Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

giovedì 23 giugno 2016

una settimana di pausa!

Ciao a tutti!! Sarò via per una settimana senza avere a disposizione pc ne connessione ad internet perciò in questi giorni non pubblicherò il Vangelo del giorno! A settimana prossima! Un abbraccio a tutti!!!!

mercoledì 22 giugno 2016

Mercoledì 22 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 7,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere”.

 

 

Sarò riconosciuto dai frutti!
E' inevitabile, ora continua a girarmi per la testa questa affermazione del Vangelo di oggi.
Ed anche alcune domande.
Ma io produco dei frutti, o sono una pianta sterile? E di che genere sono questi frutti, buoni o cattivi?
La Parola di oggi, mi porta a queste essenziali domande, senza tanti giri di parole.
Mi chiede di interrogarmi nel profondo, nelle tre dimensioni "bibliche": cuore, bocca, mano.
Questo per comprendere dalle mie azioni come è il mio vivere, il mio essere cristiano, il mio accogliere la Parola.
Perchè è facilissimo mettersi nella parte del profeta, del portatore di verità e giustizia; ma con un vero discernimento posso scoprirmi un lupo rapace.
Forse è inevitabile, un po' sono un albero dai frutti cattivi, ed allora devo accettare e accogliere la potatura del Padre. 
Solo da questa "potatura" posso tornare a produrre frutti buoni, ma spesso è dolorosa perchè l'aspetto che meno accetto, la persona che meno accolgo, mostra quella parte di me che ha bisogno di "essere potata".

Buona giornata!

martedì 21 giugno 2016

Martedì 21 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 7,6.12-14

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.

Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!”.

 

 

Entrare per la porta stretta!
Credo che l'invito che il Signore oggi vuole farmi è quello a ritornare piccolo, farmi semplice, spogliarmi del superfluo.
Per passare da una porta stretta bisogna essere così, senza molto addosso solo l'essenziale, ed essere piccoli.
Spesso e volentieri mi viene più comodo passare per la via larga, perchè più comoda, più seducente, richiede meno fatica. Ma purtroppo inganna, fa credere di portare alla stessa destinazione, ma in realtà  mi riporta ancora una volta a me stesso!
Forse un indicazione, una domanda mi viene da quel : "Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci".
Quelle perle sono i doni di Dio, la sua Parola ed il suo Corpo. Io come mi metto in relazione con esse? Mi comporto come i porci o so accoglierli e farli diventare vita?
Buona giornata!!

lunedì 20 giugno 2016

Lunedì 20 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 7,1-5

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell’occhio tuo c’è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.

 

 

Spesso mi permetto di giudicare i fratelli.
Gesù non dice che devo tacere se un fratello commette qualcosa di male, un peccato. Ma vuole che non faccia diventare il mio fratello, quel peccato, che il mio giudizio sia una condanna definitiva.
Questo perchè l'unico che può, e a cui compete, esprimere un giudizio è proprio il Padre che tutto sa!
Mi accorgo che a volte giudico negli altri, proprio quello che non condivido di me stesso.
O magari giudico altri perchè voglio tenere nascosti alcuni peccati che io ho commesso. Così divento un ipocrita, proprio come dice Gesù!
Chi sono io che mi faccio giudice?
E se il Signore usa con me una misericordia infinita, come posso permettermi di giudicare un fratello?

Buona giornata e buona settimana!!

sabato 18 giugno 2016

Sabato 18 Luglio

Dal Vangelo secondo Matteo 6,24-34

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona.
Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito?
Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.
Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena”.

 

 

Il cibo, il bere, i vestiti; sono beni di prima necessità! Eppure oggi Gesù mi chiede di non preoccuparmi per essi.
Sembra folle, ma quello che vuol farmi capire è dove sta il fondamento del mio cuore, verso cosa (o meglio chi) sono rivolto.
Anche Gesù sa che sono importanti questi tre elementi, ma vuole aiutarmi a comprendere che Lui è il fondamento di tutto, Lui viene prima, anche del cibo. 
"Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta"
Purtroppo  troppo spesso anche io faccio il contrario, cerco prima queste cose e poi il Regno.
Sbagliando verso si crea un cortocircuito, Cristo rischia di non essere più il fondamento della mia vita, ma un aggiunta. E viceversa faccio diventare il fondamento le cose (anche importanti), ma che alla lunga invece di esserne padrone mi rendono schiavo.
In realtà il peccato altro non è che questo, mancare il bersaglio, centrare qualcosa altro che non è il vero "obbiettivo".
Devo imparare a fidarmi di Lui, della sua Provvidenza!

