Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

giovedì 31 marzo 2016

Giovedì 31 Marzo

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 24,35-48.

In quel tempo, di ritorno da Emmaus, i due discepoli riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!».
Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma.
Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore?
Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho».
Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.
Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».
Gli offrirono una porzione di pesce arrostito;
egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».
Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse:
«Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno
e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.
Di questo voi siete testimoni. 

 

 

 

Me li immagino facilmente i discepoli, in questi momenti, avvolti e scovolti dalle emozioni!
La gioia perchè il loro Signore è risorto, ma anche la paura, il dubbio che sia un illusione, qualcosa di impossibile!
Li immagino perchè anche a me succede spesso! 
E c'è davvero bisogno che arriv Gesù, e mi porga il suo saluto più bello, più dolce: "Pace a voi".
Solo Lui può donarci quella pace di cui abbiamo bisogno, per frenare tutte queste emozioni e lasciarci accogliere, lasciarci abbracciare.
E riparte con i discepoli da quell'ultimo momento di gioia vissuto assieme: un pasto, insieme attorno ad un tavolo.
E qui spiega loro le Scritture ed il senso di tutto quello che è avvenuto in quei giorni. Non è stata una fine, come temevano, ma l'inizio ed ora Lui è ancora qui!
E la  Pace è in mezzo a loro, in mezzo a noi.

Buona giornata!

mercoledì 30 marzo 2016

Mercoledì 30 Marzo

Dal Vangelo secondo Luca 24,13-35

Nello stesso primo giorno della settimana, due discepoli di Gesù erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Èmmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto.

Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. Ed egli disse loro: “Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?” Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Cleopa, gli disse: “Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?” Domandò: “Che cosa?” Gli risposero: “Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l’hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l’hanno visto”.

Ed egli disse loro: “Stolti e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?” E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.

Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: “Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino”. Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Ed ecco si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. Ed essi si dissero l’un l’altro: “Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?”

E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone”.

Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

 

 

 

 

Questo è sicuramente uno dei brani pasquali più noti, l'avremo ascoltato migliaia di volte non solo nella liturgia.
Eppure ogni volta (come sempre nella Parola di Dio) c'è qualcosa che ci colpisce, ci parla in quel preciso momento.
Siamo un po' tutti noi quei due discepoli sfiduciati. Non è un caso che uno abbia un nome e l'altro no, è un modo dell'evangelista per dire proprio questo: potrei essere io quel discepolo.
Con la faccia triste,  torno a casa,  dopo tre anni in cui ho investito tutto me stesso, ho lasciato tutto per seguire una persona che alla fine non si è dimostrata quello che credevo che fosse!
Non hanno ancora compreso chi è Gesù, questi due! " un profeta potente in parole e opere" o "il liberatore d'Israele"
Pur essendo due discepoli sono rimasti legati alla loro idea, a ciò che loro cercavano e quindi non hanno visto in Lui il Figlio di Dio.
Ma Gesù arriva nella loro angoscia e senza fretta spiega a loro ogni cosa.
Ma non si rivela, con la teoria, mentre spiega le scritture; i due discepoli avrebbero dovuto riconoscerlo già li, visto che erano tre anni che lo sentivano mentre insegnava!
No. Si rivela, nel gesto semplice, ma per loro profondamente intimo, affettivo, dello spezzare il pane. Come quella sera della settimana precedente!
Questo è d'esempio anche per me! Quante volte vorrei riconoscere il Signore con la teoria, con le parole ed invece non lo vedo in quel gesto amorevole del pane spezzato per me, ogni giorno!
Nonostante tutto, nonostante le mie pochezze, quel pane spezzato c'è sempre, segno infinito di tenerezza, d'amore!
E' il bacio quotidiano di Dio per me!
Solo se so riconoscerlo, sono capace di ri-partire "senza indugio", per portare quest'annuncio di gioia ai fratelli, anche se fuori è buio, senza paura perchè quella gioia è troppo grande! 

Buona giornata!!!

 

martedì 29 marzo 2016

Martedì 29 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 20,11-18

In quel tempo, Maria stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: “Donna, perché piangi?” Rispose loro: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto”.
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi; ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?” Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. Gesù le disse: “Maria!” Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!”, che significa: Maestro! Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”.
Maria di Magdala andò subito ad annunziare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e anche ciò che le aveva detto.

