essere capace di portarla da solo tra i fratelli.
Invece Gesù oggi mi indica qual'è il corretto procedimento: la luce risplende davanti agli uomini che riconoscono il dono di Dio per me!
Cioè, invece di voler sentire gli uomini dire: "Che luce che porta nel mondo Maichol", dovrei sentire: "Però che grandi cose ha compiuto il Signore in Maichol".
Sembra cambi poco, ma in realtà cambia tutto, perchè cambia il soggetto.
Nel primo caso sono (e voglio essere) io, nel sencondo è Dio.
E' profondamente umano voler essere riconosciuti, essere i protagonisti, ma così facendo rischio di dimenticare , ed oscurare il vero protagonista cioè Dio.
Devo riportare al centro Lui e decentrarmi io, per tornare nella giusta dimensione e poter essere davvero luce in mezzo agli uomini, e non un semplice abbaglio.

Buona giornata e buona settimana

sabato 6 agosto 2016

Sabato 6 Agosto Trasfigurazione del Signore

Dal Vangelo secondo Luca 9,28b-36.

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.

E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante.

Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia,

apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme.

Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.

Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva.

Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube, ebbero paura.

E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo».

Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.







 


"Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto."
Non è un tacere per tenersi un segreto, secondo me il loro tacere è legato allo stupore!
Mi immagino come vivono tutto questo i 3 apostoli!
Una cosa  è vivere con un gran Maestro, accogliere quello che dice, ma udire una voce dal cielo attribuibile a Dio che dice «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo» questo ti sconvolge!
Non è cosa semplice credere questo, anche per me oggi dopo secoli di testimonianze!
E' facile accogliere quello  che Gesù dice, vederlo come un maestro, ma in fondo, in fondo a volte credere che sia Figlio di Dio, Dio fatto uomo un po' sconvolge.
Sono però felice di questo, e sarei più preoccupato se fosse il contrario.
Se non mi sconvolgesse il fatto che Dio per amore si fa uomo, forse sarei un po' asettico, o un credulone non so!
Dio non è solo un maestro, non è nemmeno Mose o Elia, è molto, molto, immensamente di più!
Ed è bello che ciò ci sconvolga perchè ci invita a riflettere sulla grandezza di questo dono!
Io mi lascio sconvolgere la vita da questo Dio che viene? Non viene a caso o per divertirsi, viene apposta per me! Ne sono consapevole?


Buona giornata e buon fine settimana!

venerdì 5 agosto 2016

Venerdì 5 Agosto

Dal Vangelo secondo Matteo 16,24-28. 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?
Poiché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell'uomo venire nel suo regno». 

 

 

 

 Questo brano di Vangelo ritorna più volte, e sempre sconvolge.
Forse mi colpisce ancora di più proprio perchè in questi giorni sono a Roma, e vedendo, toccando certi luoghi, legati alla nascita del cristianesimo in occidente, si entra in contatto con i primi cristiani che hanno proprio vissuto quel: "chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà."
Se resto però "ancorato" alla prima parte è una parola di disperazione, ma se guardo bene quello di Gesù è un messaggio di speranza, perchè chi "la perderà  ... la troverà"
Ma io oggi come faccio a "perdere la mia vita"?
Non certo in senso fisico, ma aprendomi all'ascolto del Padre, aprendomi all'incontro con l'altro.
Cioè rinunciando ad un po' di me per far posto a Dio ed ai fratelli.
Questo oggi, in una società orientata all'egocentrismo, è un vero e proprio martirio.
Uscendo dalla dittatura dell'ego, posso fnalmente accogliere e comprendere chi mi trovo di fronte e ritrovare davvero la mia vita, me stesso.
Condivido una canzone che parla proprio dell'ego, e forse mi da qualche spunto per imparare a morire a me stesso.

giovedì 4 agosto 2016

Giovedì 4 Agosto S. Giovanni Maria Vianney

Dal Vangelo secondo Matteo 16,13-23. 

In quel tempo, essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?».
Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Voi chi dite che io sia?».
Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.
E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.
A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno.
Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: «Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai».
Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va' dietro a me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». 

 

 

 

Credo che l'immagine di Pietro, nel Vangelo di oggi, rappresenti tutti noi!
Personalmente quella domanda che i discepoli si sentono rivolgere da Gesù, me la faccio spesso: " Voi chi dite che io sia?".
Tu chi sei per me Gesù?
Certo d'istinto mi viene da frispondere come Pietro, ma quello che dico lo credo davvero? Lo vivo?
Perchè anche io come lui preso dall'entusiamo rispondo giusto, ma appena se ne presenta l'occasione mi contraddico, o sbaglio direzione:
«Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai».
Penso di scegliere io, come deve essere il "mio" Messia, deve rispondere ai requisiti che io reputo importanti e tra questi non c'è "il soffrire", il "venir rfiutato".
Come a Pietro anche a me Gesù dice:
«Va' dietro a me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Non è un offesa, o un gesto di rabbia, ma una importante indicazione perchè mi dice quale dev'essere il posto che sono chiamato ad occupare:
"Va dietro a me".
Li devo stare dietro a Lui per vedere, capire e poter poi seguire i suoi passi; se cammino avanti è scontato che sbaglio strada visto che è Lui a conoscerla!

