Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

martedì 31 maggio 2016

Martedì 31 Maggio Visitazione della beata vergine Maria

Dal Vangelo secondo Luca 1,39-56

In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”.

Allora Maria disse:
“L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre”.
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

 

 

 

 

Quest'incontro tra Maria ed Elisabetta mi ha sempre emozionato!
Queste due donne che si incontrano, si fermano, si guardano, comprendono a vicenda il mistero dell'altra, ed esplodono di gioia!
Si riesce ad immaginare quanto erano gioise queste due donne? Piene di gioia e piene di vita, quella gioia viene proprio dalla vita che portano in grembo!
La prima cosa bellissima da notare, è Maria incinta che si fa dono, servizio verso la cugina, ed affronta sola un viaggio pericoloso per esserle accanto.
Basta un istante, una parola di saluto, e subito in Elisabetta esplode la gioia, le sue parole di beatitudine sono un inno di lode.
E poi Maria che si "lancia" in questo canto magnifico, che esalta tutto ciò che il Padre ha fatto per lei e per gli uomini.
Queste due donne nella loro semplicità e fecondità, mi insegnano a gioire di vero cuore dei doni del Signore. Troppo spesso è più facile vedere le cose che non vanno in me e negli altri. 
Loro due pur consapevoli della grandezza a cui sono chiamate non si spaventano ma sanno gioire del dono immenso, inaspettato, ma più bello possibile (cosa c'è di più bello del generare una vita?)
Io sono consapevole dei doni di Dio nella mia vita? 

Buona giornata!

sabato 28 maggio 2016

Sabato 28 Maggio

Dal Vangelo secondo Marco (11, 27-33)

27Andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani 28e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». 29Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. 30Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». 31Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. 32Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. 33Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

 

 

 

Ai farisei non interessano molto le opere che Gesù compie, nemmeno se sono opere buone che danno vita. Per loro è importante solo capire chi gli "da autorità" per farle.
Perchè fino a quel momento sono solo loro quelli che hanno autorità, ed ora si sentono insidiati da questo Gesù.
Molte volte anche io, più che volgere lo sguardo sulla bontà delle opere compiute da qualcuno, mi concentro sul perchè e sulla paura che mi "freghi il posto", fino ad arrivare a giudicare come negativa una cosa buona!
Ma ancora peggio. 
A volte sono proprio come quei farisei che non rispondono alla domanda di Gesù per non avere problemi. A loro non interessa la verità, interessa mantenere autorità tra la gente e quindi non vogliono dire cose "scomode".
Quante volte mi rendo conto che invece di testimoniare davvero, con forza, il Vangelo, per paura di essere giudicato me ne resto in silenzio!
E vedo tanti casi concreti. 
Penso alla situazione dei migranti, è più comodo tacere che dire la verità del Vangelo e magari venire contestati dal mondo che la pensa in maniera opposta!
E cosi anche con i carcerati o con i tossicodipendenti o i senzatetto, in fondo "se la sono cercata" (purtroppo molta gente la pensa cosi). 
Potrei fare una fila enorme di silenzi (colpevoli e complici) che vivo per non "turbare" o diventare impopolare.
Ma il Vangelo mi chiede davvero questo? Gesù mi chiede davvero questo?

Buon fine settimana

venerdì 27 maggio 2016

Venerdì 27 Maggio

Dal Vangelo secondo Marco (11, 11-25)

11Gesù entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.

12La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. 13Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. 14Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.

15Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe 16e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. 17E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni?  

 

Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». 

18Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. 19Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.

20La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. 21Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». 22Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! 23In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. 24Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. 25Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe»

 

 

 

 


"Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe"
Quanto sono incapace di vivere questo!
Eppure se ci penso, è basilare, è i fondamento della preghiera! Come posso mettermi in dialogo con il Padre se provo rabbia con qualcuno dei miei fratelli?
E' una bellissima ipocrisia!
Sembra quasi paradossale che Gesù stesso dica queste parole, il giorno dopo essersi arrabbiato con dei fratelli che avevano reso il tempio, una specie di mercato.
Forse ancora di più mi mostra che il suo non è "perbenismo", sa arrabbiarsi, indignarsi per le cose che sono sbagliate, ma non porta rancore e men che meno odia chi sbaglia. Il giorno dopo è già pronto a ricominciare.
Io invece ho la memoria troppo lunga su queste cose, e se un fratello commette un errore o mi ferisce me la lego al dito per molto tempo, prima di trovare pace con me stesso e quindi con lui.
Certamente proprio nella preghiera posso trovare questa pace. La preghiera vera può tutto, ci dice oggi Gesù, potrebbe far spostare persino le montagne. Tanto più allora se chiedo veramente la pace, il perdono, per me stesso e per chi mi ha ferito.
Il rancore è come un tarlo che alla fine consuma, non aiuta a risolvere il conflitto e allarga la mia ferita. 
Ma alla fine, sa perdonare davvero solo chi si riconosce perdonato. 