 

 

 

Forse l'ho già detto per altri brani, ma stavolta davvero ammetto che questo è il brano evangelico che più mi sta a cuore! 
Perchè ogni volta mi emoziona molto, mi dona tanta dolcezza e tenerezza, speranza, gioia, vita.
Probabilmente sbaglio, perchè per gli esegeti non è dimostrabile, ma mi viene istintivo identificare Maria di Magdala con l'adultera che Gesù salva dalla lapidazione o con la donna che unge i piedi di Gesù. Qualcuno sostiene siano tutte la stessa persona, oggi gli studiosi dicono che forse non è cosi.
Poco importa, a me colpisce che in tutte queste situazioni, quella donna guarda Gesù dal basso dai piedi.
E' un po' il senso che do alle parole di Gesù oggi : "Non mi trattenere". 
Il Vangelo ieri ci diceva che le donne gli cingevano i piedi, e credo che anche nel brano di oggi, Maria di Magdala, dopo tutto il dolore, sta ancorata ai piedi di Gesù.
Sta soffrendo, tantissimo, Maria! Ha perso il suo amico, la sua speranza, Lui che l'ha salvata e gli ha ridato dignità! Lui che per prima l'ha fatta sentire davvero una persona!
Ma il dolore va in frantumi appena sente pronunciare il suo nome. "Maria"! Solo Lui lo pronunciava cosi!
Ed allora voltandosi gli cinge i piedi!
Come quel giorno quando a terra, in attesa dei sassi che l'avrebbero uccisa, guarda Gesù cosi dal basso. O quella volta che con quell'olio profumato li ha unti ed asciugati con i propri capelli. E guarda i piedi di quell'uomo che per lei sarà la salvezza.
Non li lascerebbe più quei piedi per la gioia! Ed allora Gesù deve chiedergli di non trattenerlo perchè Lui deve salire al Padre, ma per lei inizia la missione dell'annuncio!
Ma io come guardo Gesù? Spesso dall'alto verso il basso, come se sapessi già tutto! 
Quello sguardo dal basso, non è una sterile umiliazione ma uno sguardo d'amore!


Buona Giornata!!!

martedì 22 marzo 2016

Custodire il Silenzio

Durante la Settimana Santa ho deciso di non pubblicare la condivisione sul Vangelo, perchè possibilità di ascoltare e meditare la  Parola ce ne sono già parecchie con le celebrazioni.
Preferisco custodire un po' di più il Silenzio e favorire così l'incontro personale con il Padre.




Una buona Settimana Santa e Buona Pasqua di Resurrezione a tutti.
Vi porto con me nella preghiera!

sabato 19 marzo 2016

Sabato 19 Marzo

Dal Vangelo secondo Matteo 1,16.18-21.24a.

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.
Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.
Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore.

 

 

 

 

Giuseppe "era uomo giusto".
Una delle figure più belle del nuovo testamento.
Uomo silenzioso, non dice nulla nei Vangeli e di lui sappiamo pochissimo.
Ma anche nelle poche e semplici parole della Parola di oggi, capiamo  tutta la grandezza di quest'uomo.
Forse ci fa storcere il naso ascoltare che Giuseppe voleva ripudiare Maria in segreto, ma viene definito per questo uomo giusto. 
Ma quest'atto presenta qualcosa di magnifico. Maria per legge andava denunciata dal promesso sposo, e per questo lapidata.
Giuseppe ripudiandola vuole evitare questo, prendendosi lui la colpa. Con il ripudio per tutta la gente sarebbe stato lui che dopo aver avuti rapporti con lei prima del matrimonio ora la rifiutava. 
Il suo onore sarebbe andato distrutto, non sarebbe più stato riconosciuto come un buon ebreo, ma Maria sarebbe stata salva.
E non solo.
Oltre a quest'atto di bontà, il suo cuore e il suo silenzio, lo portano ad accogliere subito il messaggio dell'angelo.
Non fa domande, non esprime dubbi, nonostante quel messaggio rappresenti l'impossibile (divenuto possibile), lui lo accoglie.
Quello di Giuseppe è un silenzio attivo. Tace, si, ma per ascoltare e poi fare: fare accoglienza, fare custodia.
Le due parole chiave son proprio queste: silenzio ed accoglienza. Da Giuseppe questo e molto altro possiamo imparare, nonostante spesso corriamo il rischio di riternerlo solo una comparsa.

Buon fine settimana!

venerdì 18 marzo 2016

Venerdì 18 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 10,31-42.

In quel tempo, i Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo.
Gesù rispose loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?».
Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per la bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Rispose loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dei?
Ora, se essa ha chiamato dei coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata),
a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio?
Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi;
ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre».
Cercavano allora di prenderlo di nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui si fermò.
Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha fatto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero».
E in quel luogo molti credettero in lui.

Il fatto che Dio possa essere Padre scandalizza questi giudei! Ed anche oggi scandalizza pure noi!
Questi uomini erano profondamente legati all'immagine di Dio che si erano costruiti, per questo gli riesce proprio impossibile accogliere quello che Gesù dice, anzi li scandalizza al punto tale da ucciderlo.
Dire che Dio è suo Padre, Lui che si definisce nostro fratello, sconvolge tutti gli schemi, perchè è qualcosa di una portata enorme!
Lo è anche per noi oggi! In fondo quel dio giudice (non il Dio di Gesù) in cui spesso crediamo ci fa comodo, perchè su di lui possiamo proiettare tutte le nostre idee.
Lo trasformiamo a nostra immagine e somiglianza (proprio il contrario di quello che è in realtà), così è più facile metterci in relazione con gli altri scegliendo noi chi va bene e chi no, come se fosse quel dio stesso a farlo.
Un dio che fa quello che dico io, condanna chi voglio condannare, ed accoglie chi voglio accogliere!
Facendo così, mi annebbio la vista, divento indifferente anche alle opere, non le giudico ne bene ne male, solo sto attento che nessuno venga a mostrarmi un Dio diverso da quello che mi sono costruito, altrimenti lo devo eliminare (come è successo a Gesù!).
Forse in questa quaresima, come in tutto il mio cammino di fede, mi è chiesto di passare dal mio dio (che alla fine è un IO) al Dio di Gesù Cristo, il Dio del Vangelo, il Padre.

