Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

sabato 24 giugno 2017

Sabato 24 Giugno

Dal Vangelo secondo Luca 1,57-66.80

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.

Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».

Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All'istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.

Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.



Già la nascita inaspettata di un bambino è un miracolo, un motivo di stupore e di gioia; molto di più quando porta con sé circostanze simili.
Una coppia di genitori avanti nell'età, Zaccaria che resta muto e riacquista la parola, il bambino a cui viene dato un nome estraneo alla famiglia...
Dio interviene nella nostra storia, nella  mia storia, vuole sanare le mie ferite, vuole che il mio pianto si trasformi in gioia.
Forse oggi un avvenimento simile dice poco, ma nella cultura ebraica del tempo avere un figlio, una discendenza era segno di benedizione, dell'amore di Dio, mentre invece l'essere sterile era un castigo.
Ecco Dio non vuole essere sterile nella mia vita, vuole generare gioia, e vuole insegnarmi a generare proprio per evitare la mia sterilità.
Quante ferite mi porto nel cuore? quante volte rischio di rinchiudermi e diventare sterile? Il Padre arriva anche li nel punto estremo del dolore provocato dalle mie ferite e con l'olio del suo Amore le vuole curare.
Spesso ho notato come da una fatica, da un dolore, ha poi fatto nascere un miracolo, ha generato vita in me e negli altri.
Ma io sono disposto a guardare le mie ferite senza pregiudizi?

Buona giornata!

venerdì 23 giugno 2017

Venerdì 23 Luglio Sacro Cuore di Gesù

Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-30

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Certo questo Vangelo è molto bello, però oggi sono rimasto folgorato ancora una volta dalla seconda lettura (1Gv 4,7-16).
Penso sia la spiegazione più bella della festa di oggi, il Sacro Cuore di Gesù.
Forse nel 2017 un po' ci infastidisce sentire che celebriamo ancora queste feste, vogliamo tenerle nascoste nel passato perché sembrano distanti dalla spiritualità odierna.
Io credo che i tempi cambiano ed oggi forse ci dicono poco certi rituali e forme del passato, ma il contenuto rimane intatto e può, e deve, essere attualizzato.
Il contenuto del Sacro Cuore che è anche il contenuto della seconda lettura è l'Amore, quello pieno, quello totale.
Avete presente l'immagine del Sacro Cuore, quella con Gesù che ha il suo cuore nella mano? Ecco sarà anche antica ma rende bene il concetto: Lui vuole donarmi il suo cuore, segno dell'amore, lo toglie da sè per donarlo a me!
In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi
Non diciamo forse anche noi le stesse cose alle persone che amiamo profondamente? "Vorrei donarti il mio cuore!", "Il mio cuore ora è tuo!"....
Ecco oggi vedo un Gesù innamorato di me così tanto, da lasciarsi andare e dirmi dolci parole d'amore.
Sono antico? Questo è qualcosa d'antico e sdolcinato?
Piuttosto che vivere una vita quadrata e sterile, che ha paura dell'Amore, preferisco essere antico e sdolcinato. Sono certo che il Padre non ne avrà a male.


mercoledì 21 giugno 2017

Mercoledì 21 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18
 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».


L'ipocrisia non la troviamo solo quando ci autogiustifichiamo, o nascondiamo il male compiuto; l'ipocrisia è più subdola si può nascondere anche nel "fare il bene".
Questo è il suo aspetto più pericoloso perché spesso non riesco nemmeno a riconoscerlo, e quindi compio tanti bei gesti ma li distruggo da solo avendo come fine dell'altro che non è l'amore.
Quante buone azioni compio per sentirmi bravo, o per farmi vedere "buono e giusto" dagli altri? Quante persone ho aiutato sapendo poi di riceverne il contraccambio?
Questo nemico (l'ipocrisia) non è poi così distante e lontano come sembra!
L'unica vera ricompensa, l'unico vero obiettivo finale è Dio Padre Nostro, non ci sono tappe intermedie.
Tutto questo è molto importante perché mi rende chiarissima una cosa: se è Padre Nostro, vuole che i miei atti di bene siano rivolti a tutti, non solo a qualcuno, non solo a chi mi sta simpatico.
Ecco un'altra ipocrisia dalla quale mi libera, il pericolo del "Sono cristiano ma .....", purtroppo troppo diffuso tra noi oggi!

Buona giornata!!!

martedì 20 giugno 2017

Martedì 20 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,43-48



In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: "Amerai il tuo prossimo" e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».