Buona giornata!

 

giovedì 26 maggio 2016

Giovedì 26 Maggio S. Filippo Neri

Dal Vangelo secondo Marco 10,46-52.  

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare.
Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Allora Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!».
Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che vuoi che io ti faccia?». E il cieco a lui: «Rabbunì, che io riabbia la vista!».
E Gesù gli disse: «Và, la tua fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada. 

 

 

 

 

"Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!"
Quante volte nella storia, ed anche oggi, questa scena!
Gli ultimi, gli emarginati, chi è nella difficoltà non ha voce. E quando prova a gridare, a chiedere aiuto, c'è chi infastidito vuole metterlo a tacere!
Ma Bartimeo grida ancora più forte!
Questo suo grido va oltre , il "quieto vivere" dei suoi concittadini, infastiditi dalla "figuraccia" che questo cieco gli sta facendo fare.
Arriva a Gesù, il suo grido, e Lui lo accoglie e lo chiama a se.
"Che vuoi che io ti faccia?"
Gesù ripropone questa domanda, folle, scontata. E' ovvio che vuole essere guarito.
Ma come sempre vuole sentirmelo dire, vuole che anche io stesso, diventi consapevole, del miracolo tanto grande e possibile che sto chiedendo; ma soprattutto vuole che capisca chi ho di fronte: il Figlio di Dio.
La cosa magnifica ,secondo me, di questo Vangelo è notare come alla fine Bartimeo "usa" questo dono: "prese a seguirlo".
Sceglie di usare la vista ritrovata, per andare dietro a Gesù, tra l'altro ora che Gesù va verso Gerusalemme, incontro alla morte, nel momento più difficile della sua vita. Ma Bartimeo lo segue.
Ed io? Come "sfrutto" i piccoli grandi miracoli che il Signore fa alla mia vita?

Buona giornata!

mercoledì 25 maggio 2016

Mercoledì 25 Maggio

Dal Vangelo secondo Marco 10,32-45

In quel tempo, Gesù, prendendo in disparte i Dodici, cominciò a dir loro quello che gli sarebbe accaduto: “Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi: lo condanneranno a morte, lo consegneranno ai pagani, lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno; ma dopo tre giorni risusciterà”.
E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: “Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo”. Egli disse loro: “Cosa volete che io faccia per voi?” Gli risposero: “Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”. Gesù disse loro: “Voi non sapete ciò che domandate. Potere bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?” Gli risposero: “Lo possiamo”. E Gesù disse: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato”.
All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: “Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.

 

 

E' veramente pazzesca e surreale la scena che il Vangelo ci descrive oggi!
Gesù sta andando incontro alla Sua  passione e condivide ciò con i discepoli. Quello che racconta fa davvero paura e lascia pieni di tristezza.
Invece due dei discepoli, gli si avvicinano per chiedergli un posto di prestigio (alla destra ed alla sinistra).
E non sono due discepoli a caso! Giacomo e Giovanni sono tra i primi che lo hanno seguito, ed in più Giovanni in un altro Vangelo è definito: il discepolo che Gesù amava.
Eppure in un momento cosi tragico, se ne escono con questa richiesta quanto mai inopportuna!
Ma in fondo non è quello che vivo anche io?
Cosi incentrato sul mio successo, sull'essere il primo, sul mio essere indipendente, con il pieno controllo sulla mia vita; e non mi rendo conto di quello che mi avviene attorno, nemmeno se una persona cara soffre, nemmeno se sto vivendo gomito a gomito da tre anni con Dio.
Gesù oggi mi dice che per Lui vale proprio l'opposto: "chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti."
E me lo ha dimostrato scegliendo come primo degli apostoli, proprio Pietro! Si oggi lo esaltiamo come un grande apostolo, ma dimentichiamo che lui è quello che rinnega Gesù, che come gli altri non capiva appieno chi fosse.
Ecco io di certo non sono meglio di Pietro, ma come lui non era meglio di Giacomo, Giovanni e degli altri discepoli, ma il Signore viene a farmi "primo" prendendo tutta la mia limitatezza e pochezza.
A lui non fa paura, non la teme. 
Ed io?

Buona giornata!!!

martedì 24 maggio 2016

Martedi 24 Maggio

Dal Vangelo secondo Marco 10,28-31

In quel tempo, Pietro disse a Gesù: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito”.

Gesù gli rispose: “In verità vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna. E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi”.