Buona giornata!

giovedì 17 marzo 2016

Giovedì 17 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 8,51-59.

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte».
Gli dissero i Giudei: «Ora sappiamo che hai un demonio. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: "Chi osserva la mia parola non conoscerà mai la morte".
Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?».
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria non sarebbe nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: "E' nostro Dio!",
e non lo conoscete. Io invece lo conosco. E se dicessi che non lo conosco, sarei come voi, un mentitore; ma lo conosco e osservo la sua parola.
Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò».
Gli dissero allora i Giudei: «Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
Allora raccolsero pietre per scagliarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio. 

 

 

 

 

Penso che mai come nel Vangelo che la Liturgia oggi ci propone, Gesù abbia manifestato ai Giudei la sua natura!
Ormai è un clichè, loro continuano ad interrogare Gesù e la domanda continua è: Chi Sei?
Anche oggi la ripetono: Chi credi di essere?
Forse altre volte la risposta è stata più velata, Gesù fa intuire ma non lo dice proprio espressamente, se uno vuole capire capisce altrimenti fraintende.
Oggi però non è così, raggiunge il massimo della chiarezza, ed è profondamente esplicito:  «In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
Dire Io Sono per un Giudeo è un affermazione chiarissima perchè è il nome che anni prima Dio ha detto a Mosè dal roveto ardente, momento fondamentale della Rivelazione al popolo d'Israele.
Ma purtroppo la risposta dei Giudei non cambia, vogliono lapidarlo!
E' qualcosa che tocca anche me, perchè se non sono aperto al Padre, al lasciarmi stupire da Lui; se credo di saper già tutto di Dio, anche io rispondo con le pietre!
Se non ho un cuore aperto alla novità di Dio, un cuore indurito, Cristo potrebbe fare o dire qualsiasi cosa ma io non sarò mai capace di credere.
Ma con tutte le mie durezze prima o poi mi scioglierò, quando mi accorgerò di essere raggiunto dalla dolcezza del bacio di Dio sul mio volto, rigato dalle lacrime del dolore e della fatica.
Speriamo che questi giorni di quaresima ci "ammorbidiscano" un po' il cuore.

Buona giornata!


mercoledì 16 marzo 2016

Mercoledì 16 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 8,31-42.  

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli;
conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».
Gli risposero: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?».
Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato.
Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre;
se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero.
So che siete discendenza di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi.
Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro!».
Gli risposero: «Il nostro padre è Abramo». Rispose Gesù: «Se siete figli di Abramo, fate le opere di Abramo!
Ora invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità udita da Dio; questo, Abramo non l'ha fatto.
Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero: «Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un solo Padre, Dio!».
Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. 

 

 

 

 

Sapere di chi siamo figli fa la differenza, davvero!
Ma non basta dirsi figli a parole, con formalità. 
Questi Giudei erano realmente convinti di essere figli di Dio (e fanno bene), ma dall'altra parte erano totalmente incapaci di vedere Dio come Padre, un Padre che ama, che li ama, con tenerezza.
Per questo il loro rapporto con la vita è totalmente errato! 
Se mi lascio amare da Dio e mi accorgo che è realmente mio Padre, inevitabilmente riconosco Gesù e lo amo, perchè anche Lui frutto di quell'amore che mi travolge.
Invece mi viene più facile definirmi figlio a parole, o sentirmi figlio di un codice morale, un insieme di regole per cui vivo e giudico in base a quello che fa comodo a me.
Il cammino che la quaresima vuol farmi fare, non è tanto quello di diventare un "perfetto" che almeno in questi 40 giorni rispetta tutte le regole ( e ne aggiunge di nuove)!
 Ma vuole farmi riscoprire l'amore di Dio per me,  un amore estremo, un esagerazione d'amore che arriva al sacrificio totale, per me incapace di accorgermene!
Per me la quaresima è l'ennesima carezza di Dio a tutti i miei limiti.

Buona giornata!

martedì 15 marzo 2016

Martedì 15 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 8,21-30.

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire».
Dicevano allora i Giudei: «Forse si ucciderà, dal momento che dice: Dove vado io, voi non potete venire?».
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo.
Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che io sono, morirete nei vostri peccati».
Gli dissero allora: «Tu chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che vi dico.
Avrei molte cose da dire e da giudicare sul vostro conto; ma colui che mi ha mandato è veritiero, ed io dico al mondo le cose che ho udito da lui».
Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora saprete che Io Sono e non faccio nulla da me stesso, ma come mi ha insegnato il Padre, così io parlo.
Colui che mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo, perché io faccio sempre le cose che gli sono gradite».
A queste sue parole, molti credettero in lui. 