Buona giornata!


mercoledì 3 agosto 2016

Mercoledì 3 Agosto

Dal Vangelo secondo Matteo 15,21-28. 

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne.
Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio».
Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro».
Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele».
Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!».
Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini».
«E' vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita. 

 

 

Questo brano mi scuote un po'.
Inizialmente a causa delle risposte di Gesù, che sembra scortese, poco interessato alle sofferenze della donna.
Ma forse mi scuote ancor di più, il vedere la fede di questa madre nonostante le risposte negative ricevute in precedenza.
Gesù dice che l'annunzio e la sua opera, riguardano solo il popolo eletto, scelto da Dio: la casa di Israele. Per questo fa l'affermazione forte sul pane da non gettare ai cagnolini.
Ma lei non si scoraggia e gli dice che non vuole il pane, le bastano le briciole!
La potenza di Dio è così enorme che ne basta una briciola per operare quello che desidera!
Magari avessi io una fede così grande, invece a volte credo che non possa compiere quello che chiedo e desidero, a volte dubito della sua onnipotenza!
Questa donna ha una fede grandissima, che sconvolge.
Sconvolge lo stesso Gesù che cambia idea (si per me cambia idea, perchè solo gli stupidi non la cambiano mai!) e le opera questa miracolo, le mostra che quello in cui crede è reale!
Ed io invece, mi lascio sconvolgere?

 

 

martedì 2 agosto 2016

Martedì 2 Agosto S. Maria degli Angeli

Dal Vangelo secondo Luca 1,26-33

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

 

 

Penso sempre che di fronte a questa pagina di Vangelo non ci siano parole, non ci sia molto da condividere.
Bisogna solo fermarsi e restare a guardare in silenzio, contemplando al grandezza di questa scena!
E' davvero qualcosa di enorme, infinito, che passa tra le mani di una donna piccola, semplice, ma al contempo enorme, immensa, straordinaria.
Si "scontrano", o forse si incontrano queste due enormità: Dio che decide di farsi ancor più vicino agli uomini, tanto da diventare come loro; e Maria una donna normalissima, che crede, accoglie, rende possibile tutto questo.
Ed allora sto fermo, contemplo, godo, e mi lascio trascinare in questa scena; magari con qualche sussulto, ma subito ritrovo pace con quel "non temere", pronunciato dall'angelo.
E mi domando: Io ho la capacità di accogliere la vita, di accogliere il Signore che viene nella mia vita, come Maria?
Forse no, anzi certamente, ma Lui mi risponde: "Non temere, per questo c'è la mia grazia!"

Buona giornata e buona festa del Perdon d'Assisi a tutti!!!

 

lunedì 1 agosto 2016

Lunedì 1 Agosto S. Alfonso Maria de Liguori

Dal Vangelo secondo Matteo 14,13-21.

In quel tempo, quando udì della morte di Giovanni Battista, Gesù partì su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città.
Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare».
Ma Gesù rispose: «Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare».
Gli risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci!».
Ed egli disse: «Portatemeli qua».
E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla.
Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati.
Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

 

 

 Questo brano è magnifico, pieno di segni che fanno bene al cuore.
A cominciare dal quel "sentì compassione" di Gesù, che richiama il movimento delle viscere, come una madre per il proprio figlio. Sapere che Gesù ci ama a quel modo mi sconvolge!
Mi colpisce anche la risposta di Gesù all' obiezione legittima degli apostoli: "date loro voi stessi da mangiare".
Non dategli voi del cibo, ma date voi stessi, offritevi come vita per loro. Sarà poi il gesto d'amore totale di Gesù per noi sulla croce.
Ed è significativo vedere che Gesù dopo aver moltiplicato i pani e i pesci, non li dà Lui direttamente alla folla, ma li fa passare per le mani dei discepoli come per mostrare loro la realà di quel miracolo ed investirli di un compito, un segno che in futuro ripeteranno molte volte.
Fino ad oggi.
Io resto sempre stupito di come il Signore nella celebrazione accetti di farsi accogliere nelle mie indegne mani.
Questo brano mi mostra tutta l'umanità di Gesù e la sua grande umiltà, ma da un lato quasi mi spaventa mostrando la grandezza del compito a cui noi cristiani siamo chiamati: farci pane spezzato per i fratelli.

Buona giornata e buona settimana!!