Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

giovedì 24 dicembre 2015

Giovedì 24 Dicembre

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall’alto,
per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace».





Subito prima del Natale, la liturgia ci dona questo cantico di gioia!
Zaccaria gioisce dopo essere rimasto muto per mesi. La sua gioia   non viene dalla nascita del figlio tanto desiderato, ma dalla consapevolezza, ormai acquisita, che sta per arrivare il Messia.
La salvezza è ormai vicina!
è bellissimo vedere gli aggettivi utilizzati per descrivere il Signore che viene: tenerezza, misericordia,santità....
Tante volte invece io fatico a far esplodere la mia gioia per questo bambino che viene a visitare anche la mia vita.
Manca poco e viene con tutta la sua tenerezza!
prepariamoci ad accoglierlo!
Buon natale!

mercoledì 23 dicembre 2015

Mercoledì 23 Dicembre

Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». 
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. 
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.



Il desiderio di fare la volontà del Padre porta Zaccaria ed Anna pur senza parlarsi, e stupendo tutti, ad essere d'accordo sul nome da dare al loro figlio, dono della misericordia di Dio.
Ed all'istante a Zaccaria torna e la voce, e la usa subito per cantare la sua gioia benedicendo il Signore.
Quante volte anche noi siamo muti e sordi? Eppure la volontà di Dio, che purtroppo spesso vediamo solo come un obbligo, può aprirci e ridarci voce.
Buona giornata!!

martedì 22 dicembre 2015

Martedì 22 Dicembre

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».






Questo canto è davvero magnifico come il nome!
Purtroppo pregandolo ogni giorno (viene cantato ai vespri serali) rischio di diventare abitudinario e successivamente di dirci poco.
Ma se ci fermiamo e lo inseriamo nel suo contesto, immaginandoci Maria che lo canta ri-esplode  in tutta la sua bellezza.
Maria lo canta dopo le parole di Elisabetta (lette ieri nel Vangelo). Non esplode di gioia solo ora, perchè prima era ancora  dubbiosa sull'annuncio dell'angelo, ma credo che solo dopo l'incontro con la cugina e l'aver visto cosa il Signore ha fatto in lei; si rende conto di tutta la meraviglia del progetto di Dio, che passa anche attraverso due donne semplicissime.
Lo stesso avviene per noi, Dio vuole compiere il suo progetto anche attraverso noi, seppur deboli e a volte traditori.
Cantiamo anche noi il nostro magnificat!
Buona giornata!

lunedì 21 dicembre 2015

Lunedì 21 Dicembre

 Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. 
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».




Maria si alzò.
In quei giorni, sono i giorni in cui questa ragazzina ha saputo di diventare la madre di Dio, cosa già enorme, ma che porta con se anche problemi come il dirlo al promesso sposo, il pericolo del ripudio...
E poi sarà madre ma di Dio. Non si riesce nemmeno a pensarlo quasi.
In quei giorni, noi ci fermeremmo, ad aspettare ed invece lei si alza e va ad aiutare un'altra donna. Parte non si ferma.
Ve le immaginate queste donne guardarsi e gioire della bellezza dell'essere madri?
Quella gioia, come la gioia del Battista ancora nel grembo deve essere la nostra gioia per il Signore che è venuto!
Gesù non rinasce a Natale, è già venuto una volta, siamo noi che siamo chiamati ad alzarci come Maria e a rinascere in Lui.
Buona giornata!

sabato 19 dicembre 2015

Sabato 19 Dicembre

Dal Vangelo secondo Luca


Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccarìa, della classe di Abìa, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccarìa svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. 
Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccarìa si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elìa, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». 
Zaccarìa disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccarìa, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».




Io me la immagino questa donna, che dopo anni di sofferenza, può gioire dell'impossibile, e non credendoci si tiene la pancia con  le mani, sentendo in se tutta la gioia di un figlio in arrivo.
A volte bisogna essere capaci di credere anche ciò che umanamente è inconcepibile (incinta da anziana e sterile).
A volte serve anche il silenzio, il non parlare. Credo che per Zaccaria più che una punizione sia stato un dono, in quei nove mesi senza parole ha potuto contemplare e pregare, preparandosi alla venuta di quel figlio. Infatti appena riacquista la parola, esplode in quel cantico magnifico che porta il suo nome!
E' quello che ci chiama a fare  l'avvento, non sprechiamo questa possibilità e prepariamo anche noi il nostro canto di gioia per il Signore che viene.