 

 

 

 

 

I farisei proprio non riescono a capre chi sia Gesù!
Più volte ormai hanno chiesto "Tu chi sei?". Gesù risponde ma loro non vogliono capire.
Quello che risponde nel Vangelo di oggi è profondamente importante per la fede, sono le fondamenta che sostengono tutta la sua testimonianza.
Proprio per il fatto che viene dal Padre e quello che annuncia non è una sua invenzione, può dire di non essere lasciato solo.
Non lo è mai stato e non lo sarà mai, nemmeno nel momento peggiore sulla croce.
Anzi proprio dopo la sua morte si manifesterà con la resurrezione la sua provenienza dal Padre.
Se fosse stato un semplice uomo, con delle idee belle ma personali, non sarebbe mai risorto.
Se tutto si fosse concluso con la croce (come pensavano i due discepoli di Emmaus), sarebbe stata tutta un illusione!
Come dice San Paolo "Se Cristo non è risorto vana è la nostra fede".
Proprio da questo passaggio fondamentale passa tutta la nostra fede. 
E' la sua resurrezione che mi aiuta a rispondere alla domanda "Tu chi sei?"
Ed ho bisogno di rispondere giorno per giorno per confermarmi nella fede.
Buona giornata!

lunedì 14 marzo 2016

Lunedì 14 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 8,12-20

In quel tempo, Gesù parlò [ai farisei] e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me».

Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».

Gesù pronunziò queste parole nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era ancora venuta la sua ora.

 

 

 

 

 Io sono la luce!
Parole forti, ma cariche di speranza!
Non è forse quello di cui abbiamo più bisogno oggi?
Andare oltre le tenebre, quelle tenebre che avvolgono gli scribi e i farisei: le tenebre del giudizio!
L'unica cosa che conta per loro è il giudizio, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. L'uomo perde tutto il suo essere, non conta nulla, l'importante è se rispetta le regole o no. Le regole date da loro ovviamente.
Quante volte anche io sono cosi! Misuro le altre persone con il MIO metro di giudizio ed escludo quelli che non passano "l'esame". 
Ma Gesù mi dice: "Io non giudico nessuno". Lui ragiona al contrario! Prima viene l'uomo, poi quello che fa, e questo non è mai un occasione per escludere o per giudicarlo cattivo, nemico, infedele .....
Ho proprio bisogno di lasciarmi avvolgere dalla sua luce per uscire da queste mie tenebre.
E nella luce potrò finalmente vedere le altre persone per quello che sono realmente: fratelli.

Buona settimana

 

sabato 12 marzo 2016

Sabato 12 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 7,40-53.

In quel tempo, all'udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Questi è davvero il profeta!».
Altri dicevano: «Questi è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea?
Non dice forse la Scrittura che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide?».
E nacque dissenso tra la gente riguardo a lui.
Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso.
Le guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto?».
Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato come parla quest'uomo!».
Ma i farisei replicarono loro: «Forse vi siete lasciati ingannare anche voi?
Forse gli ha creduto qualcuno fra i capi, o fra i farisei?
Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».
Disse allora Nicodèmo, uno di loro, che era venuto precedentemente da Gesù:
«La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?».
Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia e vedrai che non sorge profeta dalla Galilea».
E tornarono ciascuno a casa sua. 

 

 

 

Oggi è ancora più evidente, per conoscere Gesù l'unico modo è metterci in ascolto, altrimenti si ritorna sempre al solito punto: lo si rinchiude nei nostri schemi.
Chi lo ascolta invece ne resta sconvolto, sente il profumo di cambiamento per la propria vita.
Nel Vangelo di oggi c'è chi si apre all'ascolto e chi resta, ostinatamente, chiuso.
Da un lato le guardie che non lo catturano perchè:  «Mai un uomo ha parlato come parla quest'uomo!».
L'ascolto cambia la loro prospettiva, percepiscono che non è un uomo qualunque quello di fronte a loro.
Dall'altro lato i farisei che restano radicati nella loro visione, questo gli impedisce di ascoltare e di vedere la realtà che di fatto corrisponde alle loro aspettative, perchè Gesù è realmente nato a Betlemme nella casa di Davide.
E poi c'è Nicodemo, segno che il cambiamento è possibile per tutti, basta volerlo.
Lui fariseo, si mette in ascolto di Gesù e questo cambierà radicalmente la sua vita.
Io so ascoltare? Spesso resto ostinato nelle mie visioni e rischio di non vedere nemmeno l'evidenza che Gesù mi mostra davanti agli occhi.
Se vogliamo mantenere le nostre idee, le nostre opinioni, i nostri preconcetti, nulla ci smuoverà da essi, ma questo ci allontanerà inevitabilmente dalla verità, dal cambiamento, dai fratelli, ma soprattutto da Cristo.

