Perchè questo blog?

Questo blog non vuole offrire un commento esegetico al Vangelo. per quello ci sono siti o blog più belli con commenti di importanti biblisti.
Vuole essere semplicemente un piccolo spazio per poter condividere assieme la Parola che ogni giorno ci viene donata.
Come a tavola vogliamo spezzarla assieme, perciò è bello ed utile anche per gli altri che ognuno possa condividere quello che il Signore gli ha suscitato nel cuore.
Quindi dopo aver letto il brano di Vangelo, fermati e donaci la tua condivisone,utilizzando i commenti (li trovi in fondo ad ogni post, se c'è scritto nessun commento rompi il ghiaccio!).
La Parola non è generica, ma parla ad ognuno di noi, proprio oggi, nella nostra situazione di vita.
Facciamola vivere in noi!

mercoledì 16 agosto 2017

Mercoledì 16 Agosto

Dal Vangelo secondo Matteo 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».


Viene sempre più istintivo vedere il negativo e quindi diamo un po' a tutto quest'ottica.
Così mi verrebbe da fare anche con la prima parte di questo brano di Vangelo, specie con la frase:

"Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano."
Ma se mi fermo un secondo a riflettere, la domanda vien da sé: ma Gesù come si comportava, come si relazionava, con i pagani ed i pubblicani?
Ed allora cambia completamente il mio punto di vista, perché Lui non ha mai avuto un atteggiamento negativo verso queste persone, anzi, una delle accuse che gli vengono mosse è proprio quella di relazionarsi, di mangiare perfino, insieme a loro (Mc 2,16).
Quindi questo brano cambia completamente il mio orizzonte, perché ora nei confronti del fratello non ho nessuna "scusa" per escluderlo, nemmeno se non vuole accogliere le mie parole, perché il Signore mi invita comunque a mantenere una porta aperta per lui.
Credo che la parte successiva sulla preghiera non sia messa lì "a caso", ma quasi mi indica la modalità di tenere aperta questa porta: il tuo fratello non vuole ascoltarti? Allora tu rimani in relazione con lui pregando per lui!
Io sono capace di mantenere sempre aperta una porta verso il fratello, grazie all'aiuto della preghiera?

Buona giornata!

sabato 12 agosto 2017

Sabato 12 Agosto

Dal Vangelo secondo Matteo 17,14-20

In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo».
E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.
Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».




Magari avessi questa fede ora, sarei felice di spostare i monti vicino a dove sono, così potrei andare quotidianamente sulle mie amate montagne!
A parte gli scherzi ma oggi questo brano mi interroga profondamente sulla mia fede, sul mio cammino di fede, sulla mia relazione con il Padre.
Quante volte mi accorgo di avere poca fede, a volte quasi nulla. Non so chi riesce ad avere una fede tanto grande da guarire le persone o spostare i monti, ma io credo di avere una fede tanto piccola che a volte credo di non riuscire ad andare oltre, a fare passi avanti.
Eppure c'è una cosa che mi accompagna fin dall'inizio del mio cammino di fede: mi sono accorto che anche quando io non credo nel Padre, Lui crede in me.
Dio ha più fiducia di me di quanto ne abbia io!
Forse la mia fede è piccola, certamente zoppico in questo cammino, ma Lui non mi lascerà mai solo e questo tratto di strada lo faremo assieme.

Buona fine settimana

venerdì 11 agosto 2017

Venerdì 11 Agosto S. Chiara d'Assisi

Dal vangelo secondo Giovanni  15, 4-10.



     In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso, se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me, viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.
Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti dei Padre mio e rimango nel suo amore ».

Quanto adoro in questo periodo questo suo invito: "Rimanete"!
Per tanto, forse troppo, tempo ho sottovalutato questo suo invito; in fondo sembra una cosa facile, non dovrebbe richiedere poi questo grande impegno il rimanere.
Invece mi sono accorto che è molto più difficile di quanto pensassi, perché non è un sopravvivere ma proprio un mettere radici, radicarsi, per avere vita.
L'esempio dei tralci e della vita è bello, oltre che molto chiaro: il tralcio che produce i frutti è molto importante, ma se viene staccato dalla vite non riceve più il suo nutrimento e presto si secca e muore.
Non è un invito allo stare fermi, ma al "rimanere nel Suo Amore" per fare frutto, per mettere in circolo questo Amore.
"Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi"
Penso che questo si colleghi all'invito di Gv 15,12:


"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati" 

E' bellissimo questo "circolo": dal Padre al Figlio, dal Figlio a me, da me ai fratelli.
S. Chiara aveva capito bene tutto questo, e non ha fatto altro che rimanere in questo Amore del Padre, più importante di tutte le sue ricchezze; un amore che poi ha condiviso con le sue sorelle.
Io sono dentro in questo circolo, e sono invitato a rimanere, ma voglio mettere in circolo il mio amore?



Buona giornata!


giovedì 10 agosto 2017

Giovedì 10 Agosto

Dal Vangelo secondo Giovanni 12,24-26


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».



Insomma per fare frutto bisogna morire un po' a se stessi, da' fastidio, sconvolge, ma è profondamente vero.
Basta guardarlo nelle nostre vite: se amiamo davvero qualcuno, per lei siamo disposti a delle "piccoli morti quotidiane".
Quando ci si fidanza si rinuncia al calcetto con gli amici per andare al cinema con la propria ragazza.
Quando si hanno figli si rinuncia a comprare quello che si voleva per risparmiare per i suoi studi.
Quando si vuole curare i genitori anziani si rinuncia ad un po' di libertà.
La cosa interessante e bella è che queste piccole morti all'apparenza fanno un po' soffrire, ma in realtà le facciamo con piacere perché sappiamo di scegliere qualcosa di bello, di importante.
Questo è il senso del dare la vita di Gesù: non è vittimismo, o masochismo, o passione per la sofferenza, ma è un offerta, un dono, in vista di qualcosa di bello.
E questo "qualcosa di bello" per lui sono io!
Magari riuscissi a vedermi come mi vede Lui, sarei sempre ricolmo di gioia!