Buona domenica!!!!!!

giovedì 17 dicembre 2015

Giovedì 17 Dicembre

Dal Vangelo secondo Matteo

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. 
Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.
Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Àcaz, Àcaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. 
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.




Siamo entrati nell'ottava di Natale. La Liturgia ci propone questo brano di Vangelo che un po' ci lascia spiazzati.
Quest'elenco di nomi, di primo acchito sembra qualcosa di lontano da noi, difficile da meditare, asettico. Cosa può dire alla nostra vita?
Per me è stato così per molto tempo, ma negli ultimi anni ammetto che è uno dei miei  brani preferiti.
Credo che il Signore con questa lunga genealogia voglia dirci che per amore nostro non ha rifiutato di entrare nella storia, ed nella sua genealogia ci sono momenti di grande gloria come Salomone, Abramo ma anche delle cadute o dei momenti di peccato grave, come l'adulterio di Davide.
Questo a dirci che Gesù viene anche nella nostra storia, andando oltre il giudizio, il nostro peccato, per arrivare a noi, per legarci a Lui.
Siamo consapevoli della Sua venuta nella nostra storia personale? e meglio ancora siamo in pace con essa?
Buona giornata!!!

mercoledì 16 dicembre 2015

Mercoledì 16 Dicembre

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Giovanni chiamati due dei suoi discepoli li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». 
Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». 
In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».




Quante volte anche a noi sorgono dubbi su Gesù! Siamo onesti capita che ci domandiamo se davvero era Figlio di Dio o se stiamo seguendo un'illusione. 
Il fatto che anche una figura importante come il Battista si interrogava su Gesù, pur avendolo riconosciuto come "Agnello di Dio", ci aiuta a capire che l'avere fede in Gesù richiede un'adesione profonda, da rinnovare quotidianamente.
Perchè questo Gesù che esce da tutti i nostri schemi, ci sconvolge, anzi ci è di scandalo perchè provoca, invoca appunto un adesione profonda. 
E' stato cosi anche per Giovanni Battista, che Gesù poi descriverà come il più grande tra i nati di donna.
Chiediamoci allora anche noi senza paura oggi: «Gesù nella mia vita, oggi, Sei tu colui che deve venire o devo aspettare un altro?».
Buona giornata!!!

martedì 15 dicembre 2015

Martedì 15 Dicembre

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». 
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».




La storia continua a ripetersi al tempo di Gesù, come oggi , ci si ritrova nell'escludere alcune categorie di persone e di conseguenza nel sentirsi superiori ad esse.
Gesù vuole far saltare questa logica e ci provoca fortemente invitandoci a riflettere su chi veramente compie la volontà del Padre, chi appare buono ma poi si dimostra falso o chi sa rivedere se stesso riconoscendo l'errore e la propria debolezza.
Il Padre non vuole dei perfetti, ma dei figli, forse dovremmo imparare ad accettarci di più per poi accorgerci che il Signore ci ama con le nostre debolezze.
Buona giornata!

sabato 12 dicembre 2015

Sabato 12 Dicembre

Dal Vangelo secondo Matteo

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?». 
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». 
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.



Non l'hanno riconosciuto.
Quante volte rischio di non riconoscere gli eventi, le persone per quello che sono! Oggi ancora una volta Gesù ci mostra che si è incarnato nella storia, non ne è svincolato. Certo che deve tornare Elia, ed è avvenuto ma non ce ne siamo accorti. 
E se non ci siamo accorti della venuta del precursore come potremo riconoscere il Messia?
Capita spesso anche nella mia vita di non riconoscere che il Signore si incarna anche oggi nella mia storia personale, e magari dico pure che mi è distante!
Chiediamo al Signore di darci occhi nuovi per riconoscere la sua venuta, e la sua incarnazione nella nostra storia personale.
Buona domenica a tutti!!

venerdì 11 dicembre 2015

Venerdì 11 Dicembre

Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, Gesù disse alle folle: 
«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: 
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”. 
Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».