Buon fine settimana!!!

venerdì 11 marzo 2016

Venerdì 11 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 7,1-2.10.25-30.

In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.

Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, detta delle Capanne;

Ma andati i suoi fratelli alla festa, allora vi andò anche lui; non apertamente però: di nascosto.

Intanto alcuni di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere?

Ecco, egli parla liberamente, e non gli dicono niente. Che forse i capi abbiano riconosciuto davvero che egli è il Cristo?

Ma costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».

Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure io non sono venuto da me e chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete.

Io però lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».

Allora cercarono di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettergli le mani addosso, perché non era ancora giunta la sua ora. 

 

 

 

"Voi mi conoscete e sapete di dove sono".
Spesso credo di sapere già chi è Gesù, di conoscerlo e corro il rischio di chiudermi.
Mi chiudo alla perenne novità che porta alla mia vita! 
E' davvero tanto facile chiudere Cristo, in degli schemi, in un insieme di "cose" da fare per essere simile a lui; e di conseguenza rischio di essere incapace di ascoltarlo davvero avendo la presunzione di sapere già tutto.
Quanta tristezza mi da il vedere che spesso anche noi nella Chiesa, specialmente tra i religiosi, ci mettiamo nella  posizione di quelli che sanno già tutto, che ormai Dio lo conosciamo ed al massimo lo possiamo insegnare agli altri, ma noi non abbiamo più nulla da imparare!
Questa idea poi ci porta sempre a dividere il mondo in due: i giusti e gli sbagliati. E noi "ovviamente" siamo sempre dalla parte dei giusti, sempre sulla difensiva.
Per conoscere davvero Gesù Cristo servirebbe una cosa fondamentale: Fare silenzio e contemplare.
 Solo cosi potremo ascoltare davvero la sua Parola.

Buona giornata!

giovedì 10 marzo 2016

Giovedì 10 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 5,31-47.

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: « Se fossi io a render testimonianza a me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera; ma c'è un altro che mi rende testimonianza, e so che la testimonianza che egli mi rende è verace.
Voi avete inviato messaggeri da Giovanni ed egli ha reso testimonianza alla verità.
Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché possiate salvarvi.
Egli era una lampada che arde e risplende, e voi avete voluto solo per un momento rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha reso testimonianza di me. Ma voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto, e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono testimonianza.
Ma voi non volete venire a me per avere la vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini.
Ma io vi conosco e so che non avete in voi l'amore di Dio.
Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se un altro venisse nel proprio nome, lo ricevereste.
E come potete credere, voi che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da Dio solo?
Non crediate che sia io ad accusarvi davanti al Padre; c'è gia chi vi accusa, Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza.
Se credeste infatti a Mosè, credereste anche a me; perché di me egli ha scritto.
Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole? ». 



"So che non avete in voi l'amore di Dio"
E' proprio questo il motivo per cui i giudei non riescono a riconoscere in Gesù il Figlio di Dio.
Per molti di loro la fede era diventata semplicemente un rispettare delle norme tramandate da secoli. Spesso però questo "legalismo" li portava ad accogliere quelle norme che "facevano comodo" e ad aggirare o dimenticare quelle "scomode".
Questo loro modo di vivere la fede, rendeva inconcepibile il fatto che Dio li amasse, al punto da farsi uomo per loro, anzi lo rendeva una bestemmia!
Gesù invece ci dice proprio questo, e possiamo comprenderlo nella misura in cui siamo capaci di accettare ed accogliere questo amore di Dio.
Non è più un Dio padrone, giudice ma un Dio che ama, un Padre.
Spesso anche io me ne scordo, e mi viene più facile nascondermi dietro la regola, perchè più comoda, più manipolabile rispetto ad un Dio amore che mi obbliga ad essere me stesso, a mettermi a nudo.
Inevitabile giunge la domanda: " Ma so di avere in me l'amore di Dio?".

Buona giornata!! 

mercoledì 9 marzo 2016

Mercoledì 9 Marzo

Dal Vangelo Giovanni 5,17-30.

In quel tempo, Gesù rispose ai Giudei: «Il Padre mio opera sempre e anch'io opero».
Proprio per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo: perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù riprese a parlare e disse: «In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa.
Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole;
il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio,
perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.
In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso;
e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo.
Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno:
quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato

 

 

 