 

 

Che bella legnata sui denti!!!
Si perchè quello che ha detto Pietro, in fondo lo pensiamo anche tutti noi. Specialmente i consacrati.
Ah la tentazione di esserci meritati qualcosa, come un premio, perchè abbiamo deciso di seguirlo.
Ma Dio non si compra, i suoi doni non si possono acquistare, la logica del "dare per ricevere" con Lui proprio non funziona!
E' difficile da capire, specialmente oggi nell'era del capitalismo, dove sembra così semplice: voglio una cosa? Ho il denaro la compro!
Figuratevi che anche delle "religioni" offrono la possibilità di comprare la salvezza (ha dire il vero anche noi con le indulgenze anni fa).
Gesù oggi invece a questa mia tentazione risponde, facendomi capire che non ho colto per nulla il suo messaggio.
Mi dice: " Guarda che hai già ricevuto al presente, ora e qui, cento volte tanto!"
Ma quando mi verrebbe da rispondere?
E se ci penso mi vengono in mente i sorrisi dei bambini al Cottolengo, o quello del povero alla stazione, l'abbraccio di un amico in un momento di dolore, l'incrocio di sguardi con tante altre persone.......
Ed allora si non ho capito davvero nulla!
Per fortuna che gli ultimi saranno i primi.

Buona giornata!!!

sabato 21 maggio 2016

Sabato 21 Maggio

Dal Vangelo secondo Marco 10,13-16

In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano.

Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso”.

E prendendoli fra le braccia e imponendo loro le mani, li benediceva.

 

 

Gesù si indigna! 
Sono onesto la sua reazione mi fa molto piacere. 
Spesso capita anche a me (non voglio mica paragonarmi a Gesù!), di infastirmi per lo stesso motivo.
A volte in chiesa ci sono bimbi o persone disabili, che durante la celebrazione fanno rumore, e inevitabilmente arriva il personaggio (pio e devoto) di turno a chiedere ai genitori o chi è con loro, di farli smettere, perchè danno fastidio; magari attribuendo a Dio presunte punizioni che mai e poi mai darebbe.
Questa cosa mi da un fastidio enorme! 
Sarà per gli anni condivisi con i disabili, ma sono fermamente convinto che per loro la preghiera è quella, e sono certissimo che è molto meglio della mia!
Ovviamente non sono mica per promuovere il caos, il silenzio fa parte della preghiera se è possibile viverlo.
Ma se si tratta di bimbi o di disabili, o anziani; credo che anche quel rumore faccia parte del loro essere, parla di loro.
Per questo anche Gesù nel Vangelo di oggi lo valorizza, perchè i bambini con quella loro spontaneità, arrivano al cuore del loro essere, sono così come il Padre li ha creati.
Noi "buoni" e "bravi" invece, spesso e volentieri siamo finti, di facciata, e così è anche la nostra preghiera e le nostre celebrazioni a volte.
Ma io sono capace di essere vero e trasparente come un bambino?

Buon fine settimana!!!!

 

venerdì 20 maggio 2016

Venerdì 20 Maggio

Dal Vangelo secondo Marco 10,1-12

In quel tempo, Gesù, partito da Cafarnao, si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l’ammaestrava, come era solito fare. E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: “È lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?” Ma egli rispose loro: “Che cosa vi ha ordinato Mosè?” Dissero: “Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla”.
Gesù disse loro: “Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto”.
Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio”.

 

 

La legge permetteva all'uomo di ripudiare la propria moglie.
Viceversa non era nemmeno pensabile. Una donna che aveva una relazione con un altro uomo, oltre il marito, veniva lapidata come nel caso dell'adultera che Gesù salva.
La prima cosa che mi colpisce nel Vangelo di oggi, è Gesù che elimina questa differenza e porta per la prima volta una parificazione: 
"Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio".
Ma va anche oltre tutto questo, va oltre la semplice legge!
I farisei, tecnicamente, erano nel giusto perchè la legge prevedeva il ripudio. Gesù li invita a trasgredire, nel vero senso della parola, cioè: andare oltre.
Andare oltre la norma, che si sono dati per interesse personale, e giungere al nocciolo della relazione tra marito e moglie, cioè l'amore!
"l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne".
Ma quanto belle sono queste parole? E quell'immagine di una carne sola?
Il Vangelo di oggi mi fa notare come troppo spesso mi soffermo sui miei interessi, e mi nascondo dietro facili regole o norme, per autogiustificarmi. Questo chiude. Mi chiude all'amore, agli altri, a me stesso.
Oggi Gesù mi invita davvero ad andare oltre, oltre me stesso!