Oggi ritorna un po' il concetto di ieri: quando qualcuno ci dice una parola che ci mette in discussione,spesso cerchiamo di metterlo a tace.
Ieri Gesù portava l'esempio di Giovanni Battista messo a tacere con la forza, oggi oltre al Battista parla anche delle critiche di cui pure Lui è oggetto.
Spesso facciamo cosi se non ci va quello che dicono cerchiamo di  screditare chi ci parla, cercando cosi di addormentare la nostra coscienza.
Spesso mi accorgo di agire cosi anche nei confronti del fratello che mi fa una critica, magari pure meritata, e pur di non mettermi in discussione contesto a priori senza ascoltare.
E' umano, ma purtroppo limitante. Chiediamo al Signore il dono di accoglierlo, specialmente quando ci provoca e ci mette in discussione.

Buon fine settimana

giovedì 10 dicembre 2015

Giovedì 10 Dicembre

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse alle folle: 
«In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. 
Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono. 
Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elìa che deve venire. 
Chi ha orecchi, ascolti!».





Giovanni Battista è stato messo a  tacere con la forza, perchè la sua parola dava fastidio. Gesù parlando di lui,dice anche che il regno dei cieli subisce violenza. Questo mi ha portato a riflettere su quante volte anche io faccio violenza contro il regno e contro la  Parola. Tutte le volte che anche per me quell'annuncio è scomodo, tocca i miei punti deboli, e mi richiama alla mia incoerenza.
Ed allora penso che il Signore mi chiede (ci chiede) di "convertire" questa violenza, invece che contro la Parola, va diretta proprio contro quelle mie incoerenze, i vizi e le cattive abitudini, che magari non sono nemmeno gravi ma allontanano da Lui e soprattutto chiudono il cuore ai fratelli.
Buona giornata!!!!!

mercoledì 9 dicembre 2015

Mercoledì 9 Dicembre

Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, Gesù disse: 
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».





Più esplicito di cosi! 
Venite a me, io vi darò ristoro per la vostra vita!
Gesù è chiaro, forse a volte può sembrarci troppo netto, troppo radicale, ma non ha due parole, sarà esigente ma ci dice chiaramente qual'è l'unica via concreta per trovare questa pace, questo ristoro:  è Lui la via!
Venite a me. Non ci sono altre possibilità, altre strade.
Questa sua esigenza,forse ci spaventa proprio perchè noi non siamo cosi, facciamo un passo avanti, poi torniamo indietro; abbiamo grandi slanci poi ci  ricrediamo. A volte purtroppo  abbiamo due facce anche con Lui.
Andiamo a Lui, ci ristorerà!
Buona giornata!

lunedì 7 dicembre 2015

Lunedì 7 Dicembre Sant'Ambrogio

Dal Vangelo secondo Luca


Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni. 
Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza. 
Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?». 
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio. 
Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».




Vista la loro fede....
Sembra che Gesù, proprio perchè colpito dall'atto  di bontà di quei  uomini, decida di operare quella guarigione. Questo ci mostra quanto è importante la preghiera di intercessione.
 Spesso nella mia vita mi accorgo che, quando prego per le persone in difficoltà, se a breve non "vedo" risultati mi scoraggio.
credo che il Signore oggi ci indichi che bisogna avere il coraggio di osare.
Questo forse scandalizzerà qualcuno (i farisei) ma proprio da ciò comprendo che davvero Gesù viene da Dio, anzi è Dio.
Se solo Dio può rimettere i peccati  (dicono i farisei) e Gesù lo fa, allora non ci sono dubbi. Ma spesso al mio cuore indurito nemmeno questo basta!
Signore insegnaci a osare la speranza!
Buona giornata e buona festa ai milanesi!

sabato 5 dicembre 2015

Sabato 5 Dicembre

Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. 
E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».




E' bellissimo sentire anche oggi il Signore che dice di provare compassione, ce lo porta vicinissimo e capisce concretamente quali sono i nostri bisogni.
l'impressione è che oggi Gesù ci inviti a pregare per le vocazioni, ed è vero, ma dobbiamo chiarire bene quali vocazioni.
Gesù non chiede di pregare solo perchè qualcuno diventi sacerdote e consacrata/o, il suo "richiamo" vocazionale è più profondo è una chiamata ad essere cristiani autentici, e non è solo per alcuni ma per tutti.
Siamo tutti chiamati ad accogliere e vivere il Vangelo. L'essere cristiani non è un compito affidato a pochi.
Quindi credo che oggi Gesù ci dice con forza,che è giunto il momento di fare la nostra parte, di non tenere le mani in tasca, di farci fratelli, padri, madri per gli altri.
E dice di farlo gratuitamente, non solo in senso economico, ma anche sapendo rinunciare alla gratitudine o al merito.
E' ora di portare il Vangelo (non solo a parole) a tutti, noi a che punto siamo?
Buona domenica!!!!

venerdì 4 dicembre 2015

Venerdì 4 Dicembre

Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.