Buona giornata!

mercoledì 9 agosto 2017

Mercoledì 9 Agosto S. Teresa Benedetta della Croce

Dal Vangelo secondo Matteo 25,1-13

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: Ecco lo sposo! Andategli incontro!. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. Le sagge risposero: No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici!. Ma egli rispose: In verità io vi dico: non vi conosco. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora».

La Chiesa oggi ci invita a riflettere su una figura a me molto cara: Santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein.
Dopo la conversione, entrò nel Carmelo e durante il nazismo venne deportata insieme alla sorella a causa delle sue origini ebraiche.
Credo però di correre un grosso rischio con il Vangelo di oggi: credere che questo testo si riferisca a Edith Stein solo per la scelta verginale della sua consacrazione religiosa.
C'è un altro aspetto in questo testo che la richiama fortemente, la saggezza. Edith è stata anche una grande studiosa, una filosofa molto importante e molto apprezzata e credo proprio che non sia un aspetto secondario.
Lei secondo me è l'esempio più bello di un'intelligenza umile, vera e profonda. Da grande professoressa qual'era, non si pose mai sopra gli altri, nemmeno appena entrata in convento nonostante le diffidenze delle consorelle, ma soprattutto nella sua tragica fine dove all'odio razziale rispose con l'amore e la fede.
Questa è vera saggezza, che non corrisponde al conoscere tante cose o nell'avere un QI elevato, ma nel saper ascoltare, comprendere, vivere con semplicità.
E' un forte richiamo per me questa figura perché io invece a volte mi concentro troppo sul "sapere", leggo tanti libri, ma poi nel concreto mi accorgo di essere lontano da questa "buona saggezza".
L'intelligenza di Edith Stein non era nella sua grande conoscenza, ma nel suo grande amore. La mia dov'è?

Buona giornata!

martedì 8 agosto 2017

Martedì 8 Agosto S. Domenico di Guzman

Dal vangelo secondo Matteo 5, 13-16


       In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli». 




Oggi si ricorda la memoria di San Domenico, per noi francescani in virtù del legame di questo santo con San Francesco, liturgicamente è festa. San Domenico fu il fondatore dell'ordine dei frati predicatori.
Mi viene ripresentato questo brano evangelico dopo poco tempo, infatti giusto un paio di settimane fa la liturgia giornaliera me lo aveva proposto. 
Trovo però molto interessante un accostamento: questo brano è stato scelto come liturgia "propria" del fondatore dei predicatori, un uomo che ha dedicato la sua vita alla predicazione ed all'annuncio del Vangelo; ebbene Gesù in questo brano non fa riferimento all'uso della parola per annunciarlo.
Istintivamente se penso alla predicazione o all'annuncio mi viene in mente proprio una modalità verbale, eppure Gesù sembra dirmi: "Guarda che non esiste solo quella", mi pare che privilegi il vivere, la prassi, il "dare l'esempio:
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli
Papa Francesco nell'Evangelii Gaudium dice che la fede procede non per proselitismo ma per attrazione. Credo sia proprio questo che il Signore vuole dirmi oggi, è un invito ad essere, e a vivere quello che annuncio.
E qui ritrovo un legame con S. Francesco quando diceva: "... annunciate il Vangelo, se necessario anche con parole."
"Se necessario" e non "solo", perché se vivo qualcosa di bello chi mi è accanto lo nota, lo riconosce , e vuole anche per se questa gioia.
La mia vita di fede è così vera da essere attrattiva per gli altri?

Buona giornata!

sabato 5 agosto 2017

Sabato 5 Agosto

Dal Vangelo secondo Matteo 14,1-12


In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre.
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.


Beh questo brano mi ricorda sempre la "prevaricazione" del più forte sul più debole pur di far tacere una "verità scomoda".
Oggi però mi sono soffermato un momento proprio sulla figlia di Erodiade. 
Diciamo che il "merito" della morte di Giovanni Battista è suo, o per lo meno della sua danza. Mi colpisce però vedere come questa ragazza che potrebbe chiedere di tutto "istigata dalla madre" sceglie qualcosa di cosi terribile, colpire qualcuno che a lei non ha fatto niente. 
Perché se Erodiade odiava Giovanni per le sue accuse, la figlia non aveva nessun problema diretto con Lui.
Questo mi porta a riflettere su tutte le volte che sono connivente al male, con il mio tacito assenso!
Quante volte vedo soprusi, prevaricazioni e me ne sto zitto, mi faccio gli affari miei, o addirittura contribuisco per non subire a mia volta ritorsioni?
Questo non mi rende meno colpevole, anzi forse mi danneggia di più perché subdolamente mi fa credere di non avere colpa, di essere innocente, mentre in realtà sono colpevole tanto quanto chi agisce male.
Quest'atteggiamento non è evangelico, Gesù non ha mai fatto così, non ha voltato la faccia di fronte ai soprusi. Purtroppo oggi viviamo la logica del "me ne frego" mentre dovremmo riportare nei cuori " l'i care" tanto caro a Don Milani.

Buona giornata