Buona giornata!!




giovedì 19 maggio 2016

Giovedì 19 maggio

Dal Vangelo secondo Marco 9,41-50

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, sarebbe meglio per lui che gli passassero al collo una mola da asino e lo buttassero in mare.
Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile.
Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna.
Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. Perché ciascuno sarà salato con il fuoco.
Buona cosa il sale; ma se il sale diventa senza sapore, con che cosa lo salerete? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri”.

 

 

 

A volte può bastare un gesto semplice, come dare un bicchiere d'acqua, per fare qualcosa di molto importante!
Spesso mi scordo di questo, e quante volte ho rifiutato "un bicchiere" ad un fratello che ho incontrato sul mio cammino!
Gesù oggi ci invita ad essere "in pace gli uni con gli altri"
Credo sia proprio in funzione di questo, che evidenzia alcuni pericoli.
Se la mia mano è di scandalo, cioè se la uso per ferire invece per accarezzare, se la tengo chiuso invece che aperta; è meglio per me essere monco.
E se uso il mio piede per scalciare invece che per camminare insieme, forse è meglio essere zoppo.
E se uso il mio occhio per giudicare, per vedere i limiti dell'altro, invece che per osservarne le bellezze e per vederlo come un figlio di Dio; forse è meglio essere cieco.
Corro il rischio di usare male i doni che Dio mi ha fatto, il pericolo di essere sale senza sapore, cioè inutile.
Il primo grande pericolo è di essere scandalo per me stesso, perchè non rispondo alla prima e fondamentale vocazione: quella di essere uomo, figlio di Dio, e quindi fratello.

Buona giornata!

mercoledì 18 maggio 2016

Mercoledì 18 Maggio ( San Felice da Cantalice)

Dal Vangelo secondo Marco 9,38-40

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: “Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri”. Ma Gesù disse: “Non glielo proibite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. Chi non è contro di noi, è per noi”.

 

 

 

Ieri Gesù ha dato una bella "bastonata" al nostro perenne desiderio di primeggiare, di essere a capo.
Oggi ce ne da un'altra, stavolta bastona la nostra invidia, le nostre gelosie.
Spesso quest'invidia nei confronti degli altri, non mi permette di vedere le cose nel modo giusto, e nemmeno di usare la ragione!
Gesù lo mostra subito ai discepoli, preoccupati di perdere il loro privilegio: 
"non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me".
Semplice logica! Eppure l'invidia rende ciechi ed incapaci di comprendere, ti fa alzare i muri perchè devi difenderti da un possibile pericolo!
Quante volte facciamo cosi? Spesso siamo portati a vedere minacce ovunque, molti fratelli diventano un pericolo, solo perchè non sono identici a noi, non sono del nostro gruppo, non la pensano uguale; ma in fondo sono per noi, con noi. Sono "semplicemente" fratelli.
Nella mia vita questo purtroppo capita spesso, proprio per questo serve chiedere al Signore "occhi nuovi" e capacità di "discernere", ma senza avere la paura di tutto e di tutti!
L'invidia nasce da una ferita che portiamo dentro, qualcosa che ci fa soffrire e con cui non abbiamo ancora fatto pace. Riconciliamoci con noi stessi!
 

Buona giornata!!
 

martedì 17 maggio 2016

Martedì 17 Maggio

Dal Vangelo secondo Marco 9,30-37

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: “Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà”. Essi però non comprendevano queste parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni.

Giunsero intanto a Cafarnao. E quando fu in casa, chiese loro: “Di che cosa stavate discutendo lungo la via?” Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: “Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti”.

E preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: “Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato”.

 

 

Non ci si sfugge!!!
Nemmeno i discepoli, che vivevano gomito a gomito con Gesù non sono esenti da quella domanda che spesso abbiamo dentro (anche se non lo diciamo): Ma chi è il più grande/importante/ il primo tra di noi?
Eppure hanno visto che Gesù segue una logica completamente diversa, che non segue gli "standard" del mondo.
E lo fa ancora una volta: "Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti".
Nonostante le persone a Lui più vicine, non riesco a capire Gesù ripete, con più forza, il suo "folle" messaggio.
Perchè devo essere onesto: sono passati 2000 anni ma quel messaggio resta totalmente folle. Dice l'esatto opposto di quello che tutti pensiamo.
L'unico modo per comprendere davvero quelle parole è restare con lo sguardo fisso su Gesù, ed allora li mi rendo conto che davvero quella è la sua vita; e tutto questo prende senso nella croce.
Si perchè proprio la croce è l'esatto opposto dell'essere il più grande, ed il primo.
Il più grande l'avrebbe evitata, sfuggita. Gesù avrebbe potuto scendere dalla croce, aveva il potere per farlo, ma sceglie di restarci.
Oggi chiede anche a me di scoprimi e diventare più piccolo e se proprio voglio diventare il primo devo essere "il servo di tutti".
 Questa è la vita e l'essenza del cristiano.