«Crediamo che Lui possa fare questo?». Certo a parole è molto semplice, ma nel profondo crediamo che possa ridonare luce anche alla nostra vita?
E' bellissimo perchè ancora una volta Gesù vuole indicare che non è Lui a compiere questi grandi segni ma la fede:Avvenga per voi secondo la vostra fede.
Davvero se avessimo fede il Signore potrebbe donare luce alla nostra vita. Noi forse non saremo ciechi negli occhi, ma probabilmente nello spirito si. Preghiamo con fede il Signore ridonarci la vista, cosi vedremo che chi ci sta di fronte non è un pericolo o un nemico, ma un fratello, un altro figlio di Dio.
Buon fine settimana !!!

giovedì 3 dicembre 2015

Giovedì 3 Dicembre

Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».




La nostra casa su quale terreno è costruita?
Non è una risposta cosi semplice. A volte siamo fermamente convinti che sia fondata sulla roccia ma quando arrivano la pioggia e i venti ci accorgiamo di esserci sbagliati.
Come facciamo ad accorgerci se il terreno sul quale siamo costruiti è roccia? Se vediamo che alla sua Parola accolta e meditata seguono anche le azioni.
"Non chi dice Signore" non serve a molto incensarlo tutto il giorno se poi il nostro vissuto è completamente differente dal Vangelo.
Quante volte accade oggi? Quanto spesso lo facciamo pure noi? Ascoltiamo quotidianamente la Sua Parola, partecipiamo ai Sacramenti e poi quando si tratta di vivere tutto ciò ci perdiamo; vediamo un fratello nel bisogno e ci voltiamo dall'altra parte, non sappiamo accogliere chi viene a chiederci aiuto, scegliamo le guerre e gli atti violenti ecc. ecc.
Secondo me oggi come non mai questa Parola ci invita ad una profonda conversione, ci dice: "oltre che credente è giunta l'ora di essere credibile!".
Interroghiamoci su questo.
Buona giornata!!!!!

mercoledì 2 dicembre 2015

Mercoledì 2 Dicembre

Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?». 
Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla. 


Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.
Gesù sente compassione per questa folla che si avvicina a Lui carica di molte infermità, sofferenze, problemi.
Sente proprio sulla sua pelle, dentro di Lui questa fatica, il peso della loro sofferenza. Purtroppo spesso non è cosi anche per noi, anche quando cerchiamo di aiutare i nostri fratelli non sempre lo facciamo per compassione, a volte c'è pure un po' di orgoglio, di idealismo; ma facendo cosi non si diventa un tutt'uno con loro, proprio come ha fatto Gesù.
"Dove troveremo il pane?". 
Non va cercato all'esterno, il miracolo della moltiplicazione non nasce da qualcosa di sensazionale, ma dalla condivisione! Il pane e i pesci ci sono, sono pochi, ma se li condividi,se accetti di donarli e correre il rischio di perderli, il Signore può compiere il miracolo.
Potrebbe avvenire anche oggi! Tanta gente nel mondo non ha di che sfamarsi, se solo imparassimo la condivisione, una equa distribuzione delle risorse, ce ne sarebbe per tutti e nessuno resterebbe senza.
Impariamo a condividere le semplici cose del nostro vivere quotidiano.
Buona giornata!!!

martedì 1 dicembre 2015

Martedì 1 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».