Buon fine settimana!!!


venerdì 17 giugno 2016

Venerdì 17 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 6,19-23

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.
La lucerna del corpo è l’occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce; ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!”

 

 

"Dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore"
Eh già dov'è il mio tesoro?
Perchè il rischio è di vedere sempre in queste affermazioni di Gesù, un attenzione alle ricchezze economiche; perciò visto che non ho un reddito e ho fatto voto di povertà, mi credo esente da tutto ciò! Ma è davvero così?
Perchè il tesoro di cui parla Gesù non è solo il denaro o la ricchezza, posso essere attaccato anche alle mie idee, alle mie attività, al potere, alle persone, alla notorietà ....
Quanti tesori posso avere e non renderme nemmeno conto! 
Ma l'unico vero tesoro, al quale affidare il mio cuore, è Cristo. Questo lo posso capire solo se il mio occhio è sano, limpido e mi permette di vedere bene.
Viceversa se è tenebroso, scambio altre cose, magari anche belle e buone, per l'unico vero tesoro.
Altri tesori possono mettermi in contrasto con i fratelli, le guerre spesso nascono proprio da questo, il tesoro che è Cristo, se riconosciuto ed accolto veramente, può solo mettermi in comunione perchè non si fa privatizzare.

Buona giornata!

giovedì 16 giugno 2016

Giovedì 16 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 6,7-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Pregando non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”.

 

 

 

Questo Vangelo è tutto da contemplare! Che dono immenso ci ha fatto Gesù donandoci questa preghiera!
Tante volte mi soffermo sul mio modo di pregare, e spesso mi lamento perchè sono uno di quelli che fanno diventare la preghiera un bla bla bla. La preghiera è un incontro, un dialogo, ma se parlo sempre io che dialogo è?
Per fortuna Cristo mi insegna a pregare, senza sprecare tante parole, ne basterebbe solo una, quella iniziale: Padre.
Ci si potrebbe soffermare tutta la vita a meditarla!
E non mi lascia scampo, perchè se lo chiamo Padre allora io sono figlio, e visto che dico Padre nostro e non Padre mio vuol dire che anche gli altri sono suoi figli, quindi miei fratelli.
Questo cambia inevitabilmente tutta la mia vita.
Si racconta che san Francesco spesso partiva per recitare questa preghiera, ma alla parola Padre si fermava per ore contemplando, ripetendola di tanto in tanto.
Forse dovrei farlo anche io, fermarmi e ripeterla tante volte, facendola entrare dentro di me, riscoprendomi davvero figlio e fratello.
Così inizierebbe di già il suo Regno nella mia vita!

Buona giornata!

mercoledì 15 giugno 2016

Mercoledì 15 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.
Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini, In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”.

 

 

I tre pilastri della vita spirituale: preghiera, digiuno, elemosina; noti fin dalla Chiesa delle origini, ne parlano i padri della Chiesa, e li viviamo anche noi oggi.
Gesù sa quanto sono importanti, ma sa che è ancora più importante come li vivo, perchè c'è il rischio di compiere queste tre azioni per ottenere gloria davanti agli uomini.
Forse perchè è un male che io soffro parecchio, ma credo proprio che il desiderio di apparire, sia la tentazione più grande.
Se vivo la preghiera, il digiuno e l'elemosina come un'opportunità per farmi pubblicità, perdo tutto il loro senso e significato: invece di andare verso il Padre, come una spirale giro intorno a me stesso per arrivare al mio ego.
Ma queste tre dimensioni, se vissute realmente, fanno esattamente l'opposto, mi allontanano da me per condurmi al Padre ed ai fratelli (il digiuno non è per dimagrire, ma per condividere con chi non ha).
Devo verificare ogni giorno le motivazioni profonde che mi spingono a compiere questi gesti, per comprendere verso chi sto andando.
San Bernardo si domandava se "è più empio chi compie empietà o chi si simula santo". 
I santini da immaginetta, col collo storto servono a poco, i figli di Dio sono chiamati ad essere luce per il mondo.