Buona giornata!!

sabato 14 maggio 2016

Sabato 14 Maggio San Mattia apostolo

Dal Vangelo secondo Giovanni 15,9-17.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati.
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando.
Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda.
Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri». 

 

 

 

"Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi"
Spesso me ne dimentico Signore! 
Viene molto più facile credere di essere i proprietari di questa vita e di tutte le scelte.
E' più semplice, credersi bravi, dalla parte giusta, a volte anche migliori degli altri.
Ma non sono io ad aver scelto Te!
Il rischio è quello di credere che la vocazione sia per pochi eletti, ma se cosi fosse davvero ci sarebbe qualcuno migliore degli altri.
Non è così, la vocazione (chiamata) è per tutti.
Il Padre chiama tutti, certo con diversità di ruoli e di scelte di vita, ma ad ognuno ripete sempre: "amatevi gli uni gli altri".
Invece il mio rischio è quello di soffermarmi solo sull'essere stato chiamato, e non fare il passaggio successivo, cioè comprendere "a cosa sono stato chiamato".
Il Signore può anche chiamarci, ma se restiamo chiusi all'amore rischiamo di fargli perdere la voce!

Buon fine settimana

venerdì 13 maggio 2016

Venerdì 13 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 21,15-19

In quel tempo, quando si fu manifestato ai discepoli ed essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle».
Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle.
In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi».

 

 

"Mi Ami?" "Ti voglio bene"
Il brano di oggi è davvero uno dei più belli! 
Forse dico questo perchè per anni non l'ho mai capito, fino a quando non l'ho letto per la prima volta in greco, e poi nella nuova traduzione della Bibbia. 
In quella vecchia si traducevano questi due verbi (Amare- Voler bene) sempre allo stesso modo con la parola amare, anche se nell'originale greco usa 2 termini differenti.
Ed allora non capivo! Gesù dice "mi ami?" e Pietro risponde "lo sai che ti amo", mi chiedevo perchè Gesù gli fa la stessa domanda 3 volte dopo che ha ricevuto una risposta affermativa?
Con la traduzione corretta cambia tutto! Gesù dice "mi ami" ma Pietro risponde "ti voglio bene" (il verbo amore in greco si dice in modo differente, ci sono diversi gradi dell'amore).
Gesù rifà la domanda ma Pietro risponde uguale, non riesce ad andare oltre; gli vuole bene ma sa che l'amore chiede di più.
Ed allora la terza volta è Gesù che si abbassa, non giudica, non condanna, ma scende al livello di Pietro, e gli chiede "mi vuoi bene?".
E' quello che fa con tutti noi! 
Anche quando lo rinneghiamo, lo teniamo a distanza, pecchiamo; Lui non se ne va, non si allontana anzi ci viene incontro, ci viene a prendere li dove siamo, nonostante tutto.
Ed anche se non riusciamo ad amarlo come vorrebbe, ci dice lo stesso: "Seguimi".

Buona giornata!!!!

giovedì 12 maggio 2016

Giovedì 12 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 17,20-26

In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi al cielo, così pregò: “Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.

Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato, siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.

Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato.

E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro”.

 

 

 

 

"Li hai amati come hai amato me"
Oggi mi sono soffermato su questa frase del Vangelo.
E' una cosa inspiegabile, troppo grande per noi.
Posso credere che il Signore mi ha amato, e mia ama; ma che mi ami come il Figlio è grandissimo.
E' un po' quello che dicevo ieri, nel Suo desiderio di essere relazione d'amore, la Trinità, mi vuole portare al Suo interno.
E come è possibile che io sia amato cosi immensamente dal Padre, eppure riesco ad amare cosi poco i fratelli?
Mi dona tanto di  quell'amore che se me ne rendessi conto davvero ne morirei!
Forse proprio da qui devo ri-partire. 
Dal fermarmi ogni giorno per rendermi conto di  quanto il Padre ama. Mi ama.
Lasciandomi portare realmente all'interno di quella relazione d'amore che è la Trinità, potrei imparare ad amare. Ad amare per davvero.
Non solo a fare piccoli gesti, che a volte sembrano falsi, o forse sono educazione o rispetto. 
No, no, amore vero quello che sa donare la vita.

Buona giornata!!!


mercoledì 11 maggio 2016

Mercoledì 11 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 17,11b-19

In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi al cielo, così pregò: “Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi.

Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.

Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.

Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità”.