Concretamente preferirei restare in silenzio, cosa si può condividere di fronte a questa Parola?
Umanamente è  inconcepibile, devo essere onesto.

amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano
Questa Parola istintivamente non è accettabile, da fastidio, anzi quasi fa arrabbiare se penso a qualche fatto concreto di ferite subite.
Per fortuna è Parola di Dio e questo basta a smuovermi, a provocarmi, a fermarmi e meditare.
Io quasi sempre so amare solo chi mi ama, chi mi dona il contraccambio, mi riesce davvero difficile amare chi mi ferisce.
Però la tensione a vivere questa chiamata del Padre c'è, è viva; forse non riuscirò mai a raggiungere quest'obbiettivo ma qualche passo in avanti posso farlo se tengo fisso lo sguardo su Gesù.
Lui stesso ha vissuto questo amore, il segno più evidente è la croce.
Sarà folle ma è la strada che voglio percorrere anche se so che non arriverò mai alla meta.

Buona giornata!

sabato 17 giugno 2017

Sabato 17 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,33-37


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno».

 

Ieri il Signore mi invitava a riflettere sulle mie ipocrisie. Qual'è il miglior modo per sconfiggerle? Essere onesti, soprattutto con se stessi.
Gesù mi invita ad avere onestà e chiarezza nella mia vita così da comprendere meglio, e vivere, quello che Lui mi chiede e quello che io porto nel cuore.
Dalle mie azioni, dai miei gesti, si comprende quello che vivo, quello che sono, quello (anzi Chi) amo.
Non c'è una via di mezzo, o si ama o non si ama, l'Amore vero per sua natura non può essere un amore a metà.
Qui si inserisce il parlare chiaro "sì, sì", o "No,no", parlare chiaro anche a me stesso perché se non è chiaro a me il perché faccio e vivo una cosa, non sarà mai un seme di luce anche per i miei fratelli.

Buona giornata!

venerdì 16 giugno 2017

Venerdì 16 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,27-32


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
 «Avete inteso che fu detto: "Non commetterai adulterio". Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
 Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
 Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».

Sembra un Gesù cattivo quello del brano di Vangelo di oggi, o per lo meno un po' radicale.
In realtà mi piace perché usa questa sua radicalità per contrastare l'ipocrisia degli uomini che ha di fronte che un po' è anche la mia.
Questi uomini cercavano cavilli e stratagemmi per piegare le norme a loro piacimento, per ottenere vantaggi personali, anche a discapito di altri uomini o donne, vedi il caso di ripudio.
Quante volte anche io voglio furbescamente modificare la realtà per compiere qualcosa di negativo e  giustificarlo, o magari farlo diventare addirittura positivo!
Devo essere onesto e non è radicalità, ma a volte anche io sono davvero ipocrita e questo Gesù me lo mostra chiaramente, non per farmi capire che sono cattivo, ma per aiutarmi a crescere, per diventare sempre più umano.

Buona giornata!

giovedì 15 giugno 2017

Giovedì 15 Giugno

Dal Vangelo secondo Matteo 5,20-26


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

 «Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

 Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai"; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.

 Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

 Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

 

 

Un altro di quei brani in cui Gesù ci colpisce dritto dritto in faccia e colpisce tutte le nostre ipocrisie.
 Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Eh già, quante volte faccio il pio, il devoto, recito tutte le mie belle preghiere, vado a tutte le funzioni, e poi uscito dalla Chiesa incontro un fratello che mi ha ferito e rispondo al male con il male! Peggio ancora, a volte uscendo dalla Chiesa vedo un fratello che non mi ha fatto nulla, però mi infastidisce ed allora gli rispondo in malo modo, lo evito, lo derido...
Gesù sa di cosa parla, sa quanto è importante la spiritualità, la preghiera, lui stesso si ritirava in preghiera; ma sa anche che essa si verifica con l'azione, con i gesti, con la vita. 
"chi non ama il fratello che vede, non può non amare Dio che non vede" dirà uno degli apostoli in una sua lettera.
Ed io riesco a sintonizzarmi con questo sentire di Gesù? Riesco ad amare il fratello grazie alla mia vita di preghiera?
E' importante quest'aspetto perché mi permette di comprendere quando la mia preghiera è vera, vissuta: se mi trasforma e mi converte all'amore, la mia preghiera è relazione con il Padre, altrimenti è probabile che sto pregando me stesso!

Buona giornata!