Noi ci consideriamo tra i piccoli o tra i dottori e i sapienti?
Certo ora dopo aver letto questo brano vogliamo trovarci in mezzo ai piccoli, ma non possiamo negare che nella nostra vita desideriamo sempre ritrovarci tra i dotti e i sapienti.
Specialmente oggi, che ci troviamo nell'era dei "tuttologi", di quelli che sanno tutto di tutto.
Gesù non ce l'ha certo con l'intelligenza o la cultura, vuole solo metterci in guardia, perchè spesso chi è sapiente crede di saper già tutto e quindi non ha bisogno di ascoltare nulla di nuovo.
Nemmeno la Parola nuova che è portata da Gesù, anzi che è Gesù stesso. E non sa nemmeno gioire per questa beatitudine che è solamente un dono del Signore.
Spesso siamo anche noi questi sapienti che non ascoltano e non gioiscono.
Proviamo a metterci dalla parte dei piccoli, non solo ascolteremo la Parola di Salvezza, ma ci riscopriremo anche tutti fratelli.
Buona giornata!!!

lunedì 30 novembre 2015

Lunedì 30 Novembre Sant'Andrea

Dal Vangelo secondo Matteo


In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. 
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.




Che bellezza questo brano di Vangelo! è un pozzo senza fondo di consigli, di amore, di pienezza...
Ovviamente si tratta di un Vangelo di Vocazione, come spesso lo chiamiamo, ma non facciamo l'errore di credere che la chiamata riguardi solo i preti o i religiosi e le religiose.
Gesù chiama tutte le donne e gli uomini a seguirlo e a vivere in Lui.
E' magnifico vedere i singoli passaggi che Gesù e/o i dicepoli compiono, indicati  dai verbi nel testo.
Gesù "vide". Non è uno sguardo distratto come il nostro ma profondo ci vede dentro, sa meglio di noi quello che ci abita,ci muove, ci fa soffrire.
Dice ai discepoli "Venite dietro a me". Ci invita a seguirlo e ci indica anche l'unico modo possibile per farlo: stare dietro. Quante volte invece abbiamo la tentazione di guidare noi la strada, di andare dove diciamo noi?.
I discepoli "lasciarono e seguirono". Ci insegnano anche loro la modalità della sequela, lasciano e seguono, non è possibile seguire Gesù portandosi dietro tutto quello che ci abita, bisogna lasciare le nostre paure, le nostre incertezze, le sofferenze sarà proprio Lui a curarle perchè darà ad esse ed a noi un nuovo significato. 
E la cosa bella è che lasciano e seguono subito, senza indugio non perchè fossero già dei grandi santi, erano uomini semplici, dei pescatori, ma a muoverli è Gesù, hanno capito che Colui che li chiama non è un maestro qualunque, lo hanno capito perchè si sento amati totalmente.
Quanto si può meditare su questo brano!
E noi come rispondiamo a questa chiamata del Signore? Ci siamo almeno accorti che ci sta chiamando, ora, proprio in questo momento?
Proviamo a far silenzio ed ascoltare.
Buona settimana a tutti ed auguri a tutti gli Andrea!!

sabato 28 novembre 2015

Sabato 28 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. 
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».



"Attenti, che i vostri cuori non si appesantiscano".
Quante volte ci sentiamo pesanti, schiacciati da noi stessi?
A me purtroppo capita di ritrovarmi appesantito sotto il peso delle maschere quotidiane che, volontariamente o meno, a volte indosso!
Tutti siamo un po' appesantiti dal  nostro ruolo, dal desiderio di apparire, di fare, di guadagnare.
Questo però ci schiaccia e spesso non ci permette di vedere Gesù presente nella nostra vita.
Lui ci dice che la soluzione a tutto questo è la preghiera continua, qualcosa di impegnativo e a volte difficile.
Ma tutta la nostra vita può e deve essere preghiera!
Certo sono fondamentali momenti in cui ci fermiamo e restiamo con il Signore (l'Eucarestia è il momento più bello) ma anche il nostro agire quotidiano può diventare preghiera.
Posso pregare essendo madre o padre per i miei figli, o figlia/o per i miei genitori. Posso pregare essendo fratello e sorella per tutti gli altri fratelli e sorelle che incontro. Bisogna fare tutto questo  da cristiani, cioè da uomini che vogliono essere di Cristo e come Cristo.
Certo è il cammino di una vita, ma la meta altro non è che il Regno di Dio, non in cielo sulle nuvolette, ma qui ora in mezzo a noi!
Buona domenica!!!!!!


venerdì 27 novembre 2015

Venerdì 27 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: 
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. 
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».