Buona giornata!

martedì 14 giugno 2016

Martedì 14 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,43-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste”.

 



"Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori".
Non mi chiede di non odiare il nemico, che sarebbe già un bel passo avanti, mi chiede addirittura di amarlo! "Peggio" ancora, mi chiede di pregare per chi mi perseguita!
Gesù riprende la Parola di ieri, ma oggi è ancora più radicale.
Come si può pregare per chi mi perseguita? O anche solo per chi mi è nemico?
Certo non ho nemici, nel senso che ci vogliamo picchiare, ma qualcuno con cui non riesco ad andare d'accordo, o a cui faccio fatica a rivolgere anche solo il saluto c'è. 
Gesù mi chiede di amarlo, e di pregare per lui. Di deporre la mia rabbia.
Pregando per una persona, specie se "nemica", la mia prospettiva cambia completamente, non la vedo più come la vedevo prima!
E' quello che ha fatto Lui sulla croce: "Padre perdona loro....", per quello l'invito è ad essere perfetto come il Padre celeste.
Gesù sulla croce perdona i suoi persecutori, mostrandomi come si fa! 
Questa è la nonviolenza di Gesù, non solo non odiare il nemico, ma amarlo e pregare per lui, sovvertendo completamente la logica e l'istinto umano!
Oggi è ancora più sconvolgente, in questo periodo storico stracolmo di odio, basti pensare anche solo al male commesso due giorni fa ad Orlando. Anche quello è il mio "nemico".
Io so pregare per il mio "nemico"?


lunedì 13 giugno 2016

Lunedì 13 Giugno Sant'Antonio di Padova

Dal Vangelo secondo Matteo 5,38-42

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Da’ a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle”.

 

 

 

Sono particolarmente contento oggi perchè il Signore con questa sua Parola mi ha colpito nel vivo!
Io mi definisco per la pace e la nonviolenza, parlo spesso di queste cose, ma quanto realmente le vivo?
Si certo, non uso violenza fisica nei confronti di nessuno, ma quanto non rispondo "occhio per occhio" quando qualcuno mi ferisce o fa qualcosa contro di me?
Perchè si possono compiere atti di violenza non fisici, ma attraverso le parole, uno sguardo, un gesto fatto o non fatto!
E qui mi vergogno profondamente, perchè parlare di pace è bello, però a volte non so perdonare davvero il fratello (o peggio il confratello) che mi ferisce, a volte rispondo, e do vita a quella spirale di male che il Signore con la Parola di oggi  vuole stroncare!
Già la legge del taglione era un passo avanti per quel tempo, perchè poneva un limite alla vendetta: pareggiava i conti. 
Ma Gesù va oltre, chiede la follia di saper perdere!
"Non farti vincere dal male, ma vinci con il bene il male" diceva San Paolo, il male subito si vince con il bene. 
E può portare anche chi fa il male a cambiare!

Buona settimana!!!!


Oggi vi chiedo anche una preghiera per le 50 vittime e i molti feriti della strage di ieri in America. Vittime di un'odio immotivato! 

sabato 11 giugno 2016

Sabato 11 Giugno San Barnaba apostolo

Dal Vangelo secondo Matteo 10,7-13

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi”.

 

 

 

"Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date"
 Eh si perchè il rischio è quello di credermi proprietario dei doni che ricevo da Dio. Che errore! Non sono una mia proprietà, ma un dono da vivere e condividere!
E' molto bello questo Vangelo perchè mi richiama all'essenzilità dell'annuncio. Non servono grandi cose per portare il messaggio di Dio ai fratelli, anzi a volte è proprio necessario partire senza nulla, specie se si vuole portare il messaggio agli ultimi, i preferiti del Signore.
Come San Francesco o Santa Teresa di Calcutta il Padre mi chiede di andare tra gli ultimi da ultimo come loro, senza il desiderio di portare o insegnare qualcosa, ma condividendo i doni che Lui quotidianamente mi offre.
Ovviamente mi viene più facile fare "il maestrino", quello che dall'alto dona i suoi "avanzi", ma credo proprio che oggi Gesù vuole mostrarmi quale è il movimento giusto: non quello dall'alto al basso, ma circolare come fratelli alla stessa tavola.
Come Lui  nell'ultima cena!