I Giudei vogliono uccidere Gesù, "ancor di più", perchè oltre a violare il Sabato dice che Dio è Padre.
Sarà anche il motivo della condanna a morte. Gesù verrà ucciso perchè ha bestemmiato dicendo che Dio è Padre.
Oggi il Vangelo mi mostra chiaramente qual'è la relazione tra il Padre ed il Figlio, e come sono chiamato ad "inserirmi" io in questa relazione:
"il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa. Il Padre infatti ama il Figlio...".
Gesù mi dice che tutto quello che fa non parte da lui, non è una sua idea personale, ma semplicemente la "ripetizione" di quello che il Padre compie.
Ma cosa fa il Padre? Ama!
Lo dice chiaramente! "il Padre ama il Figlio". Gesù vedendo l'amore con cui è amato vuole fare lo stesso ed indirizza il suo amore verso di noi.
Qui sta tutta l'essenza dell'essere cristiani (come Cristo), anche io sono chiamato a fare lo stesso: riconoscermi amato da Dio, per poi amare con lo stesso amore i fratelli.
Non posso fare il contrario, è prima necessario fermarmi ed accorgermi che Dio mi ama, solo allora, travolto da quell'amore, sarò inevitabilmente desideroso di condividerlo con i miei fratelli.
E a pensarci bene, il solo fatto che Dio sia e voglia essere mio Padre, è un segno d'amore grandissimo.

Buona giornata!

martedì 8 marzo 2016

Martedì 8 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 5,1-16.

Era un giorno di festa per i Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
V'è a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, una piscina, chiamata in ebraico Betzaetà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Un angelo infatti in certi momenti discendeva nella piscina e agitava l'acqua; il primo ad entrarvi dopo l'agitazione dell'acqua guariva da qualsiasi malattia fosse affetto.
Si trovava là un uomo che da trentotto anni era malato.
Gesù vedendolo disteso e, sapendo che da molto tempo stava così, gli disse: «Vuoi guarire?».
Gli rispose il malato: «Signore, io non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, qualche altro scende prima di me».
Gesù gli disse: «Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina».
E sull'istante quell'uomo guarì e, preso il suo lettuccio, cominciò a camminare. Quel giorno però era un sabato.
Dissero dunque i Giudei all'uomo guarito: «E' sabato e non ti è lecito prender su il tuo lettuccio».
Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina».
Gli chiesero allora: «Chi è stato a dirti: Prendi il tuo lettuccio e cammina?».
Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato, essendoci folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio».
Quell'uomo se ne andò e disse ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo.
Per questo i Giudei cominciarono a perseguitare Gesù, perché faceva tali cose di sabato. 




Oggi resto ancora più colpito per la durezza dei cuori! E non solo dei giudei di questo brano di Vangelo, ma anche di me stesso, perchè spesso nemmeno io sfuggo a questo rischio!
Ci sono alcune immagini che mi colpiscono particolarmente riguardo questo.
Questo uomo è da 38 anni che era bloccato, schiacciato dalla sua infermità. E' Gesù stesso che gli chiede se vuole guarire e lui risponde: "Signore, io non ho nessuno che mi immerga nella piscina".
Mai nessuno si è accorto di lui, nessuno ha mai cercato di aiutarlo. 
Ma subito dopo esser stato guarito i Giudei lo vedono (per la prima volta), si accorgono di lui perchè ha infranto una regola: "E' sabato e non ti è lecito prender su il tuo lettuccio".
Hai loro occhi, incomincia ad esistere solo perchè ha infranto il sabato, prima di allora era come se non ci fosse mai stato! Eppure era 38 anni che era li, chissà quante volte con gli occhi (ma non con il cuore) lo avranno visto.
Alla risposta dell'uomo: "Colui che mi ha guarito mi ha detto: Prendi il tuo lettuccio e cammina" , essi domandano: "Chi è stato a dirti: Prendi il tuo lettuccio e cammina?".
Di nuovo ciò che interessa loro è chi gli ha detto di infrangere una regola, del fatto che sia stato guarito (fatto straordinario)  non se ne accorgono nemmeno, o forse non interessa.
Quando ho un cuore indurito, non mi rendo più conto di ciò che c'è intorno. Il fratello nel bisogno non lo vedo nemmeno, ed anche i grand segni che il Signore compie nella mia vita o in quella degli altri passano inosservati.

Buona giornata e buona festa a tutte le donne!

lunedì 7 marzo 2016

Lunedì 7 Marzo

Dal Vangelo secondo Giovanni 4,43-54

In quel tempo, Gesù partì dalla Samaria per andare in Galilea. Ma egli stesso aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella sua patria. Quando però giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero con gioia, poiché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa.

Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafarnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e lo pregò di scendere a guarire suo figlio poiché stava per morire. Gesù gli disse: “Se non vedete segni e prodigi, voi non credete”. Ma il funzionario del re insistette: “Signore, scendi prima che il mio bambino muoia”. Gesù gli risponde: “Va’, tuo figlio vive”. Quell’uomo credette alla parola che gli aveva detto Gesù e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i servi a dirgli: “Tuo figlio vive!” S’informò poi a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: “Ieri, un’ora dopo mezzogiorno la febbre lo ha lasciato”. Il padre riconobbe che proprio in quell’ora Gesù gli aveva detto: “Tuo figlio vive”, e credette lui con tutta la sua famiglia.

Questo fu il secondo miracolo che Gesù fece tornando dalla Giudea in Galilea.

