Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

lunedì 30 novembre 2015

Lunedì 30 Novembre Sant'Andrea

Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. 
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.




Che bellezza questo brano di Vangelo! è un pozzo senza fondo di consigli, di amore, di pienezza...
Ovviamente si tratta di un Vangelo di Vocazione, come spesso lo chiamiamo, ma non facciamo l'errore di credere che la chiamata riguardi solo i preti o i religiosi e le religiose.
Gesù chiama tutte le donne e gli uomini a seguirlo e a vivere in Lui.
E' magnifico vedere i singoli passaggi che Gesù e/o i dicepoli compiono, indicati  dai verbi nel testo.
Gesù "vide". Non è uno sguardo distratto come il nostro ma profondo ci vede dentro, sa meglio di noi quello che ci abita,ci muove, ci fa soffrire.
Dice ai discepoli "Venite dietro a me". Ci invita a seguirlo e ci indica anche l'unico modo possibile per farlo: stare dietro. Quante volte invece abbiamo la tentazione di guidare noi la strada, di andare dove diciamo noi?.
I discepoli "lasciarono e seguirono". Ci insegnano anche loro la modalità della sequela, lasciano e seguono, non è possibile seguire Gesù portandosi dietro tutto quello che ci abita, bisogna lasciare le nostre paure, le nostre incertezze, le sofferenze sarà proprio Lui a curarle perchè darà ad esse ed a noi un nuovo significato. 
E la cosa bella è che lasciano e seguono subito, senza indugio non perchè fossero già dei grandi santi, erano uomini semplici, dei pescatori, ma a muoverli è Gesù, hanno capito che Colui che li chiama non è un maestro qualunque, lo hanno capito perchè si sento amati totalmente.
Quanto si può meditare su questo brano!
E noi come rispondiamo a questa chiamata del Signore? Ci siamo almeno accorti che ci sta chiamando, ora, proprio in questo momento?
Proviamo a far silenzio ed ascoltare.
Buona settimana a tutti ed auguri a tutti gli Andrea!!

sabato 28 novembre 2015

Sabato 28 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. 
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».



"Attenti, che i vostri cuori non si appesantiscano".
Quante volte ci sentiamo pesanti, schiacciati da noi stessi?
A me purtroppo capita di ritrovarmi appesantito sotto il peso delle maschere quotidiane che, volontariamente o meno, a volte indosso!
Tutti siamo un po' appesantiti dal  nostro ruolo, dal desiderio di apparire, di fare, di guadagnare.
Questo però ci schiaccia e spesso non ci permette di vedere Gesù presente nella nostra vita.
Lui ci dice che la soluzione a tutto questo è la preghiera continua, qualcosa di impegnativo e a volte difficile.
Ma tutta la nostra vita può e deve essere preghiera!
Certo sono fondamentali momenti in cui ci fermiamo e restiamo con il Signore (l'Eucarestia è il momento più bello) ma anche il nostro agire quotidiano può diventare preghiera.
Posso pregare essendo madre o padre per i miei figli, o figlia/o per i miei genitori. Posso pregare essendo fratello e sorella per tutti gli altri fratelli e sorelle che incontro. Bisogna fare tutto questo  da cristiani, cioè da uomini che vogliono essere di Cristo e come Cristo.
Certo è il cammino di una vita, ma la meta altro non è che il Regno di Dio, non in cielo sulle nuvolette, ma qui ora in mezzo a noi!
Buona domenica!!!!!!


venerdì 27 novembre 2015

Venerdì 27 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: 
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. 
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».



Le sue Parole non passeranno. 
Che valore ha la Parola di Dio nella nostra vita?
Gesù ci dice oggi che tutto passerà, anche il cielo e la terra, ma la sua Parola no. Ci crediamo veramente? Proviamo a viverlo nella nostra vita?
La Parola che Dio ci ha donato (non dimentichiamoci mai che è un dono!) non è una Parola passata, o rivolta a qualcosa che un giorno avverrà; ma parla oggi, in questo momento ed è profondamente personale, cioè consegnata singolarmente ad ognuno di noi.
Non è fantasia è la realtà sconvolgente del nostro Dio.
Ma noi proviamo ad accogliere e vivere questa Parola?
Purtroppo spesso non è cosi, lo vediamo bene di questi tempi in cui ad esempio l'imperativo "Tu non uccidere" vale solo per gli altri o al max gli aggiungiamo la postilla "però se colpiscono puoi"!
Accogliamo questo dono consapevoli che il modo migliore per farlo è viverlo fino in fondo
Buon fine settimana

giovedì 26 novembre 2015

Giovedì 26 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».



"Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina"
La Parola di oggi ci sprona ad un risveglio! Ci mette in guardia, come sta facendo negli ultimi giorni, dalla superficialità e ci richiama con toni forti alla nostra scelta di fede. 
Ma è soprattutto questa parte finale a colpirmi! Gesù qui non vuole terrorizzarci ma invitarci ancora una volta ad uscire da noi stessi: "risollevati e alza il capo"!
Spesso siamo a terra con il capo chinato, guardiamo solo in basso, la nostra area, solo noi stessi. 
Gesù oggi ci invita ad alzare  il capo, cioè allargare lo sguardo vedendo oltre noi stessi; solo cosi potremo vedere che non siamo soli su questa terra ma ci sono anche dei fratelli, anch'essi con delle difficoltà magari più grandi delle nostre (ed insieme potremmo affrontarle meglio).
 Ma soprattutto solo alzando lo sguardo riusciremo a vedere che oltre i nostri problemi, limiti, fragilità c'è il Signore che sta arrivando per liberare la nostra vita.
Risolleviamoci e lasciamo che il Signore ci insegni ad allargare i nostri orizzonti!

mercoledì 25 novembre 2015

Mercoledì 25 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Parola del Signore




"Avrete occasione di dare testimonianza"
Oggi la Parola mi ha portato a riflettere su quanto la mia testimonianza sia reale e concreta, rispecchiando la fede che professo a voce. 
Mi rendo conto che spesso le mie azioni, nel vivere quotidiano si discostano molto dalla Parola del Vangelo, pur leggendolo e meditandolo quotidianamente.
Credo che oggi il Signore ci inviti a fare proprio questo, rivedere la nostra vita, la nostra giornata quotidiana e confrontare se la testimonianza che offriamo ai fratelli rispecchia la nostra fede, il Vangelo.
Soprattutto di  fronte ad una Parola forte come quella di quest'oggi, l'istinto ci porta a volercene allontanare, a sfuggire a questa "persecuzione"; ma è quello che di fatto ha vissuto Gesù senza fuggire e senza rispondere agli oltraggi. Noi siamo chiamati a conformarci  a Lui.
Il pensiero e la preghiera inevitabilmente vanno a quei fratelli cristiani (ma non solo) che subiscono persecuzioni a causa della loro fede religiosa, oggi in particolare affidiamoli al Signore, e raccogliamo un po' del loro esempio di fede che è testimonianza ed è vissuta con enorme perseveranza!
E domandiamoci: "Ma noi che testimonianza diamo?"
Buona giornata!!!!!!!!!!



martedì 24 novembre 2015

Martedì 24 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.





Il Vangelo di oggi mi ha messo un po' di agitazione. Non amo fare il catastrofista e quindi sono rimasto spiazzato davanti a questa Parola.
Lo Spirito mi ha suscitato questa semplice meditazione (perchè come ho già detto questi non sono commenti al Vangelo ma una semplice condivisione): 
I templi di pietra si possono distruggere o crollare, ma il Signore ci invita a costruire un tempio più importante quello della vita spirituale. è un tempio che si costruisce in noi con la preghiera e i Sacramenti, è un tempio che nessun uomo potrà distruggere se costruito realmente sulla roccia dello Spirito.
Questa vita spirituale poi ci permetterà di discernere il bene dal male, di saper riconoscere realmente il Signore e non lasciarci ingannare da chi, mentendo, dirà di venire nel Suo nome.
Ma la cosa più importante è che la preghiera da vita alla nostra vita! va curata, vissuta, amata. 
La preghiera è incontro, relazione col Padre. Chi si ama si incontra!
Buona giornata!!!!!!!!!

lunedì 23 novembre 2015

Lunedì 23 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».