BUon fine settimana!!!

venerdì 10 giugno 2016

Venerdì 10 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,27-32

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.

E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.

Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio”.

 

 

 Il Vangelo di oggi mette quasi paura!
Alzi la mano chi può dirsi esente dallo "sguardo di desiderio" di cui parla Gesù!
Dovremmo cavarci tutti gli occhi, o amputarci la mano.
In realtà Gesù non vuole che mi amputi nessuna parte del corpo, ma mi invita ad eliminare le cose che non mi fanno bene, quelle che mi allontanano da Lui.
E' quello che in un altro passo viene chiamata "circoncisione del cuore".
Ma per fare questo, ho bisogno di fermarmi in davvero bene.
Solo partendo da questo silenzio/ascolto posso poi eliminare il male che è in me; altrimenti mi invento delle regole per giustificarmi e magari colpevolizzare qualcun' altro, come l'atto di ripudio per la moglie di cui parla alla fine del Vangelo.
Serve ascolto, umiltà, ed onestà, per poter davvero iniziare questa conversione del cuore.

Buona giornata!

giovedì 9 giugno 2016

Giovedì 9 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,20-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.

Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.

Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!”

 

  


"Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli".
Che giustizia era quella dei farisei? Il loro era solo un rispetto della norma, non un adesione e nemmeno una scelta d'amore. Ecco perchè Gesù la contesta.
Lui ci chiede di andare oltre la semplice norma ed aderire anche con il cuore! Non basta non uccidere, non ci si deve adirare contro il fratello. 
E poi ci mette in guardia dall'ipocrisia.
Se "tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti".
Spesso mi credo esente da questo aspetto, ma se mi fermo un momento a riflettere, mi accorgo che purtroppo ci sono dentro appieno.
Vivendo in fraternità, succede ci siano fratelli più o meno simpatici, ma a che serve fare grandi preghiere se poi con un confratello nemmeno ci parlo, o non lo sopporto. Vuol dire che la preghiera non mi converte!
Qualche tempo fa papa Francesco disse in un incontro con le suore: "Dovete essere madri, non zitelle".
Noi uomini ce la ridiamo, ma spesso siamo più "zitelle acide" noi! 
Devo evitare questo, specialmente cogliendo l'invito di San Francesco che mi chiede "di amare  e curare i fratelli come una madre con i propri figli".
Magari devo proprio indirizzare le mie preghiere in questa "direzione" e chiedere al Signore di donarmi la pace, a cominciare dal fratello a me più vicino.

Buona giornata!

mercoledì 8 giugno 2016

Mercoledì 8 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,17-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà dalla legge neppure un iota o un segno senza che tutto sia compiuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli”.

 

 

"Non sono venuto per abolire"!
Quest'affermazione di Gesù contrasta un po' con l'idea che ci siamo fatti di Lui. Non è venuto per distruggere o scartare quello che c'era prima (la rivelazione al popolo ebraico) ma per rimetterla nella "giusta carreggiata", per darle il suo pieno significato. 
Mi viene subito in mente una recente intervista a papa Francesco, sull'aereo di ritorno da un viaggio un giornalista gli domanda: "Come mai lei ci parla sempre della misericordia, ma poche volte dei cosiddetti valori non negoziabili?".
Francesco rispose "Non ne parlo subito, non perchè li reputo poco importanti, o perchè me ne scordo, ma perchè prima viene l'amore, alla base di tutto viene l'amore, solo cosi i valori non negoziabili poi hanno un senso, altrimenti sono solo qualcosa che vivo perchè mi è stato detto, una regola sterile".
Credo che queste parole (non sono letterali le ho rielaborate io per abbreviare) pronunciate oggi, siano lo specchio di quelle di Gesù.
Questo è "il pieno compimento": ridare il giusto senso alle cose, per poi viverle realmente.
Certo oggi mi viene più comodo, il rispetto letterale e scrupoloso delle "regole", che non è sbagliato ma è ingannevole, perchè non mi porta ad amare davvero il Signore, anzi alla lunga me lo fa vedere come un padrone.
Ma Dio non è il codice della strada, un insieme di regole (buone e giuste) da rispettare. 
Dio è Padre. E' tutta un'altra cosa.