 

 

 

 

Questo Vangelo presenta tantissimi elementi per aiutarmi ad uscire dai miei schemi!
Inizia dando delle indicazioni territoriali, che non sono casuali.
Gesù parte dalla SAMARIA. Un territorio che per gli ebrei osservanti era proibito attraversare, come anche il parlare con i samaritani, perchè ritenuti eretici.
Poco prima di questi versetti invece Gesù incontra al pozzo la donna samaritana e parla con lei.
Ora invece ritornato in Galilea gli viene incontro un funzionario del re.
Anche questa categoria di persone andava esclusa, perchè pagani cioè non appartenenti alla religione ebraica.
Questo mostra chiaramente che Gesù non ha paura di incontrare, di parlare con gli altri, chiunque essi siano. Lui non fa distinzione ne di razza, ne di religione.
Invece oggi spesso non è così, ed anche noi cristiani innalziamo muri, non solo in senso letterale ma anche fisico.
Un altro salto che mi fa fare oggi, è il passaggio dal vedere al credere.
Questo funzionario vorrebbe che Gesù andasse a casa sua, ma la risposta sembra essere negativa!
Non perchè non vuole salvare suo figlio, ma perchè vuol portare quest'uomo alla fede, infatti dopo la seconda richiesta gli dice di andare si, ma da solo, il figlio è guarito. Gli chiede di credere solo sulla sua Parola.
Il funzionario "osa" la fede, "credette alla parola". E' forse questo il vero miracolo, questa sua fede salva il bambino.
Spesso anche io per credere vorrei "vedere". Gesù mi fa capire che non è cosi, la fede è qualcosa di più. E' credere senza nessuna garanzia. Solo sulla sua Parola.
Mi aiuta ad andare oltre il sensazionalismo, il miracolismo, evitando il rischio di prestare più fede a segni "extra" che alla sua Parola.
La nostra fede non si basa sui miracoli, sulle apparizioni, sui presunti messaggi mariani; ma in Gesù Cristo, sulla sua Parola altrimenti: “Se non vedete segni e prodigi, voi non credete”.

Buona settimana!
 

sabato 5 marzo 2016

Sabato 5 Marzo

Dal Vangelo secondo Luca 18,9-14.

In quel tempo, Gesù disse questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri:

«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano.

Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano.

Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.

Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.

Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato». 

 

 

Gesù mi mettte ancora una volta in guardia dal sentirmi dalla parte dei giusti, dei puri, degli irreprensibili.
Che preghiera è quella che fa il fariseo? Più che una preghiera a me sembra che giudichi tutto e tutti!
Pregare non è dire a Dio cosa abbiamo fatto di giusto (o sbagliato), ma un dialogo, una relazione in cui mi sento amato e così imparo ad amare.
Questo fariseo non mi pare stia amando.
Probabilmente è schiacciato dalla sua immagine di Dio, immaginato come un giudice che deve controllare se fa il bene o il male! Ma Dio non è questo, Dio è Padre!
Per questo non riesce ad amarlo perchè non si può amare un giudice, o un insieme di regole. Un Padre invece insegna l'amore, lo dona, e si fa amare.
Anche io, 2000 anni dopo, sono spesso ancora legato a questo modo di vedere Dio! Rischio di aver paura di Lui credendolo un giudice, che mi controlla e questo inevitabilmente mi porta ad autoconvincermi di essere nel giusto, di fare bene, per evitare "l'ira" di Dio.
Ma questo comporta anche un problema enorme: se io sono (credo di esserlo) nel giusto, allora gli altri sbagliano, sono nell'errore. Da qui nasce il sentirmi migliore degli altri.
Proprio come il fariseo.
Devo invece imparare a lasciarmi amare da Dio, consapevole che non sono i miei sforzi a salvarmi, ma la sua misericordia!
Solo allora imparerò a dire: "O Dio, abbi pietà di me peccatore"

Buon fine settimana !

venerdì 4 marzo 2016

Venerdì 4 Marzo

Dal Vangelo secondo Marco 12,28b-34.

In quel tempo, si accostò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore;
amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza.
E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi».
Allora lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v'è altri all'infuori di lui;
amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo. 

 



Nella Parola di oggi si vede molto bene quello che Gesù ci diceva qualche giorno fa: "Non sono venuto ad abolire la legge, ma a dare pieno compimento".
La risposta che da allo scriba, non è nient'altro che la legge del popolo d'Israele, parole che ogni Israelita conosceva molto bene (specialmente la prima parte il famoso "Shèma Israel...").
Il primo comandamento mi invita ad amare Dio nella mia totalità, con mente, cuore, forze. Sembra qualcosa di enorme, e lo è, ma è anche quello che Cristo ha fatto per gli uomini sulla croce.
Il secondo mi invita ad amare il prossimo. Non penso che lo abbia messo al secondo posto perchè meno importante, ma perchè Gesù sa bene che il vero amore per il prossimo si realizza solo se alla base c'è l'amore per Dio.
Amando Dio riconosco che il prossimo è  mio fratello! 
Altrimenti sarebbe filantropia, o solidarietà, cose belle e positive ma  molto diverse rispetto all'amore cristiano che corrisponde all'amare l'altro come Dio ci ama!
Ma io so di essere amato da Dio? 