Il Signore è molto esigente e ci mostra oggi una grande differenza: i ricchi nel tesoro del tempio gettavano "molto" denaro, la vedova povera economicamente ha gettato pochissimo, ma in relazione a se stessa ha donato "tutto".
Proprio questo ci chiede il Signore non vuole "molto" da noi, vuole "tutto"!
Può spaventare ma di certo ci da la forza ed i mezzi per farlo. 
Il nostro offrire molto non basta, non compie il miracolo; come il giovane che alla moltiplicazione dona i suoi pani e pesci. "che cosa è questo per tutta questa gente?" si domandavano i discepoli, ma quel giovane dando tutto quello che aveva (col rischio di restare senza anche lui) ha reso possibile il miracolo.
Dare tutto non riguarda solo il denaro, o i beni materiali, Cristo vuole che doniamo tutto noi stessi, come Francesco che si liberò da tutto per dare la sua vita, i suoi ideali, persino l'ordine fondato a Dio.
Come Maria che si lascia sconvolgere la vita verso una direzione imprevista e dolorosa (la croce del Figlio).
Tocca anche a noi, offrire noi stessi, la nostra vita per Cristo verso i fratelli, ogni giorno.
Buona settimana!!!!

sabato 21 novembre 2015

Sabato 21 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.


Dio non è il Dio dei morti ma dei viventi.
Il Vangelo di oggi ci provoca molto, non è immediato e nemmeno di facile comprensione però una cosa molto bella salta subito agli occhi:
"Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe” è un Dio che si fa storia, non in un passato lontano ma anche ora oggi, qui nel mio presente.
é un Dio che è entrato nella storia, anche nella mia personale.
ED allora la domanda nasce spontanea: Mi accorgo della presenza di Dio nella mia storia?
A volte corriamo il rischio che passi inosservato, senza rendercene conto! 
Proviamo a vivere la nostra vita, la nostra storia con Cristo, per Cristo e in Cristo.
Buona domenica a tutti

venerdì 20 novembre 2015

Venerdì 20 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.



Quanto è potente la logica della compravendita nella nostra vita?
Gesù si scaglia proprio contro quello. hanno reso il Tempio un luogo per comprarsi la benevolenza di Dio, attraverso sacrifici di animali. Ma L'affetto, l'amore di Dio non è in vendita! non si può comprare! è un Amore vero, perciò è un dono. Il Tempio era ed è il luogo per eccellenza dove il Signore manifesta la sua misericordia, il suo amore e quindi il suo per-dono. 
Non c'è nulla di più in contrasto con questo che la logica del mercato,del do ut des.
é già triste vedere che nelle relazioni quotidiane con i fratelli agiamo con questa logica dell'acquisto; non è il caso che almeno con Dio deponiamo le "armi" e ci lasciamo amare?
Un abbraccio buon fine settimana!

giovedì 19 novembre 2015

Giovedì 19 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo: 
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. 
Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».


Gesù ci ama tanto, come una madre che soffre nel vedere i figli prendere una strada sbagliata, non buona, e per loro piange. Ai miei occhi appare un po' cosi il pianto di Gesù su Gerusalemme.
In questo brano per me ci sono 2 verbi fondamentali: Comprendere e riconoscere. 
Gesù ci invita a comprendere quello che porta alla pace. quanto ne abbiamo bisogno proprio in questi giorni in cui viviamo quella che papa Francesco chiama una guerra a pezzetti.
Comprendere questa via è difficile ma ci da un suggerimento: riconoscere di essere visitati. Se siamo in grado di riconoscere la sua presenza nel mondo, specie nei fratelli che incontriamo sul nostro cammino, siano essi buoni o cattivi simpatici o antipatici, solo cosi potremo comprendere quello che porta alla pace.
La pace si costruisce soprattutto a partire da noi stessi.
"Sii tu stesso il cambiamento che vuoi portare nel mondo" diceva Gandhi.
Allora impegniamoci per comprendere e riconoscere, per fare questo serve tempo e riflessione.
Fermiamoci un attimo! ora più che mai è necessario.
Buona giornata