Le sue Parole non passeranno. 
Che valore ha la Parola di Dio nella nostra vita?
Gesù ci dice oggi che tutto passerà, anche il cielo e la terra, ma la sua Parola no. Ci crediamo veramente? Proviamo a viverlo nella nostra vita?
La Parola che Dio ci ha donato (non dimentichiamoci mai che è un dono!) non è una Parola passata, o rivolta a qualcosa che un giorno avverrà; ma parla oggi, in questo momento ed è profondamente personale, cioè consegnata singolarmente ad ognuno di noi.
Non è fantasia è la realtà sconvolgente del nostro Dio.
Ma noi proviamo ad accogliere e vivere questa Parola?
Purtroppo spesso non è cosi, lo vediamo bene di questi tempi in cui ad esempio l'imperativo "Tu non uccidere" vale solo per gli altri o al max gli aggiungiamo la postilla "però se colpiscono puoi"!
Accogliamo questo dono consapevoli che il modo migliore per farlo è viverlo fino in fondo
Buon fine settimana

giovedì 26 novembre 2015

Giovedì 26 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».



"Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina"
La Parola di oggi ci sprona ad un risveglio! Ci mette in guardia, come sta facendo negli ultimi giorni, dalla superficialità e ci richiama con toni forti alla nostra scelta di fede. 
Ma è soprattutto questa parte finale a colpirmi! Gesù qui non vuole terrorizzarci ma invitarci ancora una volta ad uscire da noi stessi: "risollevati e alza il capo"!
Spesso siamo a terra con il capo chinato, guardiamo solo in basso, la nostra area, solo noi stessi. 
Gesù oggi ci invita ad alzare  il capo, cioè allargare lo sguardo vedendo oltre noi stessi; solo cosi potremo vedere che non siamo soli su questa terra ma ci sono anche dei fratelli, anch'essi con delle difficoltà magari più grandi delle nostre (ed insieme potremmo affrontarle meglio).
 Ma soprattutto solo alzando lo sguardo riusciremo a vedere che oltre i nostri problemi, limiti, fragilità c'è il Signore che sta arrivando per liberare la nostra vita.
Risolleviamoci e lasciamo che il Signore ci insegni ad allargare i nostri orizzonti!

mercoledì 25 novembre 2015

Mercoledì 25 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Parola del Signore




"Avrete occasione di dare testimonianza"
Oggi la Parola mi ha portato a riflettere su quanto la mia testimonianza sia reale e concreta, rispecchiando la fede che professo a voce. 
Mi rendo conto che spesso le mie azioni, nel vivere quotidiano si discostano molto dalla Parola del Vangelo, pur leggendolo e meditandolo quotidianamente.
Credo che oggi il Signore ci inviti a fare proprio questo, rivedere la nostra vita, la nostra giornata quotidiana e confrontare se la testimonianza che offriamo ai fratelli rispecchia la nostra fede, il Vangelo.
Soprattutto di  fronte ad una Parola forte come quella di quest'oggi, l'istinto ci porta a volercene allontanare, a sfuggire a questa "persecuzione"; ma è quello che di fatto ha vissuto Gesù senza fuggire e senza rispondere agli oltraggi. Noi siamo chiamati a conformarci  a Lui.
Il pensiero e la preghiera inevitabilmente vanno a quei fratelli cristiani (ma non solo) che subiscono persecuzioni a causa della loro fede religiosa, oggi in particolare affidiamoli al Signore, e raccogliamo un po' del loro esempio di fede che è testimonianza ed è vissuta con enorme perseveranza!
E domandiamoci: "Ma noi che testimonianza diamo?"
Buona giornata!!!!!!!!!!



martedì 24 novembre 2015

Martedì 24 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.





Il Vangelo di oggi mi ha messo un po' di agitazione. Non amo fare il catastrofista e quindi sono rimasto spiazzato davanti a questa Parola.
Lo Spirito mi ha suscitato questa semplice meditazione (perchè come ho già detto questi non sono commenti al Vangelo ma una semplice condivisione): 
I templi di pietra si possono distruggere o crollare, ma il Signore ci invita a costruire un tempio più importante quello della vita spirituale. è un tempio che si costruisce in noi con la preghiera e i Sacramenti, è un tempio che nessun uomo potrà distruggere se costruito realmente sulla roccia dello Spirito.
Questa vita spirituale poi ci permetterà di discernere il bene dal male, di saper riconoscere realmente il Signore e non lasciarci ingannare da chi, mentendo, dirà di venire nel Suo nome.
Ma la cosa più importante è che la preghiera da vita alla nostra vita! va curata, vissuta, amata. 
La preghiera è incontro, relazione col Padre. Chi si ama si incontra!
Buona giornata!!!!!!!!!

lunedì 23 novembre 2015

Lunedì 23 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».