Buona giornata!

martedì 7 giugno 2016

Martedì 7 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.

Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”.

 


Quante volte mostro la mia luce, e quante volte invece la nascondo?
Gesù oggi mi invita a non tenerla "sotto il moggio", perchè una luce nascosta non ha alcun senso.
A volte però, quasi ci vergognamo del nostro essere cristiani in mezzo ad una società che va in una direzione opposta.
Non so se vi è mai capitato di venire derisi o criticati per la vostra fede. Inevitabilmente, dopo, testimoniamo con più "timore".
Gesù oggi mi chiede di essere luce sopra il lucerniere, il più in evidenza possibile, senza timore.
Mi chiede, anche di modificare la mia modalità di testimonianza! 
Sono abituato ad essere testimone con le parole, parlando, annunciando; mi invita oltre a questo a mostrare " le opere buone".
Questo mi aiuta a non cadere nella tentazione del "predicare bene e razzolare male" che a volte ci colpisce!
San Francesco diceva: "annunciate il Vangelo. Se necessario anche con parole".
Cioè prima vengono le opere, poi le parole le spiegano, ne diffondono il significato.
Perchè altrimenti sono ancora del sale senza sapore.

Buona giornata!

 

lunedì 6 giugno 2016

Lunedì 6 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,1-12

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
“Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi”.

 

 

Beati!
Questo è un brano che rimane nel mio cuore! Io non c'ero, il 30 aprile 1989 all'Arena di Verona.
Ma quel giorno don Tonino Bello partendo da quel Beati gli operatori (i costruttori) di pace, donò alcune delle sue parole più belle.
Non una beatitudine che sa di poltrona, di pacifica sopravvivenza, ma un beati che diventa " in piedi".
In piedi costruttori di pace!
Una beatitudine che diventa attiva, impegno, partecipazione.
Oggi, mi colpisce anche l'ultima beatitudine!:
"Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia".
E' quello che davvero succedeva ai primi cristiani, ed anche oggi a quei fratelli che testimoniano realmente il Vangelo di Cristo, in un mondo che cerca l'opposto.
Oggi Gesù mi invita a recuperare il coraggio di testimoniare la verità del suo Vangelo, a non stare in silenzio, ma a dire e denunciare quando un atteggiamento, un pensiero non è evangelico. Anche dentro di me.
Non devo aver paura a testimoniare la sua verità, nonostante le persecuzioni (oggi non sono solo fisiche a volte sono calunnie o offese) perchè: 
"Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi".
Buona giornata!

venerdì 3 giugno 2016

Venerdì 3 Giugno Sacro cuore di Gesù

Dal Vangelo secondo Luca 15,3-7. 

In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola:
«Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova?
Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento,
va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta.
Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione. 





Ed anche oggi mi viene donata una Parola che mi sconvolge.
Si, perchè io mi immagino, ovviamente, tra la novantanove pecore che seguono il pastore, magari un po' male, ma almeno non mi sono smarrita.
Ovviamente sono nella parte dei buoni e dei giusti, non dei dispersi.
Poi arriva Gesù che dice: 
"ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione."
Può sembrare addirittura ingiusto, sbagliato, ma è la logica di Gesù, del Padre.
L'obbiettivo non è essere perfetto, è lasciarmi amare. Solo cosi posso gioire con il Pastore per la pecora ritrovata, che è un mio fratello. 
Ed a volte è molto più difficile, perchè crediamo che l'amore di Dio va guadagnato, meritato, facendo tante belle cose, pregando molto.
Se fosse davvero cosi, sarei spacciato, perchè per quanto io possa fare non potrei mai meritare l'amore di un Dio che sceglie di morire in croce per me.
Gesù non segue la logica del merito, ma del dono. Un dono a fondo perduto, che corre il rischio del rifiuto. Ma se accolto, anche dal più disperato, crea grande gioia!
Allora mi è necessario riconoscermi dalla parte della pecora smarrita, e non avere la presunzione di essere giusto o di aver già capito tutto, perchè a volte Gesù ci chiede di andare nella direzione opposta, rispetto a quello che noi crediamo e che il mondo ci dice.