 

 

 

 

"Perchè siano una cosa sola, come noi"
Che bella quest'affermazione di Gesù, è di una potenza enorme!
Ci affida al Padre, chiedendogli di custodirci, ma con questa indicazione precisa: fa che siano una cosa sola. E con un modello: la Trinità.
Quante ne avremmo bisogno d essere una cosa sola!!!
Spesso mi rendo conto che invece rischio di essere un'isola, penso solo a me stesso, o al massimo mi impegno per gli altri ma dopo che sono "apposto" io!
E' un po' uno dei mali di oggi: quello di fare le cose "solo per".
Solo per se stessi.
Solo per i propri cari
Solo per quelli del mio gruppo.
Solo per ....
E' l'esatto opposto del Vangelo. E' l'opposto di quello che faceva Gesù. Lui era: "anche per".
Anche per i lebbrosi
Anche per i samaritani
Anche per i pagani.
Gesù chiede al Padre che siamo una cosa sola come la Trinità.
Proprio nella relazione d'amore tra Padre, Figlio e Spirito, si vede questa proiezione ad extra. Dalla loro comunione d'amore nasce il voler coinvolgere l'uomo tanto da renderlo partecipe dell'amore trinitario. "Anche per" l'uomo.
Che bello!
Ti chiedo Signore il dono di non essere mai "solo per" ma come te "anche per".
Anche per tutti, nessuno escluso.

Buona giornata !!!!! 

martedì 10 maggio 2016

Martedì 10 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 17,1-11a

In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: “Padre, è giunta l’ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo.

Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.

Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.

Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te”.

 

 

 

La vita eterna è conoscere il Padre.
Forse noi oggi diamo un significato molto basilare al verbo conoscere: non ci da l'idea di qualcosa che va in profondità, ma si ferma alla superficie.
Non è certo questo il conoscere di cui ci parla oggi Gesù.
Il suo conoscere indica innanzitutto una relazione, profonda, anzi intima con il Padre.
E' una relazione affettiva.
A noi è possibile proprio grazie a Gesù, il segno per eccellenza dell'amore di questo Dio, che vuole a tutti i costi una relazione con noi, tanto da farsi uomo, come noi.
Io credo che la conoscenza del Padre e di Gesù, passi inevitabilmente attraverso la conoscenza del fratello. Del fratello più escluso, quello che nessuno vuole conoscere, quello dimenticato da tutti.
Ed ovviamente anche grazie alla preghiera, mezzo per eccellenza di conoscenza di Dio. 
Queste due realtà che, purtroppo, spesso mettiamo in contrapposizione in realtà non lo sono per niente, anzi, una verifica l'altra.
Non esisterà (in senso cristiano) mai una preghiera vera,senza il servizio al fratello, ne viceversa.
Ed allora conoscerò sempre di più il Padre quante più mani stringerò, volti accarezzerò, lacrime asciugherò.
Certo per farlo dobbiamo alzare lo sguardo oltre il monitor o lo schermo dello smartphone. :-)

Buona giornata!

lunedì 9 maggio 2016

Lunedì 9 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 16,29-33

In quel tempo, i discepoli dissero a Gesù: “Ecco, adesso parli chiaramente e non fai più uso di similitudini. Ora conosciamo che sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio”. Rispose loro Gesù: “Adesso credete? Ecco, verrà l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto proprio e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!”

 

 

 

 

"Io ho vinto il mondo"
Ed allora di che abbiamo paura?
Spesso dico che la peggior malattia che, secondo me, abbiamo noi cristiani è la paura di tutto.
Siamo spesso sulla difensiva, sempre con il terrore che tutto e tutti stiano complottando per distruggere la nostra fede, eliminare il cristianesimo.
Ma se Lui ha vinto il mondo, noi di che abbiamo paura?
Anche ammesso che davvero ci sia chi vuole eliminare il cristianesimo (purtroppo delle realtà ci sono), non dobbiamo temere proprio per queste sue parole.
Questo mi aiuta a non vedere il male ovunque, anche dove non c'è. E di conseguenza a non considerare un nemico pericoloso ogni persona che ha un credo diverso, o non la pensa come me.
Questo modo di pensare si che è una malattia, perchè ci fa diventare noi stessi i distruttori della nostra fede. 
Chi esclude, in qualsiasi caso, non vive la fede nel Dio di Gesù Cristo. 
Un amico diceva "dimmi chi escludi e ti dirò chi sei".
Come ci ricorda papa Francesco, l'esclusione, il muro non sono parole cristiane nemmeno se siamo vittima della paura.
Ma paura di chi?

Buona settimana!!!!

sabato 7 maggio 2016

Sabato 7 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 16,23b-28

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “In verità, in verità vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.

Queste cose vi ho dette in similitudini; ma verrà l’ora in cui non vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e io non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso vi ama, poiché voi mi avete amato, e avete creduto che io sono venuto da Dio. Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo, e vado al Padre”. 