Buona giornata!!

giovedì 3 marzo 2016

Giovedì 3 Marzo

Dal Vangelo secondo Luca 11,14-23.

In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle rimasero meravigliate.
Ma alcuni dissero: «E' in nome di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni».
Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo i loro pensieri, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull'altra.
Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl.
Ma se io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl, i vostri discepoli in nome di chi li scacciano? Perciò essi stessi saranno i vostri giudici.
Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, è dunque giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, tutti i suoi beni stanno al sicuro.
Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via l'armatura nella quale confidava e ne distribuisce il bottino.
Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde. 

 

 

Quando si vuole andare contro qualcosa o qualcuno anche se non c'è un vero motivo, lo si inventa!
E' quello che fanno con Gesù.
Non vogliono comprendere la sua opera, anche perchè infastidisce, porta alla luce tutte le nostre miserie personali, ed allora lo si attacca anche con critiche al limite della follia.
«E' in nome di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni»
Non serve una grande riflessione per capire che è una critica insostenibile, eppure quante volte anche io faccio lo stesso nei confronti del fratello e della sorella che proprio non riesco a sopportare! Quante critiche assurde! Quante cose inventate o ingigantite, per mettere in cattiva luce altri, in modo da apparire a me stesso, ed agli altri, migliore!
Chi non è con me, è contro di me; e chi non raccoglie con me, disperde.
Non è una minaccia è un dato di fatto! Chi non è con Gesù vuol dire che rifiuta il suo Amore. lo disperde. L'Amore o lo accolgo o non lo accolgo, non posso restare neutrale.
Speriamo non si perda, tutto questo Amore.

Buona giornata!


mercoledì 2 marzo 2016

Mercoledì 2 Marzo

Dal Vangelo secondo Matteo 5,17-19.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.

In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.

Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. »   

 

 

 

A dare pieno compimento!
Cioè è venuto a mostrarmi la pienezza, il vero valore/significato della legge.
Spesso corriamo il rischio di prendere da Gesù solo quello che ci interessa ed il resto scartarlo. Oggi capita sempre più frequentemente di sentire: "sono cristiano ma non vado a messa", "sono cristiano ma gli extracomunitari non li voglio", "sono cristiano ma.....". 
Una fede "fai da te" insomma.
Eppure Gesù mi dice: "non passerà un iota o un segno senza che tutto sia compiuto".
Lui non vuole abolire la legge perchè è un dono del Padre agli uomini, segno della sua alleanza con loro.
La legge di Dio, non è il codice della strada, un insieme di norme da rispettare scrupolosamente.
Gesù vuole portarmi oltre! Vuole insegnarmi ad amare la Sua legge, questo è il pieno compimento di cui parla.
Io sono portato a vedere la legge come una catena, un limite. Non è così riguardo alla legge di Dio, essa è l'esatto opposto, è liberazione (non a caso anche le tavole della legge sono state donate dopo la liberazione dall'Egitto). 
Io voglio rispettare la legge, perchè essa mi insegna ad amare, proprio perchè è un dono d'amore. San Paolo stesso poi dirà in una sua lettera "pieno compimento della legge è l'amore" (Rm 13,10)
E l'amore quello vero, non è mai una catena, ma una liberazione.

Buona giornata.

martedì 1 marzo 2016

Martedì 1 Marzo

Dal Vangelo secondo Matteo 18,21-35.

In quel tempo Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?».
E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.
A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi.
Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti.
Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito.
Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa.
Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi!
Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito.
Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto.
Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato.
Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?
E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello». 

 

 

 

 

10.000 talenti contro 100 denari. La differenza è enorme!
Il padrone non si limita ad accogliere la richiesta di tempo fatta dal servo, ma gli condona tutto il debito: 10.000 talenti. Non chiede più nulla!
Questo servo però, per soli 100 denari, non accoglie la stessa richiesta (uguale sia nei gesti, che nelle parole) che un altro servo come lui gli fa.
Non basta ricevere perdono per imparare a perdonare! Devo sentirmi davvero accolto e perdonato immeritatamente, nonostante tutto; solo cosi poi saprò perdonare "di cuore" come dice Gesù a conclusione del Vangelo.
Quante volte anche io non so perdonare il piccolo "peccato" che un fratello ha commesso verso di me! Quanti musi lunghi o risposte acide per una sciocchezza che mi lego al dito!
Se non mi rendo conto, che ogni giorno, il Padre perdona a me 1000 volte tanto, quella piccola sciocchezza resterà per me grande come una montagna, ed il fratello a poco a poco diventerà un nemico a cui non saprò, e non vorrò, perdonare.
" Dio non si stanca di perdonare" dice Papa Francesco.
Ed io?

Buona giornata