Buona giornata!

giovedì 2 giugno 2016

Giovedì 2 Giugno

Dal Vangelo secondo Marco 12,28b-34

In quel tempo, si accostò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?” Gesù rispose: “Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi”. Allora lo scriba gli disse: “Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che egli è unico e non v’è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore e con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici”. Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: “Non sei lontano dal regno di Dio”. E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

 

 

Il primo è: Ascolta.
Magari sapessi ascoltare! di certo sarei un uomo migliore. Invece, un po' come tutti, Anche io sono molto svelto nel parlare e poco nell'ascoltare.
Epitteto diceva: "Dio ci ha dato due orecchie ed una bocca per ascoltare il doppio e parlare la metà"
Ma chi ascoltare? Di certo il Signore. 
Ed oggi ci dice i due comandamenti fondamentali: amare Dio ed amare il prossimo.
Mi dice di amare Dio con tutto me stesso, non solo una parte, ma tutto il cuore, la mente, la forza.
Emozione, intelletto, corpo. Invece a volte è più facile per me giocare al risparmio!
Mi mostra anche come posso fare per amarlo cosi: "ama il prossimo tuo come te stesso ".
Già, perchè a volte è più facile la scappatoia di dire: "si ma io amo Dio!"
Ma "come puoi amare Dio che non vedi, se non ami il fratello che vedi"?
Si, perchè oggi ci risulta più facile dire molte preghiere che aiutare il fratello. Anzichè amarlo come noi stessi, lo abbiamo fatto diventare un pericolo, un nemico.
Ma che senso ha la preghiera se non mi apre all'amore, se non mi rende un po' più simile a Cristo?
E' solo una consolazione personale, o aiuta a credermi bravo e buono; ma se non mi trasforma nella vita, la mia preghiera forse è falsa.
Forse dovrei farmi qualche domanda:
Come mai prego tutti i giorni ma il fratello che viene da lontano non lo voglio accogliere?
Come mai sono pronto a dire il rosario, ma qualcuno lo escludo o lo reputo diverso?
Come mai vado a Messa la domenica ma se vedo truffe o cose illecite me ne sto zitto?
Come mai mi chiamo cristiano e non so piangere per tutti i miei fratelli che muiono in mare?

Buona giornata!

mercoledì 1 giugno 2016

Mercoledì 1 Giugno

Dal Vangelo secondo Marco 12,18-27

In quel tempo, vennero a Gesù dei sadducei, i quali dicono che non c’è risurrezione, e lo interrogarono dicendo: “Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che se muore il fratello di uno e lascia la moglie senza figli, il fratello ne prenda la moglie per dare discendenti al fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie e morì senza lasciare discendenza; allora la prese il secondo, ma morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Infine, dopo tutti, morì anche la donna. Nella risurrezione, quando risorgeranno, a chi di loro apparterrà la donna? Poiché in sette l’hanno avuta come moglie”.
Rispose loro Gesù: “Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio? Quando risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mosè, a proposito del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe? Non è un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore”.

 

 

 

 

La prima cosa che mi viene in mente leggendo questo brano è la casistica.
Anche io spesso utilizzo questo metodo per giungere alle mie conclusioni o per giustificare qualche ragionamento.
E' quello che fanno oggi nel Vangelo i sadducei, che erano la corrente tradizionalista la quale non accettava "l'apertura" dei farisei alla resurrezione.
Essi portano a Gesù un caso surreale per poter giungere alla conclusione che vogliono loro: la resurrezione non può esistere!
Il limite di questo metodo è che rischi di escludere tutto il resto. I sadducei non prendono in considerazione nulla, sono orientati solo alla "loro conclusione", non gli interessa ne della donna, ne degli uomini, ne di Dio!
Mi accorgo che anche io corro questo rischio, quando voglio giustificare a tutti i costi quello che faccio o penso.
Forse sarebbe meglio fermarsi in silenzio e chiedersi: "Ma Dio cosa mi sta chiedendo?".
Il pericolo è quello di fare le cose per se stessi o credere quello che ci piace, ma non quello che Dio ci sta chiedendo.
Ed allora si che diventa un Dio dei morti e non dei viventi.

Buona giornata!!