 

 


 
"il Padre stesso vi ama"
Quanto è bello e consolante questo, e quanto spesso me ne dimentico!!
Si, perchè è più facile credere che quest'amore da parte del Padre vada meritato, quasi acquistato con le molte parole e le buone opere.
Per fortuna non è così, altrimenti credo che sarei spacciato, perchè non potrei far mai nulla da essere degno dell'amore di Dio. E' un amore gratuito, immeritato, libero dalla logica del contraccambio.
Si manifesta nella sua pienezza proprio in quel: "sono venuto nel mondo" di Gesù.
Se diventassi capace di vivere la mia vita, consapevole di essere amato dal Padre, credo che tutto cambierebbe.
Cambierebbero le mie relazioni, cambierebbe quello che faccio e come lo faccio, cambierebbe lo sguardo con cui guardo gli altri. Cambierei io!
Si credo proprio che sarebbe un mondo diverso quello in cui gli uomini e le donne si riscoprissero veramente amati da Dio. Come fermarsi un istante davanti ad uno specchio e sorridendo dire sottovoce: "il Padre mi ama veramente, ama proprio me, non tutti a caso, ma me Maichol".
Forse da li partirebbe quel mondo di cui parlava ieri papa Francesco (parlava di Europa ma vale anche per il resto del mondo).
Il Regno di Dio.

Buon fine settimana!

venerdì 6 maggio 2016

Venerdì 6 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 16,20-23a

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia”.

 

 

Nessuno ci potrà togliere la nostra gioia!
La gioia di cui Gesù ci parlava ieri, quella legata alla sua resurrezione.
L'esempio che oggi ci offre mi piace moltissimo: la donna che partorisce.
Per ovvie ragioni non so se sia davvero così, ma lo credo molto probabile. Cosa c'è di più bello, di più grande di dare la vita?
Certo si passa per un dolore enorme, ma poi questo dolore cede il passo alla bellezza, alla gioia.
L'amore porta sempre con se un po' di dolore, specialmente se è vero. Perchè amare davvero  vuol dire aprirsi, scoprirsi e si corrono dei rischi perchè l'altro ti può ferire. Ma ne vale la pena.
Forse Gesù vuol dirmi proprio questo oggi, amarlo davvero comporta dei rischi, posso rimanerne ferito perchè mi mette in discussione, perchè non corrisponde perfettamente all'immagine che mi sono fatto di Lui, perchè magari per questo non verrò capito o deriso da altri. Ma ne vale la pena!
Ed anche li, la sofferenza cederà il passo alla gioia! Mi viene in mente Emmaus ed i due discepoli tristi e doloranti dopo la morte di Gesù, ma ricolmi di gioia alla spezzare del pane, così felici da lasciar sulla tavola il pasto, rimettendosi in cammino pure a tarda serata.
Pieni di gioia come una mamma che guarda per la prima volta il suo bambino.
Per me il Signore ci guarda così, con quegli stessi occhi.

Buona giornata!!!!

giovedì 5 maggio 2016

Giovedì 5 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 16,16-20

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Ancora un poco e non mi vedrete; un po’ ancora e mi vedrete”. Dissero allora alcuni dei suoi discepoli tra loro: “Che cos’è questo che ci dice: Ancora un poco e non mi vedrete, e un po’ ancora e mi vedrete, e questo: Perché vado al Padre?”. Dicevano perciò: “Che cos’è mai questo ‘‘un poco’’ di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire”.
Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: “Andate indagando tra voi perché ho detto: Ancora un poco e non mi vedrete e un po’ ancora e mi vedrete? In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia”.

 

 

 


"la vostra afflizione si cambierà in gioia."
Ma è davvero così? Io sono davvero pieno di gioia per il Signore?
Certo per i discepoli lo è stato! Qui Gesù parlava della sua passione imminente, e loro dopo l'angoscia della morte di Gesù (che significava la fine di tutto ed il fallimento), si immergono nella gioia scoprendo che Gesù è risorto ed è vivo, li con loro.
Ma oggi è ancora così????
Non vorrei sembrare negativo ma a me sembra di no! Noi cristiani (non tutti ovviamente) troppo spesso più che ricolmi di gioia, sembriamo spenti, tristi, come in un perenne funerale. Sembra che siamo rimasti tra quel venerdì al calvario ed il sabato dell'assenza di Gesù. 
Ci manca la domenica della resurrezione!
Certo ci sono situazione di vera angoscia, penso ai cristiani che vivono in zone dove vengono perseguitati, ma io, ma noi che viviamo la nostra fede liberamente come esprimiamo la nostra gioia?
Credo sia anche per questo che il messaggio che portiamo ha perso forza, una testimonianza gioiosa contagia, una faccia da funerale fa scappare.
Dovrei fermarmi e restare come Maria di Magdala quella mattina al sepolcro, quando dopo il pianto di disperazione sente pronunciare il suo nome come lo pronunciava Lui, ed allora il cuore esplode di gioia!