Il Signore è molto esigente e ci mostra oggi una grande differenza: i ricchi nel tesoro del tempio gettavano "molto" denaro, la vedova povera economicamente ha gettato pochissimo, ma in relazione a se stessa ha donato "tutto".
Proprio questo ci chiede il Signore non vuole "molto" da noi, vuole "tutto"!
Può spaventare ma di certo ci da la forza ed i mezzi per farlo. 
Il nostro offrire molto non basta, non compie il miracolo; come il giovane che alla moltiplicazione dona i suoi pani e pesci. "che cosa è questo per tutta questa gente?" si domandavano i discepoli, ma quel giovane dando tutto quello che aveva (col rischio di restare senza anche lui) ha reso possibile il miracolo.
Dare tutto non riguarda solo il denaro, o i beni materiali, Cristo vuole che doniamo tutto noi stessi, come Francesco che si liberò da tutto per dare la sua vita, i suoi ideali, persino l'ordine fondato a Dio.
Come Maria che si lascia sconvolgere la vita verso una direzione imprevista e dolorosa (la croce del Figlio).
Tocca anche a noi, offrire noi stessi, la nostra vita per Cristo verso i fratelli, ogni giorno.
Buona settimana!!!!

sabato 21 novembre 2015

Sabato 21 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.


Dio non è il Dio dei morti ma dei viventi.
Il Vangelo di oggi ci provoca molto, non è immediato e nemmeno di facile comprensione però una cosa molto bella salta subito agli occhi:
"Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe” è un Dio che si fa storia, non in un passato lontano ma anche ora oggi, qui nel mio presente.
é un Dio che è entrato nella storia, anche nella mia personale.
ED allora la domanda nasce spontanea: Mi accorgo della presenza di Dio nella mia storia?
A volte corriamo il rischio che passi inosservato, senza rendercene conto! 
Proviamo a vivere la nostra vita, la nostra storia con Cristo, per Cristo e in Cristo.
Buona domenica a tutti

venerdì 20 novembre 2015

Venerdì 20 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.



Quanto è potente la logica della compravendita nella nostra vita?
Gesù si scaglia proprio contro quello. hanno reso il Tempio un luogo per comprarsi la benevolenza di Dio, attraverso sacrifici di animali. Ma L'affetto, l'amore di Dio non è in vendita! non si può comprare! è un Amore vero, perciò è un dono. Il Tempio era ed è il luogo per eccellenza dove il Signore manifesta la sua misericordia, il suo amore e quindi il suo per-dono. 
Non c'è nulla di più in contrasto con questo che la logica del mercato,del do ut des.
é già triste vedere che nelle relazioni quotidiane con i fratelli agiamo con questa logica dell'acquisto; non è il caso che almeno con Dio deponiamo le "armi" e ci lasciamo amare?
Un abbraccio buon fine settimana!

giovedì 19 novembre 2015

Giovedì 19 Novembre

Dal Vangelo secondo Luca


In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo: 
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. 
Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».


Gesù ci ama tanto, come una madre che soffre nel vedere i figli prendere una strada sbagliata, non buona, e per loro piange. Ai miei occhi appare un po' cosi il pianto di Gesù su Gerusalemme.
In questo brano per me ci sono 2 verbi fondamentali: Comprendere e riconoscere. 
Gesù ci invita a comprendere quello che porta alla pace. quanto ne abbiamo bisogno proprio in questi giorni in cui viviamo quella che papa Francesco chiama una guerra a pezzetti.
Comprendere questa via è difficile ma ci da un suggerimento: riconoscere di essere visitati. Se siamo in grado di riconoscere la sua presenza nel mondo, specie nei fratelli che incontriamo sul nostro cammino, siano essi buoni o cattivi simpatici o antipatici, solo cosi potremo comprendere quello che porta alla pace.
La pace si costruisce soprattutto a partire da noi stessi.
"Sii tu stesso il cambiamento che vuoi portare nel mondo" diceva Gandhi.
Allora impegniamoci per comprendere e riconoscere, per fare questo serve tempo e riflessione.
Fermiamoci un attimo! ora più che mai è necessario.
Buona giornata