Buona giornata!!!

 

mercoledì 4 maggio 2016

Mercoledì 4 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 16,12-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà”.

 

 

 

Spesso mi rendo conto di essere anche io un figlio della mia generazione!
Una generazione che vuole tutto e subito, senza aspettare. Una generazione che ha perso il significato dell'attesa.
Il Signore conosce bene questo valore, lo utilizza per aiutarci ed educarci.
Il tutto e subito serve a poco, vorrebbe farmi portare dei pesi troppo grandi per me al momento, con il rischio di restarne schiacciato.
E' lo Spirito che lentamente, conoscendo i miei tempi, e rispettandoli, mi dona ogni giorno il "peso" giusto e mi aiuta a portarlo. 
Per non subire la vita, ma per viverla!
Che grande dono l'attesa, forse è per questo che m emoziono ogni giorno a vedere l'albero fuori dalla mia finestra che piano piano, lentamente, con i suoi tempi, è passato dall'essere spoglio, nudo, all'essere ricoperto di foglie e rigoglioso.
Davvero il creato, la natura è maestra d'attesa.
Lo Spirito vuole guidarmi ad essere così, abbandonato fiduciosamente nel Signore, che lentamente mi "guiderà alla verità tutta intera".

Buona giornata!!!!

martedì 3 maggio 2016

Martedì 3 Maggio Santi Filippo e Giacomo apostoli

Dal Vangelo secondo Giovanni 14,6-14.  

In quel tempo, Gesù disse a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».

Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?

Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere.

Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.

In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre».

Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio.

Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.» 

 

 


Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto?
Eh si il pericolo è di stare da tanto con Lui, ma non conoscerlo per davvero!
E' molto più facile farmi un'immagine di Lui tutta mia e metterci dentro tutto quello che interessa a me, o che io credo.
Se questo rischio l'hanno corso gli apostoli, io di certo non ne sono esente.
L'unico vero "modo" per conoscere il Padre, è passare attraverso Gesù. Non c'è altra strada!
Eppure spesso mi perdo in ragionamenti, teorie ed altre realtà che possono anche essere utili, ma non sono la Via. Oggi Gesù l'ha detto chiaramente "io sono la Via".
Ed allora l'unico modo che ho per giungere al Padre, è percorrere questa via; cioè vivere come Cristo.
Non è certo semplice, ma questa è la scelta del cristiano. 
Devo fare come Gesù e spogliarmi di tutte le paure, che mi tengono sulla difensiva nei confronti di tutto e tutti. Gesù non temeva niente e nessuno, non si preoccupava di toccare donne, o samaritani, o lebbrosi, o indemoniati.
Lui è la via!
Io chi sono per cambiare direzione o farla cambiare agli altri?

Buona giornata!!


lunedì 2 maggio 2016

Lunedì 2 Maggio

Dal Vangelo secondo Giovanni 15,26-16,4a

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.

Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma io vi ho detto queste cose perché, quando giungerà la loro ora, ricordiate che ve ne ho parlato”.

 

 

Credo davvero nell'azione dello Spirito nella mia vita?
Spero di non scandalizzare, ma condivido appieno le altre confessioni religiose quando criticano i cattolici di aver dimenticato lo Spirito Santo.
Lui, che spesso dimentico, è quello che fa la differenza nella mia vita!
Altrimenti credo che tutto "viene" da me: la preghiera, il servizio....
Senza lo Spirito non sarei capace di  "conoscere il Padre ne il Figlio", come quei farisei. 
Ed allora è inevitabile che tengo il Signore fuori dalla porta, pur credendo di essergli amico, lo perseguitiamo " pur credendo di rendere culto a Dio".
Quante volte nella storia abbiamo fatto cose abominevoli, credendo di rendere culto a Dio!!! Per dirne una le SS portavano una cintura sulla cui fibbia c'era scritto "Dio lo vuole". Anche i terroristi di Daesh oggi uccidono credendo di rendere culto a Dio.
Ma anche io spesso rendo culto a Dio, con molte preghiere e liturgie, ma poi tengo il diverso lontano da me, creo muri invece di ponti, penso che la diversità sia un pericolo ed allora escludo.
Forse è ora che torniamo ad invocare lo Spirito perchè ci dia occhi nuovi, quelli di Cristo, affinchè vedendo il fratello riconosca nel suo volto proprio quello di Gesù, che poi è anche il mio.

Buona settimana!